Isola del Giglio e Giannutri con un po’ di Maremma Toscana

Isola del Giglio e Giannutri con un po’ di Maremma Toscana. L’itinerario che ho sperimentato in un piacevole week-end di settembre mi ha portata nella Maremma Toscana della provincia di Grosseto, tra colline panoramiche, borghi superbi ed isole meravigliose; sto parlando della sorprendente Massa Marittima, dell’affascinante Castiglione della Pescaia, della tranquilla Grosseto e delle splendide isole Giglio e Giannutri, ognuna con la sua particolarità tutta da raccontare. In quest’articolo ti parlerò anche di alcune curiosità su questi luoghi che non trovi nelle guide turistiche ordinarie.



ISOLA DI GIANNUTRI

Giannutri è l’isola più meridionale dell’Arcipelago Toscano ed anche il luogo più meridionale della Regione. Isola di Giannutri è una tipica isola mediterranea: vegetazione bassa (non ci sono boschi), assenza di rilievi (la punta più alta non arriva a 100 mt), costa rocciosa e frastagliata interrotta da suggestive calette. La forma a mezzaluna è un suo tratto caratteristico ed il mare che la circonda assume meravigliose colorazioni che vanno dal blu al turchese. Non ci sono strade, ma solo sentieri. E’ una sorprendente isola selvaggia dove qualche casa di villeggiatura ed una pittoresca piazzetta animano un paesaggio solitario ed affascinante.

isola del giglio e giannutri
Isola di Giannutri
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Isola di Giannutri

Le uniche spiaggette sono di sassi e si trovano a Cala dello Spalmatoio e a Cala Maestra; non ci sono spiagge attrezzate. Non c’è acqua sorgiva. Il territorio è quasi esclusivamente di proprietà privata con ville turistiche attorno al porticciolo e sparse nella bassa macchia mediterranea. L’unico tratto percorribile liberamente è il sentiero che da Cala dello Spalmatoio porta a Cala Maestra, dove si trova la piccola spiaggia di sassi. Gli altri sentieri dell’Isola di Giannutri sono percorribili con guida e si diramano verso Monte Mario (h. 78 mt) e Poggio Capel Rosso (h 89 mt). Sull’Isola di Giannutri si trovano i resti di una Villa Romana costruita tra il I e il II secolo d.C. dalla famiglia dell’Imperatore Domiziano; questo sito archeologico si trova nei pressi di Cala Maestra ed è visitabile esclusivamente accompagnati dalle Guide del Parco Nazionale.

isola del Giglio e Giannutri
Isola di Giannutri, Cala Mastra
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Isola di Giannutri, Cala dello Spalmatoio

Sull’isola di Giannutri si riproducono diverse specie di uccelli marini, in particolare numerose coppie di Berta maggiore il cui canto d’amore ricorda il vagito dei neonati. Anche i fondali sono ricchi di vita e nelle sue acque cristalline è possibile fare snorkeling e immersioni.

Come arrivare. I traghetti per l’Isola di Giannutri partono da Porto Santo Stefano (Argentario) ed approdano a Cala dello Spalmatoio. Il servizio è effettuato dalle compagnie di navigazione Toremar e Maregiglio che collegano Giannutri anche con l’isola del Giglio. Con Maregiglio è possibile effettuare una mini-crociera di una giornata con soste sia a Giannutri che al Giglio e ottimo pranzo a bordo, a partire dal mese di aprile fino al mese di ottobre.

isola del giglio e giannutri
Isola di Giannutri
isola del giglio e giannutri
Isola di Giannutri

