Il Palazzo Wallenstein a Praga

Il Palazzo Wallenstein si trova nel centro di Praga e fu fatto costruire nel 1623 da Albrecht von Wallenstein, condottiero boemo e generalissimo degli Asburgo, opportunistica anima protestante convertita al cattolicesimo, ma sempre propensa alla pace di compromesso tra le religioni; la costruzione del suo imponente palazzo durò sette anni, consentendogli di viverci solamente per poco tempo, a causa di un complotto.

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Palazzo Wallenstein Praga

Il Palazzo Wallenstein si trova nel centro di Praga e fu fatto costruire nel 1623 da Albrecht von Wallenstein, condottiero boemo e generalissimo degli Asburgo, opportunistica anima protestante convertita al cattolicesimo, ma sempre propensa alla pace di compromesso tra le religioni; la costruzione del suo imponente palazzo durò sette anni, consentendogli di viverci solamente per poco tempo, a causa di un complotto.

Albrecht von Wallenstein in una stampa d'epoca
Albrecht von Wallenstein in una stampa d’epoca

La Boemia, di cui era capitale Praga, faceva parte del Sacro Romano Impero ed era un Regno governato, sin dal 1526, dalla casa d’Asburgo, fervidamente cattolici in un territorio dove la nobiltà era per lo più protestante così come gli stati nordici confinanti (Danimarca e Svezia). Le micce religiose furono tante, pertanto fu una benedizione per gli Asburgo la possibilità di utilizzare un abile condottiero e stratega militare qual’era Albrecht von Wallenstein.

Albrecht von Wallenstein fu un nobile protestante che, nel 1606-1607, si convertì al cattolicesimo, la confessione religiosa sostenuta con intransigenza dagli Asburgo. La sua scelta gli permise di diventare il generalissimo dell’esercito imperiale, protagonista di diverse battaglie vittoriose durante la Guerra dei Trent’anni, come quella di Lutzen contro l’esercito svedese.

Battaglia di Lutzen, Guerra dei Trent'Anni, fase svedese, dipinto di Carl Wahlbom
Battaglia di Lutzen, Guerra dei Trent’Anni, fase svedese, dipinto di Carl Wahlbom

Albrecht von Wallenstein si convertì al cattolicesimo per opportunismo, ma egli fu quello che oggi chiameremmo un laico; egli mantenne alle sue dipendenze molti protestanti e fu favorevole ad una pace di compromesso tra cattolici e protestanti; la sua posizione non piacque ai cattolici più oltranzisti che poco si fidavano di lui ed anche con l’imperatore i contrasti non mancarono, al punto da essere sospettato di tradimento ed essere rimosso dai suoi incarichi militari. Nell’atmosfera inquieta di quel periodo storico l’ex generalissimo fu vittima di un complotto organizzato da Ottavio Piccolomini d’Aragona e assassinato nel febbraio del 1634. Albrecth von Wallenstein abitò, pertanto, nel suo imponente palazzo solo per quattro anni.

Palazzo Wallenstein, Praga
Palazzo Wallenstein, Praga

Il Palazzo Wallenstein di Praga è oggi sede del Senato ceco, ma è visitabile, quando non ci sono le sedute parlamentari. Realizzata e decorata da maestranze italiane ed olandesi, l’ex residenza del condottiero imperiale convertito al cattolicesimo si compone di un’ala principale lunga 60 metri, sulla cui facciata si aprono tre file di finestre identiche. Visitabili sono la sala principale, sul cui soffitto troneggia un affresco con Wallenstein raffigurato come il Dio Marte alla guida di un carro trainato da quattro cavalli, la Camera delle Udienze che è un piccolo ambiente circolare decorato da stucchi barocchi e la cappella in cui ammirare scene tratte dalla leggenda di San Venceslao. La residenza, sfarzosa ed imponente, s’inserisce in uno splendido giardino, dotato di una grotta artificiale, una fontana, una galleria di statue bronzee ed un variopinto parterre fiorito; il giardino è aperto al pubblico solamente durante il periodo estivo.

Giardini del Palazzo Wallenstein, Praga
Giardini del Palazzo Wallenstein, Praga

Praga è una città meravigliosa e di attrazioni turistiche ne ha tante, una di queste è il Palazzo Wallenstein. Per la tua visita leggi anche Repubblica Ceca: il fascino di Praga. 

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

Storica NG nr. 95, 2017

G. Mann, Wallenstein, Firenze, Sansoni, 1981

C. V. Wedgwood, La Guerra dei Trent’Anni, Milano, Mondadori, 1998