La Fabbrica del Duomo di Milano

Il Duomo di Milano è un capolavoro dell’arte gotica fiammeggiante e terza Cattedrale più grande nel mondo, dopo la Basilica di San Pietro a Roma e la Cattedrale di Siviglia; tra le sue particolarità c’è anche il materiale con il quale è stato costruito, il marmo di Candoglia, unico per bellezza, ma vulnerabile al lavoro della pioggia e del vento. La Fabbrica del Duomo di Milano lavora incessantemente per rilevare il marmo in via di deterioramento e sostituirlo con pezzi nuovi identici.

Il marmo di Candoglia, in val d’Ossola, fu scelto dal primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, quando, nel 1386, decise di costruire una grande Cattedrale che celebrasse la propria grandezza e quella di Milano. Allo scopo Gian Galeazzo Visconti creò la Veneranda Fabbrica del Duomo, che ancora oggi si occupa della manutenzione e della sopravvivenza di questa grande opera d’arte architettonica. Gian Galeazzo Visconti scelse il marmo di Candoglia per la bellezza dei suoi riflessi ocra e rosa, ma non poteva sapere che quel marmo era permeabile alle insidie del tempo e che, pertanto, avrebbe richiesto interventi di rilevamento danni e sostituzioni continue di parti per permetterne la sopravvivenza.

Pezzi di marmo di Candoglia in lavorazione
Pezzi di marmo di Candoglia in lavorazione

135 guglie, 3400 statue, di cui 2300 esterne, 200 altorilievi, una facciata alta più di 56 metri, cinque navate che raggiungono un’altezza massima di 45 metri, 52 colonne interne alte più di 24 metri con un diametro di 3,40 metri: sono i numeri del Duomo di Milano, un’opera d’arte affidata continuamente alla cura di fresatori-rifilatori, marmisti quadratori, abili artigiani, ornatisti, scultori, restauratori, apprendisti, manovali, ma anche esperti alpinisti. Sono anche esperti alpinisti coloro che si calano con una fune dalle guglie per controllare la qualità del marmo con un martello: se il rumore della pietra è acuto e forte, vuol dire che tutto va bene, ma se è grave e sordo significa che il processo di deterioramento è avanzato ed il pezzo va cambiato. Questo processo di sostituzione graduale, ma incessante, riguarda tutto il Duomo di Milano, statue antiche e preziose comprese. Le statue e le altre parti di pregio sostituite, non vengono buttate, bensì finiscono nel magazzino “cimitero” delle statue danneggiate.

Il Duomo di Milano
Il Duomo di Milano

Ogni settimana il Duomo di Milano viene visitato da circa 100.000 turisti, spesso ignari della vitalità di questa meravigliosa opera gotica, un cantiere continuo, che lavora da più di 600 anni per preservarla e renderla fruibile al mondo e alle varie generazioni.

Cinzia Malaguti

 

Fonte:

National Geographic, luglio 2016

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