ISOLA DEL GIGLIO

L’Isola del Giglio, diversamente da Giannutri, ha una popolazione stabile, ci sono Chiese, Scuole, insomma, una comunità locale. Sono circa 1500 gli abitanti, ma … i conigli sono sette volte tanti di più, tanto che, per ridurne la popolazione, la sagra di paese ed i ristoranti cucinano molto a base di coniglio. Come mai ci sono tanti conigli all’isola del Giglio? La questione risale ai tempi delle scorribande dei pirati, ma andiamo per ordine; i pirati turchi, nel 1544, decimarono la popolazione autoctona dell’isola del Giglio e deportarono come schiavi più di settecento abitanti; a quel tempo, erano i Medici di Firenze a governare sull’isola, ma in maniera poco interessata, così i pirati ebbero la meglio; sull’isola rimasero meno di cinque abitanti, quelli che riuscirono a scampare alla sanguinosa aggressione; successivamente, il governo dei Medici decise di ripopolare l’isola con persone provenienti dalle terre senesi di San Quirico d’Orcia, ma esse non erano pescatori e, per non morir di fame, si portarono dietro dei conigli che iniziarono a figliare con grande intensità, visto anche che l’unico predatore era l’uomo (sull’isola non ci sono animali autoctoni).

isola del giglio e giannutri
Isola del Giglio



L’isola del Giglio è più montuosa di Giannutri, ma la sua cima più alta non arriva, per pochi centimetri, al rango di montagna, essendo alta meno di 500 mt. L’isola del Giglio si compone, come nuclei abitati, da Giglio Porto e da Giglio Castello. Giglio Porto è un paradiso per i subacquei che qui trovano acque cristalline e fondali interessanti. Per fare un bel bagno senza allontanarti troppo dalla zona portuale, prendi il vicolo sulla sinistra (uscendo dalla banchina del porto) e dopo pochi metri ti troverai in quella che era una peschiera, oggi sommersa, dotata di spiaggetta bagnata da acque cristalline, si chiama Caletta del Saraceno ed è anche il luogo privilegiato dai sub per le immersioni.

isola del giglio e giannutri
Giglio Porto
Giglio Porto

Giglio Castello si trova in cima ad uno dei poggi più alti dell’isola ed è un borgo medievale caratterizzato da un Castello e da mura difensive, riportate agli antichi splendori da un restauro effettuato nell’immediato dopoguerra, a cui seguì un altro restauro conservativo nella seconda metà del Novecento. Passeggiare lungo i vicoli di Giglio Castello ed arrivare fino in cima per ammirare il panorama che, nelle giornate più limpide, spazia fino all’isola d’Elba, è un’esperienza di grande impatto storico e paesaggistico. Ah dimenticavo, sull’isola del Giglio non ci sono cani ed i gatti sono rari a vedersi, comunque non sono autoctoni, cioè sono … immigrati.

isola del giglio e giannutri
Giglio Castello
Giglio Castello

Come arrivare. I traghetti per l’isola del Giglio partono da Porto Santo Stefano (Argentario) ed approdano a Giglio Porto. Il servizio di navigazione è effettuato da Toremar e Maregiglio che collegano l’isola del Giglio anche con Giannutri.

Isola del Giglio, Caletta del Saraceno



Isola del Giglio e Giannutri con un po’ di Maremma Toscana – MASSA MARITTIMA

Massa Marittima si trova in collina a 380 mt di altitudine e a circa 20 km dalla costa di Follonica, la località di mare più vicina. Dunque, quel Marittima che completa il nome di questo interessante comune toscano, non deriva da Mare, bensì da Maremma, la vasta regione geografica compresa tra Toscana e Lazio e che si affaccia sul Mar Tirreno; l’antico nome della Maremma era, infatti, Maritima. Svelata subito questa curiosità toponomastica, passo subito ad un’altra curiosità, davvero sorprendente.

