Splendore di Margaret Mazzantini

Splendore di Margaret Mazzantini è un romanzo sull’impermanenza e sul bisogno di essere sé stessi. Nella vita tutto ciò che ci circonda un giorno non esisterà più, nulla è permanente e allora essere sé stessi è un dovere.



Non guardare nel buio, guarda me, guarda questo splendore”, ma soprattutto “la vita raglia e cavalca nel suo incessante splendore”, in queste parole c’è tutto il senso di questa storia d’amore omosessuale, raccontata con maestria da Margaret Mazzantini nel suo romanzo Splendore.

La Mazzantini fa largo uso di figure retoriche, quali metafore, sinèddoche, analogie, per riempire di senso e dare forza all’immaginazione del lettore, uno stile narrativo efficace e che a me piace molto.



La storia di Costantino e Guido percorre l’arco della loro vita, tra paure e desideri di “normalità”, tra lontananze e riavvicinamenti, tra ferite ed abusi, senza mai riuscire a sopire il loro amore, piuttosto producendo grandi inquietudini; lontani per vent’anni, ciascuno nella propria condizione ufficiale di “normalità”, con le loro famiglie regolari, padri volonterosi ed affettuosi, pronti a zittire i loro veri sentimenti, senza mai riuscirci veramente, con i pensieri che rincuorano ed inquietano nello stesso tempo, il dolore della lontananza, sentimenti più forti della volontà.

splendore

Una storia di amore omosessuale scritta da una donna che l’ha immaginata piena di inquietudini, di frustrazioni, di sofferenza interiore, originata da ferite ed abusi subiti, ma profondamente intensa nel desiderio e nell’amore. Una storia ambientata nel secolo scorso, quando essere omosessuali era fonte di grande disagio emotivo, di vergogna e paure, quando spesso si sceglieva una facciata di “normalità” per non turbare troppo sé stessi e gli altri. Ambientata nell’oggi del tranquillo coming out, la storia raccontata in Splendore, apparirebbe quasi ridicola, ma in fondo non lo è del tutto quando leggiamo, ancor oggi, di aggressioni omofobe.

Buona vita!

Cinzia Malaguti