Nureyev – The White Crow

Nureyev – The White Crow è un film biografico sulla vita del famoso ballerino e coreografo russo Rudolf Nureyev. Il film racconta la storia del ballerino limitatamente al dispiego degli eventi che portarono al suo asilo politico a Parigi; erano gli anni Sessanta del secolo scorso. Emerge dirompente il suo rapporto conflittuale con il regime sovietico ed il clima di oppressione vigente. Molti attori russi e buone interpretazioni.



Trama. Il film apre con un funzionario del KGB russo che interroga un insegnante e amico di Nureyev a proposito di gravi fatti a lui imputati e di cui prende le difese. A questo punto il racconto si sviluppa attraverso una serie di flashback, non in ordine cronologico, che lo stesso Rudy ripercorre tra un balletto e l’altro. Ricorda la sua nascita a bordo di un vagone della Transiberiana, la sua infanzia ai limiti dell’indigenza in Siberia, l’assenza del padre funzionario sovietico, fino ai primi passi nella danza. Il presente narrante è a Parigi dove fa parte dell’Accademia di ballo russa che è in tour. La sua insofferenza alle regole e alla gerarchia lo espongono ad incessanti controlli da parte della polizia segreta russa; frequenta persone occidentali e fa amicizia con francesi; il suo anelito di libertà prende, infine, le ali in aeroporto, il giorno della partenza per il proseguimento del tour a Londra. E’ qui che i dirigenti russi lo bloccano e lo vogliono riportare a Mosca, ma egli chiede aiuto ai suoi amici francesi; un ruolo decisivo lo ha Clara. Clara, grazie agli agganci politici, riesce a coinvolgere due poliziotti e, con un espediente rocambolesco, Nureyev chiede asilo politico. In Russia viene accusato di alto tradimento e non potrà più farvi ritorno fino alla fine degli anni Ottanta, quando otterrà un permesso speciale per vedere la madre un’ultima volta. Nureyev morirà nel 1993.



Nureyev – The white crow è l’adattamento cinematografico della biografia Nureyev: the life scritta da Julie Kavanagh, una scrittrice e giornalista sudafricana naturalizzata britannica.



NureyevThe white crow, pur fatto bene tecnicamente, non mette, a mio parere, in sufficiente evidenza l’interpretazione innovativa della danza che con Nureyev non sarà più la stessa. Con Nureyev, i ruoli tradizionali tra ballerino e ballerina scompaiono per divenire impercettibili e sovrapponibili. Non faccio fatica a vedere in Roberto Bolle colui che ha raccolto il testimone artistico di Rudolf Nureyev.

Buona visione!

Cinzia Malaguti