Conoscere Bologna: Palazzo Poggi e Specola

Palazzo Poggi, sede museale universitaria, e la Specola, antico osservatorio astronomico, si trovano nel Quartiere Universitario di Bologna e rappresentano il cuore della Bologna dotta, sede della più antica Università d'Europa. E' una visita tra scienza ed arte che vi porterà agli albori di studi scientifici ed astronomici che trovarono a Bologna una culla privilegiata.

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Bologna, Palazzo Poggi, affreschi

Palazzo Poggi, sede museale universitaria, e la Specola, antico osservatorio astronomico, si trovano nel Quartiere Universitario di Bologna e rappresentano il cuore della Bologna dotta, sede della più antica Università d’Europa. E’ una visita tra scienza ed arte che vi porterà agli albori di studi scientifici ed astronomici che trovarono a Bologna una culla privilegiata.

Bologna, ingresso Museo di Palazzo Poggi
Bologna, ingresso Museo di Palazzo Poggi

La Specola

La Specola è l’antico osservatorio astronomico a cui si accede da Via Zamboni 33, stesso ingresso di Palazzo Poggi, ricavato nella torre del palazzo. La torre venne eretta all’inizio del Settecento e la parte più in alto è ruotata di 45 gradi per garantire il massimo spettro possibile alle attività di studio astronomico; prendete la via laterale per osservare la torre anche dall’esterno, in tutta la sua interezza. Oggi la Specola è Museo e sede del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Bologna.

Bologna, Specola, antico telescopio a lenti
Bologna, Specola, antico telescopio a lenti
Bologna, Specola, antico telescopio di 17 metri
Bologna, Specola, antico telescopio di 17 metri

Visitando la Specola si compie un viaggio nell’evoluzione dei sistemi di misurazione e di lettura astronomica dal Settecento al Novecento. Sono esposti i primi telescopi che funzionavano con lenti e che richiedevano lunghezze elevate, tanto che c’è n’è uno che, montato in tutta la sua estensione, arrivava fino a 17 metri; dai telescopi a lenti si arriva ai telescopi dotati di specchi sferici con curvatura, più efficaci ed utilizzati ancora oggi. Troviamo altresì gli strumenti di osservazione e misurazione delle stelle prima dell’invenzione della fotografia: gognometri, orologi a pendolo e meridiane; poi la fotografia permise uno studio più preciso e meno faticoso delle caratteristiche fisiche degli astri, praticamente una manna per gli astronomi. Anche Copernico venne a studiare a Bologna e questo è significativo della qualità degli studi bolognesi.

Bologna, Specola, antico globo celeste
Bologna, Specola, antico globo celeste
Bologna, Specola, meridiana
Bologna, Specola, meridiana

All’interno della torre della Specola troverete, tra l’altro, globi terrestri e celesti, un globo settecentesco modellino del sistema solare, orologi astronomici solari, un astrolabio di origine araba, strumenti di navigazione, mappe terrestri e celesti. Davvero una raccolta notevole degli strumenti astronomici utilizzati nel corso dei secoli.

Bologna, Specola, astrolabio
Bologna, Specola, astrolabio
Bologna, Specola, modellino sistema solare
Bologna, Specola, modellino sistema solare

Il Palazzo Poggi

Palazzo Poggi, in via Zamboni 33, è oggi sede dell’Università di Bologna; è un edificio cinquecentesco costruito per volere del Cardinale Giovanni Poggi su progetto dell’architetto Pellegrino Tibaldi, autore anche di parte degli affreschi interni.

Bologna, Palazzo Poggi. affreschi
Bologna, Palazzo Poggi. affreschi
Bologna, Palazzo Poggi, affreschi
Bologna, Palazzo Poggi, affreschi

Gli affreschi interni sono di notevole bellezza; essi non sono a tutta parete, ma hanno caratteristiche di gran pregio e rappresentano cicli biblici di re Davide, episodi della vita di Mosè, paesaggi o fatiche di Ercole che disegnano la seconda metà delle pareti fino al soffitto, anch’esso decorato.

Bologna, Palazzo Poggi, collezioni Aldrovandi
Bologna, Palazzo Poggi, collezioni Aldrovandi

Le stanze di Palazzo Poggi o Museo dell’Università, ospitano le collezioni di Ulisse Aldrovandi, scienziato bolognese nell’ambito delle scienze naturali; Aldrovandi studiò esemplari di centinaia di migliaia di specie vegetali ed animali e fece incisioni su legno per consentirne la pubblicazione e, quindi, la conoscenza di più persone. Sono raccolte, altresì, le collezioni dei Marchesi Cospi e Marsili, anch’esse inerenti le scienze e, per il secondo, le arti militari.

Bologna, Museo di Palazzo Poggi, mappe di navigazione e modelli nave
Bologna, Museo di Palazzo Poggi, mappe di navigazione e modelli nave

Di notevole impatto è la zona dedicata all’ostetricia che nacque come disciplina scientifica autonoma proprio a Bologna; sono esposti i modelli di gravidanze con complicanze note per suggerire le relative soluzioni, utilizzati all’epoca.

Bologna, Museo Palazzo Poggi, modelli ostetrici
Bologna, Museo Palazzo Poggi, modelli ostetrici

Un’occhiata all’adiacente Museo Europeo degli Studenti vi ricorderà che l’Università di Bologna nacque alla fine dell’XI secolo e che, a metà del secolo successivo, l’imperatore Federico Barbarossa concesse agli studenti privilegi giudiziari che durarono fino alla rivoluzione francese; gli atenei furono un luogo d’élite e rispecchiavano tradizioni e pregiudizi presenti nella società, tant’è che la prima donna che si laureò fu solo nella seconda metà del Seicento, mentre la prima donna docente fu nel Settecento.

Bologna, Palazzo Poggi, Museo Europeo degli Studenti
Bologna, Palazzo Poggi, Museo Europeo degli Studenti

Al termine delle visite, fate una breve passeggiata lungo via Zamboni e adiacenti per dare uno sguardo d’insieme all’area universitaria ed ammirare dall’esterno la curiosa forma della torre della Specola.

Bologna, torre della Specola, antico osservatorio astronomico
Bologna, torre della Specola, antico osservatorio astronomico

Info visite. Il Museo di Palazzo Poggi e la Specola hanno l’ingresso in via Zamboni nr. 33; il Museo di Palazzo Poggi osserva i seguenti orari per le visite (orario invernale): dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 16; sabato e domenica, dalle 10,30 alle 17,30. Il Museo della Specola è visitabile sono con visita guidata prenotabile al seguente indirizzo web.

Buone visite!

Cinzia Malaguti