Augusto, il primo imperatore di Roma

Augusto, ovvero Caio Ottaviano in origine, poi Caio Giulio Cesare Ottaviano dopo la morte di Giulio Cesare, rinominato Augusto quando divenne Imperatore di Roma. Con Augusto, Roma cominciò ad assumere l’aspetto grandioso degno della capitale di un impero, ma soprattutto pose le basi degli acquedotti romani, gioielli di ingegneria idraulica. Morì nel suo letto all’età di quasi 80 anni ed ancora oggi dobbiamo molto a quest’uomo vissuto più di 2000 anni fa.



Augusto Imperatore – LA SCALATA AL POTERE

Nel 44 a.C. venne ucciso Giulio Cesare, l’uomo che conquistò la Gallia, l’uomo forte della Repubblica romana che alcuni senatori consideravano un tiranno. A capo dei cospiratori ci fu Bruto, per il quale difendere la Repubblica era un dovere di famiglia, affiancato da Cassio; gli assalitori furono 20 e sferrarono ben 23 coltellate, delle quali solo la seconda fu mortale. Fu risparmiato Marco Antonio, il braccio destro di Giulio Cesare, il quale – dopo un memorabile discorso alla folla riunita per il funerale – riuscì a far cacciare da Roma Bruto e Cassio che si rifugiarono in Grecia. Le ambizioni di potere di Antonio ebbero però un duro colpo quando fu aperto il testamento di Giulio Cesare; in esso veniva dichiarato suo erede il pronipote Caio Ottaviano, il futuro Augusto, all’epoca appena diciottenne. Grazie alla mediazione di Marco Emilio Lepido, Antonio ed Ottaviano strinsero un patto di alleanza per spartirsi le zone di influenza nell’impero e vendicare Cesare; nel 43 a.C. fu firmato così il Secondo Triumvirato, in località Sacerno, nella campagna bolognese, nei pressi di Calderara di Reno, dove un cippo (eretto nel XVI secolo) ricorda l’importanza del luogo. Ottaviano e Antonio vinsero Bruto e Cassio in Grecia, la loro morte segnò definitivamente la fine della Repubblica.

Dopo il trasferimento di Antonio in Egitto, ammaliato dalla regina Cleopatra e dalla quale ebbe tre figli, a Roma cominciarono a temere che il baricentro nell’area del Mediterraneo si spostasse verso la cultura greca, sospetti che furono alimentati da Ottaviano. Nacque così il conflitto contro l’Egitto, di conseguenza contro Antonio che non venne neanche menzionato, considerato un traditore; nella battaglia di Azio, in Grecia, le flotte navali romane, guidate da Agrippa, ebbero la meglio su quelle egiziane e filo-antoniane; rientrati in Egitto, Antonio e Cleopatra si tolsero la vita, pur di non essere fatti prigionieri. L’Egitto divenne una provincia romana. Leggi anche: Viaggio alla nascita di Roma Imperiale

A questo punto, Caio Giulio Cesare Ottaviano divenne Princes Senatus, ossia il primo fra i senatori, ma in pratica il suo potere fu incontrastato. Ottaviano ebbe l’accortezza di mantenere sotto di sé le province dove erano stanziate le legioni, controllando così direttamente l’esercito e fu questa una delle ragioni principali della solidità del suo potere. Il nome di Augusto gli venne dato nel 27 a.C. come onorificenza da parte del Senato. Nel 12 a.C. assunse anche il titolo di Pontefice Massimo, la massima autorità religiosa presso i romani, così oltre a capo politico e militare, divenne anche il primo sacerdote. Il suo fu un potere così solido da non aver bisogno di diventare minaccioso. Augusto fece costruire la sua residenza sul colle Palatino che, da quel momento in poi, divenne sede delle residenze imperiali. Morì all’età di quasi 80 anni, nel 14 d.C., nel suo letto. Gli successe il genero Tiberio, marito dell’unica figlia Giulia, che morì poco dopo Augusto.



