Eugenio Montale

Eugenio Montale è il più rappresentativo poeta italiano del Novecento e Premio Nobel Letteratura nel 1975; la sua poesia è alta, intricata, retorica fino alla metà degli anni ’60, poi diventa dimessa, ludica, grottesca, ironica, con la delusione arrecata dalla massificazione. Da Ossi di seppia a Satura, le sue raccolte di poesie affidano alle figure femminili ruoli di muse ispiratrici e angeli redentori. Il grande uso di ossimori è una delle caratteristiche della sua prosa.

Le tappe importanti della vita e della poesia di Eugenio Montale.  Nacque a Genova nel 1896, divenne ragioniere nel 1915, quindi raggiunse il fronte nell’ultimo anno della prima guerra mondiale; tra il 1920 ed il 1922 pubblicò i suoi primi articoli di critica e poesia, ma il suo primo successo editoriale fu Ossi di Seppia, la cui prima edizione uscì nel 1925. Nel 1927 si trasferì da Genova a Firenze dove conobbe la sua prima musa ispiratrice, Drusilla Tanzi, che divenne Mosca nei suoi versi; nel 1933 conobbe Irma Brandeis che divenne Clizia nelle sue poesie; la terza musa la incontrò nel 1949, era la giovane poetessa Maria Luisa Spaziani che divenne Volpe nelle sue strofe. Nel 1939 pubblicò Le occasioni, nel 1948 venne assunto al Corriere della Sera, mentre la raccolta La bufera e altro uscì nel 1956. Nel 1962, dopo anni di convivenza, sposò Drusilla Tanzi, la quale però morì l’anno dopo; nel 1967 venne nominato senatore a vita, mentre nel 1971 pubblicò Satura, espressione della sua svolta poetica ed esistenziale; nel 1973 uscì Diario del ’71 e del ’72, nel 1975 ebbe il Nobel per la Letteratura e nel 1977 pubblicò Quaderno di quattro anni. Eugenio Montale morì a Milano nel 1981.

Analisi della poetica di Eugenio Montale. Eugenio Montale non fece studi umanistici, la sua formazione fu da autodidatta, studiando gli autori francesi ed italiani durante le estati che passava nella casa di famiglia a Monterosso, sulle Cinque Terre. Nella poetica di Eugenio Montale dobbiamo distinguere due fasi: la prima è classica, è quella del poeta che racconta il male di vivere prodotto da una società che egli guarda dall’alto, mentre la seconda fase è quella della disillusione, a causa della quale il tono diventa ludico, grottesco, ironico. Come dice Matteo Marchesini, critico e scrittore, Montale ora “… guarda la vita non più come un’aquila dall’alto, ma come un topo dal basso, è come se il poeta ci facesse entrare nel retrobottega di ciò che c’era prima“.

Ossi di seppia (1925) è la sua raccolta più famosa; qui la metafora è stringente: gli ossi di seppia sono rifiuti del mare, avanzi del ciclo vitale, eppure sono qualcosa di leggero che continua a galleggiare nella vita e nella natura, seppure alla deriva; i versi di Montale esprimono questo tema in vite strozzate che non riescono a svilupparsi in pienezza. In queste liriche fa da sfondo lo scabro paesaggio ligure marino che evoca una situazione esistenziale di aridità, di impotenza. In Ossi di seppia, Eugenio Montale esplicita la sua condizione esistenziale.

Osso di seppia

In Le occasioni (1939), Eugenio Montale esplicita in maniera indiretta la sua condizione esistenziale, facendola emergere dalla disposizione di certi oggetti che funzionano come amuleti ed emblemi.

La svolta letteraria arriva con Satura (1971), un nuovo stile paradossale a cui Eugenio Montale arrivò a metà degli anni ’60, resosi conto dell’impossibilità di una poesia sublime in una società massificata; la sua poesia divenne dimessa e iper-colloquiale, oscillando tra la cronaca minuta e la constatazione di un generico pessimismo cosmico; era come se dopo tanti tentativi inutili di consolare la vita con una poesia alta e sublime, egli ora la volesse prendere un po’ in giro.

Il regalo più bello che ci ha lasciato la poesia di Montale è l’uso efficace e suggestivo dell’ossimoro, forse l’autore che meglio ha utilizzato questa forma retorica. Ricordiamo: allegra disperazione, morte vitale, rombo silenzioso, fuga immobile, triste meraviglia, sole freddoloso, tanto per citarne alcuni.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario I grandi della letteratura italiana, Eugenio Montale su Rai Play

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