Massa Marittima

Nel 1999, durante il restauro del palazzo, un tempo utilizzato come Granaio, costruito sull’antica Fonte dell’Abbondanza (fonte pubblica di acqua), fu rinvenuto un affresco, proprio sulla parete frontale della Fonte, oltre un’arcata di accesso; l’affresco raffigura un rigoglioso albero con … dei frutti molto particolari; quando fu rinvenuto, detto affresco portava mele, ma i restauratori si resero subito conto che il disegno delle mele non era originale e serviva a nascondere qualcosa d’altro; cosa? tanti falli! Sì, dietro ad ogni mela c’e un fallo eretto e fu così che venne chiamato l’Albero della Fecondità, ma lo stupore non finisce qui: sotto l’albero, due donne si accapigliano nel contendersi uno dei falli, un’altra cerca di smuovere l’albero per farne cadere uno, ci sono anche corvi neri. Ancora oggi questo affresco fa discutere e diverse sono le ipotesi sul significato; una delle interpretazioni, quella che mi sembra più realistica, gli assegna una funzione apotropaica, ossia di buon augurio per i raccolti affinché fossero sempre abbondanti (granaio) e l’acqua sempre disponibile (fonte). L’affresco dell’Albero della Fecondità si trova in centro storico, a due passi dalla Cattedrale di San Cerbone, prima dell’ingresso nella bella Piazza Garibaldi.

Massa Marittima, Albero della Fecondità

Piazza Garibaldi è la piazza del borgo, molto bella per la sua forma semicircolare, per la presenza della imponente Cattedrale di San Cerbone e per l’uso diffuso del bianco travertino nei palazzi che vi si affacciano. Questa piazza testimonia la storia di Massa Marittima del periodo di libero comune, quando la città conobbe il suo periodo di massimo splendore. A questo punto è necessario che ti racconto qualcosa della storia di Massa Marittima. Dunque, la collina dove sorge il borgo cominciò ad essere abitata da quando la pianura divenne oggetto delle scorribande dei pirati saraceni; la popolazione della pianura cominciò così a trasferirsi in un luogo più sicuro, in cima ad un’altura, era circa l’anno 1000 (XI secolo); era periodo feudale ed il titolare di questo feudo era il Vescovo che volle la Cattedrale. La scoperta delle ricchezze minerarie del territorio (rame e argento), la loro estrazione ed il relativo commercio resero, poi, Massa Marittima un centro economico florido ed i suoi abitanti iniziarono a ribellarsi al potere feudale vescovile, ebbero la meglio e la città divenne Libero Comune e rimase tale per oltre cento anni (1225-1337). Fu in quel periodo che Massa Marittima conobbe una grande espansione urbanistica e vennero realizzati edifici di grande pregio architettonico, visibili ancora oggi nel centro storico, soprattutto in Piazza Garibaldi (Palazzo del Podestà, Palazzo Comunale e altri).

Massa Marittima, Piazza Garibaldi
Cattedrale di San Cerbone

Piazza Garibaldi è, dunque, luogo e simbolo del periodo del Libero Comune e la sua Cattedrale, voluta dal Vescovo e la cui costruzione iniziò nel periodo antecedente (XI secolo), venne ultimata nel XIV secolo. La Cattedrale di Massa Marittima è dedicata a San Cerbone; è il patrono e lo riconoscerai nelle raffigurazioni all’interno della Chiesa perché viene sempre rappresentato con delle oche. La Cattedrale di San Cerbone è imponente, è posta su una scalinata in travertino, così come del luminoso travertino sono fatte le sue mura; è in stile romanico, tranne l’abside che venne costruito per ultimo, quando lo stile architettonico era già il gotico; gli interni sono molto interessanti perché custodiscono 3 capolavori: una fonte battesimale marmorea duecentesca illustrata dotata di un tempietto quattrocentesco, il sarcofago di San Cerbone in marmo con scolpite vignette che ricordano i suoi miracoli e la Maestà che è una pregevole pittura su legno del 1316 attribuita a Duccio di Buoninsegna (ma non è firmata).