Augusto Imperatore – COME CAMBIA IL POTERE NELLA ROMA DI AUGUSTO

Ai tempi della Repubblica, il potere era di fatto gestito dalle famiglie più ricche ed influenti della città, rappresentate dal Senato. Anche la plebe, tuttavia, ossia i non aristocratici, potevano far valere i loro diritti attraverso i comizi popolari e tramite le figure dei Tribuni della Plebe. L’abilità politica di Augusto fu di acquisire i poteri di un monarca quasi assoluto senza cancellare, almeno nelle apparenze, le istituzioni repubblicane. Una volta diventato il padrone di Roma, Augusto si fece nominare 37 volte Tribuno della Plebe, 13 volte Console, 21 volte Imperator. Imperator, però, non corrisponde al ns imperatore, piuttosto a comandante in ambito militare; dopo una vittoria, infatti, erano i legionari a nominare il proprio comandante quale imperator. Per i cittadini romani, Roma rimaneva la Repubblica del Senato e del Popolo romano e con Impero intendevano i territori sotto il dominio della Repubblica. Augusto, dunque, più che Imperatore era Princes Senatus, ossia il primo fra i senatori, ma in pratica il suo potere fu incontrastato.



Augusto Imperatore – IL CULTO DELLA PERSONALITA’

La diffusione di sculture che ritraggono il volto o la figura di Augusto rimandano alla presenza di un culto della personalità, prima sconosciuto a Roma. Le raffigurazioni sono, tuttavia, diverse e sembrano più corrispondere a canoni definiti, piuttosto che alla realtà del suo volto e della sua corporatura.

Tra le statue raffiguranti Augusto e giunte fino a noi, quella più importante è l’Augusto di Prima Porta, conservata ai Musei Vaticani; ritrae Augusto a figura intera con una mano alzata in segno di saluto o d’indicazione; fu realizzata in marmo bianco e venne ritrovata nel 1863 durante gli scavi archeologici nella villa di Livia, l’abitazione di Livia Drusilla, moglie di Augusto, a Prima Porta, Roma. Questa statua ha conservato tracce dell’antica colorazione.

Notevole è anche la statua detta Augusto di via Labicana; essa ritrae Augusto a figura intera nelle vesti di Pontefice Massimo; è in marmo bianco e venne ritrovata alle pendici di colle Oppio, in via Labicana. Augusto di via Labicana è esposta al Museo nazionale romano di palazzo Massimo alle Terme a Roma.

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Augusto di via Labicana

Augusto Imperatore – PAX ROMANA E PANEM ET CIRCENSES

A quel tempo, l’Italia era il territorio abitato dai cittadini romani, tutto il resto dell’Impero era costituito da province, da considerare come delle moderne colonie. Le province erano obbligate al pagamento di tributi e tasse, da cui l’Italia era esente. Le province, tuttavia, avevano dei vantaggi, in cambio di quei tributi, cioè l’Impero con le sue legioni garantiva loro pace, stabilità, sicurezza interna e crescita economica; fu la cosiddetta Pax Romana o Pax Augusti, la pace donata dall’Imperatore al mondo romano. Per facilitare le comunicazioni all’interno dell’Impero, Augusto potenziò la rete delle strade romane.

A simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte con la Pax Romana, venne costruita l’Ara Pacis, un altare voluto da Augusto nel 9 a.C., i cui resti rinvenuti sono stati ricomposti secondo le fonti. Possiamo ammirare l’Ara Pacis al Museo dell’Ara Pacis in Lungotevere in Augusta a Roma.

Con Augusto prese vita anche il sistema del Panem et circenses (pane e spettacoli). Ad ogni capofamiglia abitante a Roma venne garantito un ammontare di grano sufficiente a sostenere sé stesso e la famiglia. Inoltre, non badò a spese nelle corse di carri e gladiatori, gli spettacoli dell’epoca, nelle Arene, come il Circo Massimo (non esisteva ancora il Colosseo). Gli spettacoli prevedevano l’utilizzo di bestie feroci che venivano catturate in Africa e Asia, in apposite spedizioni, ben raffigurate nei mosaici di Piazza Armerina, in Sicilia.

