Villa Medicea di Poggio a Caiano e Pistoia

Villa Medicea di Poggio a Caiano (Prato) è una delle 12 ville (e 2 giardini) volute dalla famiglia Medici di Firenze e inserite nel Patrimonio dell’Umanità Unesco; esse testimoniano l’influenza che questa grande famiglia rinascimentale di banchieri esercitò sulla cultura europea attraverso il loro mecenatismo delle arti. La Villa di Poggia a Caiano è una delle più famose e meglio conservate. La visita a questa meravigliosa villa collocata tra Pistoia e Firenze, a sud di Prato, delizia tutti i sensi con i suoi decori ed il suo parco. Da non perdere, poi, una tappa al centro storico di Pistoia con le sue Chiese ed il suo Ceppo.

Nota Bene: in fondo all’articolo troverai la slideshow contenente “la mia parte preferita del viaggio“, “3 nuove cose che ho imparato“, “3 altre nozioni che ho imparato con la ricerca“, “la prossima destinazione”. Buona lettura!

Villa medicea di Poggio a Caiano

Villa Medicea di Poggio a Caiano, giardino

VILLA MEDICEA DI POGGIO A CAIANO

Poggio a Caiano si trova a sud di Prato, tra Firenze e Pistoia. E’ in questo ameno territorio che Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, volle far costruire la sua villa di campagna. La Villa medicea di Poggio a Caiano si trova in splendida posizione su una collinetta alle cui pendici si estende un parco che arriva a ridosso del fiume Ombrone; il parco è ricco di piante da frutto in sintonia con la vasta proprietà agricola di cui la villa era parte integrante.

Villa Medicea di Poggio a Caiano, lato giardino
Villa Medicea di Poggio a Caiano

Un po’ di storia. La costruzione iniziò intorno al 1485 su progetto di Giuliano da Sangallo, rimase interrotta alla morte di Lorenzo avvenuta nel 1492, riprese poi per volontà del papa Leone X, figlio di Lorenzo, quindi venne completata nella seconda metà del Cinquecento. Fu successivamente abitata dai Savoia; al suo interno vedremo spesso lo stemma della casata sabauda, oltre a quello della famiglia Medici. Dal 1984 è bene statale, cioè Museo Nazionale gestito dai Beni Culturali.



Villa Medicea di Poggio a Caiano si presenta al visitatore con la sua armoniosa bellezza. La villa presenta un porticato alla base, due rampe di scale curve (ma all’origine erano lineari!), un colonnato al piano nobile che richiama forme architettoniche dell’antichità, una decorazione in terracotta invetriata (1) (l’originale però si trova all’interno!) e l’apertura su ogni lato verso il giardino. L’interno è pregevole e si possono ammirare interventi decorativi sia medicei (Medici) che sabaudi (Savoia). (1) la terracotta e la porcellana sono entrambe ceramiche, ma si differenziano – principalmente – per composizione chimica e per tempo di cottura, la terracotta invetriata è una terracotta smaltata.

Particolare facciata
Decorazioni facciata terracotta vetrificata (ora all’interno)

La visita agli interni inizia con il piano terreno dove si possono ammirare belle decorazioni, ma successive al periodo dei Medici in quanto nel Cinquecento era considerato secondario rispetto al piano nobile; fa eccezione l’appartamento di Bianca Cappello (prima amante e poi moglie di Francesco I de’ Medici, Granduca di Toscana), decisamente rinascimentale. Gli arredi sono originali.

Piano terra, decorazioni ottocentesche
Piano terra, decorazioni ottocentesche, periodo sabaudo

Al piano nobile (primo piano) si trova l’ambiente più interessante della Villa: il salone Leone X. Leone X era figlio di Lorenzo e divenne papa; questo ampio e luminoso salone posto al centro dell’edificio e terminato nel 1513, è splendidamente decorato con affreschi allegorici, celebrativi della famiglia Medici, eseguiti da artisti famosi dell’epoca; il ciclo pittorico in questo salone è uno dei più importanti del periodo del manierismo (allegorie e libertà espressiva, a differenza del classicismo che rispecchia le forme naturali).

