I russi e l’omicidio di Boris Nemtsov

Boris Nemtsov, uno dei leader dell’opposizione russa, è stato ucciso la sera del 27 febbraio; nel contesto in cui è avvenuto l'omicidio ho individuato alcuni elementi determinanti: la scarsa libertà d'informazione, i limiti della società russa, un'opposizione incapace di costruire consenso dal basso, la fame di potere di Putin.

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Boris Nemtsov, uno dei leader dell’opposizione russa, è stato ucciso la sera del 27 febbraio 2015 con quattro colpi di pistola alla schiena sparati da un uomo sceso da un auto bianca su un ponte a pochi metri dal Cremlino.

Prima di commentare questo omicidio politico, è necessario comprendere il contesto in cui è avvenuto, del quale ho individuato alcuni elementi determinanti.

  • La televisione statale. La tv statale continua a dire ai russi che nel paese è attiva una “quinta colonna” e che agenti stranieri minacciano la sicurezza nazionale. La televisione nazionale è la principale fonte d’informazione per il 90% dei russi che diventano così permeabili al clima di sospetto e di odio infuso nel paese. Le uniche volte in cui l’opposizione politica è apparsa in tv è stato all’interno di documentari commissionati per screditarla.
  • La società russa. La società russa è ancora debole, pertanto sensibile ai richiami nazionalistici e bisognosa di un leader forte; il crollo dell’Unione Sovietica è per molti un ricordo ancora fresco e la stabilità è considerata un valore importantissimo. I russi, in genere, adorano l’arroganza di Putin.
  • La  storia. Alla fine degli anni Ottanta, la società russa ha dato la colpa delle proprie sventure alla nomenclatura comunista, alla fine degli anni Novanta ai riformatori liberali e oggi ai “traditori della nazione” con messaggi pilotati e veicolati dalla televisione pubblica.
  • L’opposizione. Boris Nemtsov era una delle poche figure politiche di primo piano che avevano osato criticare l’annessione della Crimea e l’appoggio di Mosca ai separatisti dell’Ucraina dell’Est; Nemtsov aveva organizzato anche una manifestazione di protesta, ma lo hanno ammazzato prima. Boris Nemtsov comunque non era amato dai russi, evidentemente per la sua incapacità di costruire un consenso dal basso; egli non aveva ancora imparato a confrontarsi con la difficile realtà quotidiana dei russi, nonostante siano passati più di 10 anni da quel famigerato spot del 2003 dove, in occasione delle elezioni politiche, sorvolava la Russia in un lussuoso jet privato e discuteva con due colleghi sul futuro del paese.

nemtsov funerali

Con questi dati di fatto, io credo che Boris Nemtsov non rappresentasse davvero un ostacolo per Vladimir Putin; egli non aveva presa sociale ed i suoi sostenitori erano soprattutto intellettuali. Casomai la responsabilità di Putin è indiretta perché alimenta il nazionalismo e la dipendenza di un popolo dai poteri forti, assecondando o non ostacolando atti d’intimidazione e di terrore per le opposizioni.

In Russia, comunque, “democrazia” è una parola quasi sconosciuta; il popolo russo ha conosciuto durante la sua storia solo monarchie e dittature, non è facile per loro affrancarsi da un uomo che ama solo il denaro, gli affari ed il potere e che fa di tutto affinché questo affrancamento non metta radici.

L’omicidio di Boris Nemtsov è figlio della politica di Putin che alimenta il nazionalismo, il quale alimenta il suo potere.

Cinzia Malaguti

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Fonti:

Internazionale: Aleksej Makarkin, Ezednevnij Zurnal, Mosca – Konstantin Von Eggert, corrispondente BBC a Mosca