La natura al servizio della medicina scientifica

Il 50 per cento dei 1355 nuovi farmaci prodotti, sviluppati ed approvati dalla statunitense  Food and Drug Administration o dalle autorità regolatorie europee negli ultimi trent’anni è derivato da prodotti naturali.

Il periodo di riferimento è tra il 1981 ed il 2010 ed è interessante notare l’andamento crescente dell’utilizzo di prodotti naturali nei nuovi farmaci: da un minimo del 12,2 per cento nel 1997 ad un massimo del 50 per cento registrato nel 2010. Per fare degli esempi, nell’ambito dei 16 farmaci antiparassitari approvati in questo arco di tempo, nove derivano da prodotti naturali, sei sono sintetici e poi c’è un vaccino; per quanto riguarda i farmaci antitumorali, del totale di 206 approvati nello stesso periodo, il 42 per cento è derivato da prodotti naturali.

Youyou Tu, premio Nobel 2015 per la medicina
Youyou Tu, premio Nobel 2015 per la medicina

L’approvazione del farmaco di origine naturale ha seguito sempre e comunque un necessario procedimento scientifico galileiano che porta l’ipotesi, recuperabile nella tradizione ed in testi antichi, a dimostrazioni sperimentali, misurazioni, esperimenti, analisi matematica dei risultati e riproducibilità da parte di terzi che ne hanno confermato i risultati.

La produzione di farmaci di origine naturale non è la stessa cosa dell’utilizzo della pianta da cui proviene perché il principio attivo deve essere isolato, purificato e reso stabile in termini di concentrazione ed efficacia. Occorre considerare, al riguardo, che qualsiasi pianta medicinale contiene centinaia di sostanze, con proprietà ed effetti diversi; inoltre, la concentrazione del principio attivo in questione può essere molto variabile a seconda della sottospecie della pianta, del terreno su cui è cresciuta e del periodo della raccolta. Il principio attivo di un farmaco valido deve, invece, essere sempre quello in qualità e quantità pena l’inefficacia o, al contrario, la dannosità.

Artemisia annua da cui viene estratto il principio attivo che cura la malaria
Artemisia annua da cui viene estratto il principio attivo che cura la malaria

Sono felice che il premio Nobel per la Medicina 2015 sia andato alla cinese Youyou Tu per la scoperta dell’artemisinina, estratta dalla pianta di Artemisia annua, fondamentale per la lotta contro la malaria. La medicina tradizionale cinese è una fonte di principi attivi da studiare e sperimentare con il metodo scientifico, come ha fatto la cinese Youyou Tu; vorrei solo che i tempi di sperimentazione fossero meno lunghi: le prime ricerche scientifiche della professoressa Youyou Tu ebbero inizio nel 1967 in Cina con il progetto 523, ma solo tra il 2005 ed il 2008 lo studio del farmaco arrivò alla fase prefinale di sperimentazione su 3000 pazienti di cinque paesi africani e tre asiatici e solo nel 2010 l’OMS l’ha indicata come terapia di prima scelta contro la malaria. Fate un po’ i conti!

La seria ricerca scientifica ha dei tempi lunghi, ma non devono essere … astronomici; allora, ben vengano le iniziative serie di raccolta fondi per la ricerca a dare una mano.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

Le scienze, edizione italiana di Scientific American, nr. 569

 

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