Il terrorismo del XXI secolo

Quelle che seguono sono riflessioni a ruota libera dopo la strage di venerdì 13 novembre 2015 a Parigi che ha contato almeno 128 morti, 192 feriti, di cui 99 gravi.

La strategia del terrorismo del XXI secolo. Dall’attentato alle Torri Gemelle di New York, a quello alla stazione di Madrid, dall’ attentato a Charlie Hebdo alle ultime stragi a Parigi, il terrorismo del XXI secolo vuole mettere paura nel ricco Occidente, ma soprattutto vuole creare una contrapposizione tra religioni interna all’Europa. Facciamo il loro gioco se diffidiamo di qualunque musulmano, associandolo ad un potenziale terrorista. L’emarginazione genera rabbia e la rabbia è terreno fertile per il terrorismo. Uno scontro cruento tra religioni interno all’Europa è questa la strategia del terrorismo, la loro ambizione rivoluzionaria per modificare lo stile di vita occidentale.

I kamikaze. Il terrorismo del XXI secolo utilizza i kamikaze, dei martiri che si fanno esplodere in mezzo alla gente per massimizzare il numero delle vittime. I mandanti hanno una strategia, ma la manovalanza è raccolta tra le fila di ragazzi che hanno covato a lungo sentimenti negativi quali rabbia, frustrazione, risentimento nella società nella quale sono cresciuti e che, per lo più, è proprio quella occidentale. Sono francesi, belgi, inglesi di seconda o terza generazione molti dei terroristi arruolati nell’ esercito dell’IS ed immolati alla causa jiadista di espansione dell’Islam. E’ comunque difficile comprendere come le problematiche di questi ragazzi possano portarli ad uccidersi e ad uccidere tante persone, io credo che quell’istinto umano e di sopravvivenza, che tutti noi abbiamo, possa essere sopito solo con una grave depressione oppure con l’uso di droghe, almeno nel momento dell’azione. Allora, qui siamo di fronte ad una società e ad una amministrazione troppo distratte per accorgersi ed intervenire efficacemente sulle problematiche che porta in seno?

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La sicurezza dei cittadini. Ora vediamo il problema dal lato della sicurezza. E’ emerso che alcuni dei kamikaze riconosciuti erano stati schedati dalla polizia francese e belga, ma soprattutto che la polizia irachena aveva avvisato quella francese circa un possibile attacco terroristico. Intervenire su queste realtà senza mortificare la libertà di tutti mi pare possibile solo attraverso un rafforzamento delle intelligence dei vari paesi, ma soprattutto attraverso un coordinamento unico europeo. Intelligence significa prevenzione, intercettazioni ambientali, più uomini sul territorio, infiltrati. Significa non fare come ha fatto la Francia che, già prima degli ultimi attentati, si era messa a bombardare in solitaria obiettivi dell’IS; se deve esserci un’azione militare, deve essere concordata e decisa unitariamente, Europa, Russia ed USA, insieme; non si interviene finché non c’è un accordo unitario, farlo significa solo esporre maggiormente il paese e la sua gente, com’è successo in Francia, ad attacchi terroristici.

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Immigrazione. Bisogna rafforzare i controlli sull’immigrazione, ma tenendo presente che, per lo più, gli immigrati sono vittime dell’Isis dalle cui atrocità stanno scappando. I proclami da bar per la totalità dei respingimenti, non solo non considerano la situazione disperata in cui si trova la maggior parte degli immigrati, ma anche il fatto che molti terroristi sono reclutati in Occidente. Detto questo, bisogna però non inasprire i toni su quest’ultimo aspetto per non generare un mostro ancora più grande, cioè una discriminazione generalizzata, con i rischi a cui accennavo all’inizio dell’articolo.

Com’è messa l’Italia sul fronte sicurezza. L’Italia ha molta esperienza in fatto di anti-terrorismo per averlo vinto ai tempi delle Brigate Rosse e per la lotta contro le mafie. L’Italia, insomma, è un passo avanti, ad esempio rispetto alla Francia, nell’anti-terrorismo, nell’azione preventiva e di cattura. In un momento come questo è però necessario aumentare le risorse a disposizione dei servizi di sicurezza e d’intelligence.

Cinzia Malaguti

 

Un pensiero riguardo “Il terrorismo del XXI secolo

  • Mag 25, 2017 in 7:53
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    capre capre ignoranti sto articolo è un gufo !!!!

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