San Pietroburgo, una città russa un po’ italiana

San Pietroburgo, la città portuale russa e la più europea per la vicinanza con la Finlandia, ha un cuore un po’ italiano; fondata nei primi anni del Settecento dallo zar Pietro il Grande sul delta del fiume Neva, ha visto all’opera alcuni architetti italiani o di scuola italiana. Qui ebbero inizio eventi che segnarono la storia europea: la fine dell’impero zarista, la prima sede del governo bolscevico, la resistenza e la vittoria all’assedio nazista; San Pietroburgo è una città orgogliosa della propria incrollabilità.

Ho visitato San Pietroburgo negli anni ’80, si chiamava ancora Leningrado, dopo la visione di un bel video documentario mi è venuta voglia di condividere quell’esperienza, insieme alle conoscenze, emozioni, ricordi, rivisitazioni, integrazioni.

San Pietroburgo
San Pietroburgo, statua commemorativa

La Fortezza dei Santi Pietro e Paolo è il nucleo originario di San Pietroburgo; prima che l’ingegno dello zar Pietro il Grande fondasse la città nei primissimi anni del Settecento, qui c’erano solo paludi ed acquitrini. Nel cortile della fortezza, spicca la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, progettata nel 1712 da un architetto ticinese di scuola italiana, Domenico Trezzini; all’interno della Cattedrale ci sono le tombe di quasi tutti i sovrani di Russia, dinastia Romanov, da Pietro il Grande a Nicola II.

San Pietroburgo, Cattedrale SS Pietro e Paolo

Il Palazzo d’Inverno fu la residenza invernale degli zar di Russia; fu costruito per volere dello zar Pietro il Grande, tra il 1754 e il 1762, su progetto dell’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli; anche la bella piazza su cui si affaccia, Piazza del Palazzo, porta la firma di un italiano: l’architetto Carlo Rossi. Palazzo d’Inverno era la reggia più grande dell’impero e fu qui che l’impero finì, con la presa del palazzo durante la Rivoluzione d’Ottobre, nel 1917. Una parte del Palazzo d’Inverno è occupata dal Museo Ermitage che ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo. I giardini del Palazzo d’Inverno sono meravigliosi e assomigliano a quelli della Reggia di Versailles a Parigi; tra le tante fontane che l’abbelliscono, una a forma di sole, un’altra a scacchiera e innumerevoli giochi d’acqua con zampilli spruzzati a sorpresa sui visitatori. L’elemento di maggior spicco del giardini del Palazzo d’Inverno è la Grande Cascata, un complesso di 64 fontane che digradano verso il canale marittimo, fiancheggiate da statue; la più importante è la figura dorata di Sansone che spezza le fauci al leone; la struttura è alimentata da sorgenti e regolata dalla forza di gravità. Le fontane vengono spente a ottobre e riaccese a fine maggio, accompagnate da grandi cerimonie e festeggiamenti.

San Pietroburgo, Palazzo d’Inverno
San Pietroburgo, Giardini Palazzo d’Inverno

Il Museo Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte al mondo, ma al Museo Russo di Stato troverete ancora tracce dell’influenza italiana in terra russa; alcune tele, infatti, raffigurano paesaggi italiani perché i migliori pittori russi si recavano spesso in Italia dove l’arte italiana era un punto di riferimento per quella russa.

San Pietroburgo, Museo Russo di Stato

Ancora una firma italiana a San Pietroburgo con il Palazzo Elagin, progettato dall’architetto Carlo Rossi. Il Palazzo Elagin si trova sull’isola omonima nel delta della Neva e fu la residenza privata dell’imperatrice madre Maria Feodorovna. Fu completato nel 1822, in stile neoclassico, attualmente ospita un museo.

San Pietroburgo, Palazzo Elagin

La Cattedrale di Sant’Isacco fu progettata da un francese, ma la cito perché è la seconda chiesa ortodossa orientale più alta (dopo la Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca) ed ha una cupola tra le più grandi al mondo. Fu edificata nell’Ottocento ed è in stile neoclassico.

San Pietroburgo, Cattedrale Sant’Isacco
San Pietroburgo, Chiesa Salvatore sul Sangue Versato

Ora vi racconto qualcosa delle memorie che potrete visitare a San Pietroburgo di un secolo turbolento, il Novecento. Come ho accennato a proposito del Palazzo d’Inverno, a San Pietroburgo finì l’impero zarista nel 1917 ed iniziò la Rivoluzione d’Ottobre. I primi atti del nuovo governo bolscevico dell’Unione Sovietica vennero firmati a San Pietroburgo; all’Istituto Smol’nyj potrete osservare il lettino dove riposava Lenin, lo studio di Lenin, i primi documenti del nuovo governo, foto del primo Soviet dei commissari del popolo ed altri reperti storici di quel periodo. Con la Rivoluzione d’Ottobre, San Pietroburgo divenne Leningrado.

San Pietroburgo, Istituto Smol’nyj, studio Lenin
San Pietroburgo, Istituto Smolnyj, primo Soviet
San Pietroburgo, Istituto Smolnyj, atti Lenin
San Pietroburgo, Istituto Smolnyj, primo Soviet

Il Museo della difesa di Leningrado sulla resistenza al nazismo ricorda l’assedio dei nazisti alla città, ma anche l’orgogliosa incrollabilità che ha permesso la vittoria sul nazismo, a costo di oltre 600.000 morti per fame. Tutti questi morti senza nome sono sepolti al Cimitero Memoriale Piskarjovskoe in cumuli divisi per anno, dove nulla e nessuno è dimenticato.

San Pietroburgo, Cimitero Memoriale Piskarjovskoe
San Pietroburgo, Cimitero Memoriale Piskarjovskoe

Quando andrete a visitare San Pietroburgo, oltre ad ammirare le opere architettoniche dell’impero zarista e quelle pittoriche, oltre ad osservare la bellezza della città con i suoi canali e le sue chiese ortodosse, fermatevi a comprendere l’animo di questa città, orgogliosa della propria incrollabilità, visitando anche le memorie del Novecento.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario Porte sull’Oriente, San Pietroburgo l’incrollabile su Rai Play

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