Piano primo, Salone Leone X
Piano primo, Salone Leone X, soffitto
Piano primo, Sala da pranzo

Sempre al piano nobile, la sala da pranzo (la riconoscerete per la grande tavolata presente!) ha sul soffitto un grande affresco raffigurante l’opera di pacificazione di Cosimo il Vecchio, il capostipite della dinastia; è del Seicento e fu commissionato da Ferdinando de’ Medici. Completano il primo piano gli appartamenti di Vittorio Emanuele II di Savoia con quattro stanze e quello della Bella Rosina, sua amante o poi moglie. Affascinante è la camera da letto della Bella Rosina con un letto a baldacchino e pareti interamente rivestiti di seta rosa con motivi floreali; il rivestimento del soffitto è drappeggiato a raggiera in modo da lasciar vedere al centro un preesistente affresco neoclassico.

Piano primo, appartamento Vittorio Emanuele (periodo sabaudo)
Camera da letto della Bella Rosina (periodo sabaudo)
Drappeggio a soffitto camera da letto Bella Rosina

Villa Medicea di Poggio a Caiano è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità da l’Unesco nel 2013, insieme alle altre ville medicee in Toscana. E’ stato riconosciuto il valore innovativo di un sistema di costruzioni sobrie e in armonia con la natura, dedicato al tempo libero, alle arti e al sapere. Le ville, infatti, incarnano un nuovo tipo di residenza principesca che differisce sia dalle fattorie di proprietà dei ricchi fiorentini del periodo, sia dalla forza militare dei castelli barocchi. Le ville medicee costituiscono il primo esempio di connessione tra architettura, giardini e ambiente e divennero un punto di riferimento duraturo per le residenze principesche in Italia e in Europa.

Villa Medicea di Poggio a Caiano



Le altre Ville Medicee riconosciute Patrimonio dell’Umanità sono: Villa di Cafaggiolo a Barberino del Mugello (privata, fruibile per eventi), Villa del Trebbio nel comune di San Piero a Sieve (privata, fruibile per eventi), Villa di Careggi a Firenze (pubblica, Regione Toscana), Villa Medici di Fiesole (privata), Villa di Castello a Firenze località Castello (pubblica, sede dell’Accademia della Crusca, giardino pubblico), Villa della Petraia a Firenze località Castello (pubblica, museo statale), Villa di Cerreto Guidi a Cerreto Guidi provincia di Firenze (pubblica, museo statale), Palazzo di Seravazza a Seravazza provincia di Lucca (pubblica, museo comunale), Villa la Màgia a Quarrata provincia di Pistoia (pubblica, comunale), Villa di Artimino ad Artimino Carmignano provincia di Prato (privata, esercizio di ristorazione), Villa del Poggio Imperiale a Firenze (pubblica, sede dell’Istituto statale della SS Annunziata), Giardino di Boboli a Firenze, Palazzo Pitti (pubblica, museo statale), Giardino di Pratolino a Vaglia località Pratolino (pubblica, comunale).

Informazioni per la visita alla Villa Medicea di Poggio a Caiano.  L’accesso al parco e al giardino è libero. Gli ambienti della Villa sono accessibili con visite accompagnate dal personale di custodia o con guida turistica (ingresso ogni ora a partire dalle 8,30 ma attenzione all’ultimo ingresso perché varia a seconda della stagione). All’interno è allestito il Museo della Natura Morta, ma si può scegliere se visitare solo gli Appartamenti Monumentali o entrambi.

Villa Medicea di Poggio a Caiano
Villa Medicea di Poggio a Caiano, giardino



PISTOIA

Pistoia si trova a circa 20 km a nord-ovest della Villa Medicea di Poggio a Caiano e merita una visita.  Il suo centro storico è raccolto e si respira ancora l’atmosfera del borgo. Pistoia è una piccola città toscana che, a differenza delle altre città della regione, raccoglie in un’unica piazza la sede del potere civico (Palazzo Comunale) e di quello religioso (Cattedrale e Battistero); non è così per Firenze, per Pisa, per Lucca, per Siena, per Arezzo, ma anche per molte altre città italiane, comunque atipico per la Toscana.

