La pittura bolognese del Seicento

Guido Reni, Annibale, Ludovico e Agostino Carracci, Domenico Zampieri detto il Domenichino, Francesco Albani, Giovanni Andrea Sirani, sono solo i nomi più risonanti dell’arte bolognese di fine Cinquecento ed inizio Seicento (XVI e XVII secolo).  Artisti che, per lo più, lavoravano su commissione ecclesiastica o cardinalizia ed i cui capolavori sono, per lo più, esposti ai Musei Capitolini di Roma. Una bella mostra bolognese allestita a Palazzo Fava, fino al 13 marzo 2016, ce ne fa conoscere una trentina, abbastanza per comprenderne lo stile ed il potere innovativo rispetto al classicismo.

Allegoria della Provvidenza, Ludovico Carracci, Musei Capitolini
Allegoria della Provvidenza, Ludovico Carracci, Musei Capitolini

La pittura bolognese del Seicento, essendo stata commissionata da ecclesiasti, è una pittura devozionale, dove le figure ritratte sono, per lo più, penitenti, però non tristi e dove la provvidenza è un elemento di speranza sempre presente negli sguardi e sottolineato dai tratti delicati e luminosi.

Anima beata, Guido Reni, Musei Capitolini
Anima beata, Guido Reni, Musei Capitolini

Annibale Carracci, il cugino Ludovico e il fratello Agostino, hanno impresso una svolta fondamentale nella ricerca pittorica italiana ed europea, combinando gli elementi formali del classicismo con una raffinata poesia pittorica, ottenendo come risultato una minore staticità delle figure, attraverso una dolcezza e delicatezza di forme e colori che raccontano e muovono gli animi. Con loro nasce la grande scuola bolognese, di cui Guido Reni sarà l’assoluto protagonista nella prima metà del Seicento.

L'amore recide le rose, Sirani, Musei Capitolini
L’amore recide le rose, Giovanni Andrea Sirani, Musei Capitolini

Diversi capolavori dell’arte bolognese del Seicento sono conservati a Roma presso la Pinacoteca capitolina, in apposita sala VI La pittura a Bologna dai Carracci a Guido Reni e da questa temporaneamente prestati alla città natale per l’allestimento della mostra Guido Reni e i Carracci. Un atteso ritorno. Capolavori bolognesi dai Musei Capitolini, a Palazzo Fava fino al 13 marzo 2016. Si tratta di opere che facevano parte della collezione del cardinale Giulio Sacchetti, legato pontificio a Bologna nel triennio 1637-1640.

Maddalena penitente, Guido Reni, Musei capitolini
Maddalena penitente, Guido Reni, Musei capitolini

Se fate in tempo a visitare la mostra bolognese, bene, diversamente non mancate di andare ad ammirare ai Musei Capitolini a Roma capolavori come l’Allegoria della Provvidenza di Ludovico Carracci, la Maddalena penitente e Anima beata di Guido Reni, la Sibilla cumana del Domenichino, l’Amore recide le rose di Giovanni Andrea Sirani. Il classicismo e la sua bellezza ideale unita ad un tocco di poesia pittorica, in un mix di sguardi, lineamenti, posizioni e colori, sapranno sorprendervi.

Cinzia Malaguti

Sibilla cumana, Domenico Zampieri detto il Domenichino, Musei Capitolini
Sibilla cumana, Domenico Zampieri detto il Domenichino, Musei Capitolini

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