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Ara Pacis, Roma

Augusto Imperatore – LA DISFATTA NELLA FORESTA DI TEUTOBURGO

Ai tempi di Augusto, i confini di Roma si estendevano attraverso il Mediterraneo, la Penisola Iberica, la Penisola Balcanica, la Grecia, la Siria, l’Egitto, la Cirenaica (attuale Libia) che erano tutte province romane; altre aree, come la Mauretania, la Cappadocia e l’Armenia erano controllate da Roma attraverso regni vassalli. A nord, anche la Gallia faceva parte dell’Impero, più precisamente i territori a sud ed ovest dei fiumi Reno e Danubio. Augusto, ad un certo punto, cominciò a guardare quei confini con l’intento di sposarli più ad est e ridurne così l’estensione; i confini seguendo il corso ad L del Reno avevano una lunghezza superiore rispetto ad un tracciamento in linea retta, modificandoli avrebbe potuto ridurre spese e risorse per il controllo dei confini germanici; doveva però fare i conti con i barbari che abitavano ad est del Reno.

Il suo sogno s’infranse a causa del tradimento di un ex-barbaro, Arminio, che aveva combattuto valorosamente a fianco dei romani. Nell’anno 9 d.C., nella foresta di Teutoburgo, Arminio condusse tre legioni romane in trappola, in combutta con le tribù dei barbari ostili ai romani. La trappola fu micidiale, fu un massacro, la 17a, 18a e 19a legione furono spazzate via, 1/10 delle forze militari romane furono annientate; le vittime furono depredate. Solo dopo 6 anni, i legionari tornarono sul luogo del massacro e trovarono montagne di scheletri ed ossa sparse, oltre ad altari dove i legionari furono trucidati. L’Imperatore Tiberio, successore di Augusto, ordinò però di sospendere la conquista oltre il Reno e così fu. Il Reno continuò a segnare un abisso culturale tra i popoli romanizzati che vivevano nelle case, avevano strade, acquedotti, crescita economica ed i popoli barbari che vivevano ancora in capanne come all’età del ferro, tribù primitive ed analfabete. Da quel momento si separarono le popolazioni di cultura romana, da quelle germaniche, le linee divisorie furono i fiumi Reno e Danubio.

Quella parte della foresta di Teutoburgo oggi non esiste più, ma una parte del sentiero battuto dalle legioni romane è stato tracciato con una sorta di pavimentazione, dopo che furono rinvenuti resti di oggetti di innegabile età romana.

Augusto Imperatore – ROMA AUGUSTEA: MONUMENTI E OPERE PUBBLICHE

Con Augusto, Roma cominciò ad assumere l’aspetto grandioso degno della capitale di un Impero; anche se alcuni monumenti simbolo della città furono costruiti da imperatori successivi, molti altri templi, teatri e palazzi cominciarono ad adornare il panorama di Roma proprio sotto Augusto.

Innanzi tutto, vennero completate alcune opere come il Teatro Marcello (voluto da Giulio Cesare per rivaleggiare con il Teatro Pompeo), venne rifinito il Foro di Cesare, nel Foro Romano (nel punto dove era stato cremato Cesare) venne innalzato un tempio al divino Giulio; Agrippa fece costruire il Pantheon, la cui volta rimane la più grande cupola in calcestruzzo senza strutture di rinforzo del mondo, tuttavia fu completamente ricostruita sotto l’imperatore Adriano.

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Roma era diventata una megalopoli che aveva bisogno di costanti rifornimenti di derrate alimentari e acqua potabile, ragion per cui sotto Augusto venne ampliata la rete stradale e vennero poste le basi per i famosi acquedotti romani. Gli acquedotti romani furono un sistema di approvvigionamento idrico i cui resti costituiscono ancora oggi alcuni monumenti più riusciti della Roma antica. All’epoca, gli acquedotti furono 11, veri gioielli di ingegneria idraulica, come l’acquedotto Claudio, l’acquedotto Neroniano, l’acquedotto Traiano o l’Aniene nuovo, i cui resti sono un po’ ovunque a Roma, spesso integrati in strutture successive, delineando profili in cui più epoche si accavallano; un acquedotto dell’antica Roma è ancora in funzione, l’acquedotto Vergine, perché sotterraneo, esso alimenta molte fontane storiche di Roma, come la Barcaccia in Piazza di Spagna e la fontana di Trevi. Le acque degli acquedotti alimentavano le terme e le fontane pubbliche, ma anche direttamente i palazzi imperiale e dei patrizi.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal documentario di Alberto Angelo Ulisse: il piacere della scoperta, 2016, Rai Play