Pistoia, Cattedrale
Pistoia, Cattedrale

Cosa vedere a Pistoia

I principali luoghi d’interesse a Pistoia sono – per lo più – d’architettura romanica e rinascimentale. Piazza del Duomo è il centro nevralgico della città; qui si trovano la Cattedrale di San Zeno, il Battistero e il Palazzo Comunale, quindi in un’unica piazza trovate i centri del potere civico e di quello ecclesiastico. La Cattedrale di San Zeno è importante perché custodisce l’altare argenteo di San Jacopo (San Jacopo è il patrono della città), capolavoro dell’oreficeria sacra, realizzato in età rinascimentale e a cui, pare, lavorò anche Filippo Brunelleschi. La Cattedrale di San Zeno è romanica, ma il suo abside è decorato in stile barocco; essa è, inoltre, caratterizzata da un bel porticato d’ingresso con colonne. Il Battistero si trova di fronte al Duomo, è a pianta ottagonale e decorato con marmi bianco-verdi; in stile gotico, fu progettato nella bottega del celebre Andrea Pisano; la fonte battesimale al suo interno risale al XIII secolo.

Pistoia, Cattedrale, interno
Pistoia, Cattedrale, Altare argenteo



Da non perdere è la visita alla Pieve di Sant’Andrea; Chiesa molta antica, realizzata in stile romanico, è importante per la presenza di uno straordinario pulpito realizzato da Giovanni Pisano nel XIV secolo. Il Pulpito di Sant’Andrea è di forma esagonale, appoggia su sette colonne (sei ai vertici ed una centrale), di cui quattro sorrette da figure mitologiche; i parapetti sono scolpiti con storie della vita di Cristo in scene molto affollate e figure in rilievo; in particolare, osservate la scena del “Massacro degli innocenti” dove i volti raffigurati esprimono tutto quel dramma.

Pistoia, Pieve di Sant’Andrea
Pulpito di Sant’Andrea

La Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas è un’altra interessante Chiesa di Pistoia. Molto bella esternamente con i suoi marmi bianchi e verdi, è in stile romanico e il suo nome “Fuorcivitas” ricorda che, all’epoca della sua fondazione longobarda (XII secolo), si trovava fuori dalla prima cerchia di mura cittadine. All’interno si trova una bella opera in terracotta invetriata di Luca della Robbia, la Visitazione, che risale al XV secolo. Fu Luca della Robbia a mettere a punto la tecnica della terracotta invetriata che è, in pratica, terracotta smaltata ed ha caratteristiche di resistenza; i lavori di terracotta invetriata sono anche chiamati robbiane.

Pistoia, Chiesa di S. Giovanni Fuorcivitas
Chiesa S. Giovanni Fuorcivitas, scultura Della Robbia

Di grande pregio è poi la decorazione sulla facciata dell’ex Ospedale del Ceppo, ospedale cittadino fino al 2013, ora Museo. Questo palazzo risale al XIII secolo ed è caratterizzato da un bel loggiato e, soprattutto, dalle decorazioni in terracotta invetriata poste al di sopra delle arcate e da tondi nella stessa tecnica inseriti nei pennacchi degli archi. Il fregio (XVI secolo) illustra le sette opere di misericordia (Vestire gli ignudi, Alloggiare i pellegrini, Visitare gli infermi, Visitare i carcerati, Seppellire i morti, Dar da mangiare agli affamati, Dar da bere agli assetati); le scene sono intervallate dalle figure delle Virtù (Prudenza, Fede, Speranza, Carità, Giustizia); l’ultimo pannello a destra è privo di invetriatura. I tondi furono realizzati da Giovanni della Robbia e raffigurano l’Annunciazione, la Gloria della Vergine, la Visitazione e lo stemma dei Medici.

Pistoia, Ex Ospedale del Ceppo
Pistoia, ex Ospedale del Ceppo, fregio decorativo



La Basilica della Madonna dell’Umiltà è un Santuario dedicato alla Vergine Maria; è in stile rinascimentale ed ha una grande cupola ottagonale alta 59 metri, opera di Giorgio Vasari; pure le pareti che sorreggono la cupola sono ottagonali.

Pistoia, Basilica Madonna dell’Umiltà
Basilica Madonna dell’Umiltà, interno

Per finire, un sosta caffè in Piazza della Sala, antica piazza cittadina, da secoli ospitante il mercato delle cibarie, oggi degli ortaggi.

Buone visite!

Cinzia Malaguti