Sarcofago di San Cerbone

Dopo aver ammirato tanta maestria e bellezza, incamminiamoci verso il Castello, prendendo il vicolo che sale a destra, oltre la piazza. Il Castello fu costruito dai Senesi che presero il controllo della città nel 1335. Giunti in cima, noterai l’ampio arco che è di notevole valore architettonico per la sua ampiezza e stabilità. Se prosegui lungo le mura, arrivi ad una balconata panoramica dalla quale puoi ammirare il borgo, le colline metallifere ed anche il mare.

Massa Marittima, mura del Castello
Massa Marittima, Castello

A Massa Marittima arrivarono anche i Medici di Firenze, ma il loro contributo storico fu molto limitato perché questa regione non riscosse mai un particolare interesse per loro, probabilmente perché distante dal centro dei loro affari. Le miniere delle colline metallifere furono definitivamente chiuse nel 1990, per motivi di sicurezza. Quella a Massa Marittima è una consigliatissima tappa di un itinerario nella Maremma Toscana.

Massa Marittima, salita verso il Castello

Isola del Giglio e Giannutri con un po’ di Maremma Toscana – CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Castiglione della Pescaia è una frequentata località balneare della Toscana che si trova tra Punta Ala e Marina di Grosseto. Il centro storico si trova sul promontorio subito alle spalle del lungomare. Il centro storico di Castiglione della Pescaia è medievale con le sue stradine strette, le case attaccate le une alle altre in altezze asimmetriche, i vicoli acciottolati ed i resti di due cinte murarie differenti. Una prima cinta muraria venne eretta dai Pisani a partire dal X secolo e, oltre a racchiudere parte del borgo situato sul promontorio, delimitava anche il primitivo insediamento situato nella parte bassa dell’abitato. Nei secoli successivi, gli abitanti si spostarono dalla parte bassa verso la parte alta, in quanto forniva più garanzie difensive in caso di assedio piratesco (questo vale per tutti i borghi toscani collocati sulle colline in prossimità della costa tirrenica e come abbiamo già visto per Massa Marittima), così la parte basse venne abbandonata. In epoca rinascimentale, precisamente durante il Quattrocento, prima gli Aragonesi e poi i Senesi portarono avanti i lavori di costruzione delle nuove mura che andarono a delimitare completamente l’attuale borgo situato intorno al Castello. Da allora, la cinta muraria di Castiglione della Pescaia ha mantenuto pressoché intatto il proprio aspetto; recenti restauri hanno permesso di riportarla agli antichi splendori.

Castiglione della Pescaia, centro storico
Castiglione della Pescaia, centro storico

Non perdere l’occasione di salire verso il Castello perché da lassù la vista panoramica sulla spiaggia, il lungomare, il porto ed un lungo tratto di costa risplenderà di bellezza sotto i tuoi occhi.

Castiglione della Pescaia, panoramica dal Castello

GROSSETO

Faccio di Grosseto solo alcuni cenni perché ho avuto modo di visitarla solo durante una breve escursione serale. Due sono le piazze centrali, una affiancata all’altra: Piazza Duomo e Piazza Dante. In Piazza Duomo si trova la Cattedrale di San Lorenzo, edificata tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo, ma la facciata attuale venne eseguita nell’Ottocento in bicromia bianco-rossa e forme goticheggianti. In Piazza Dante si trova un palazzo che non mancherà di catturare la tua attenzione, si tratta del Palazzo Aldobrandeschi; questo palazzo ha una pianta poligonale, è in stile neogotico e fu costruito nei primissimi anni del Novecento al posto dell’antico Palazzo Pretorio; Palazzo Aldobrandeschi è sede degli uffici della Provincia di Grosseto. Intorno al centro storico è presente una cinta muraria in ottimo stato di conservazione; essa è il risultato degli interventi sulla cinta medievale operati prima dai Senesi, poi da Medici, poi dai Lorena.

Grosseto, Cattedrale di San Lorenzo
Grosseto, Palazzo Aldobrandeschi

Buona vita!

Cinzia Malaguti