Letteratura – U. Eco: Numero Zero

Numero Zero di Umberto Eco è un romanzo che parla di giornalismo e di come sia facile manipolare le notizie. Ho trovato esempi semplici ma illuminanti di come sia possibile fare passare opinioni come fatti e soprattutto trasformare quella che è solo l’opinione del giornalista in un fatto.

E’ una strategia per trasformare le opinioni in fatti l’uso della virgolettatura, ossia riportando un paio di affermazioni, prima un’opinione banale, poi un’altra opinione, più ragionata, che assomiglia molto all’opinione del giornalista.

Sono raccontati con ironia alcune pietre miliari della comunicazione a mezzo stampa, come il fatto che non sono le notizie a fare il giornale ma bensì il giornale a fare le notizie, selezionando e mettendo insieme, tralasciando notizie o evidenziandone altre, in quella che comunemente viene chiamata l’agenda.

C’è anche una curiosa interpretazione degli eventi che hanno portato alla cattura di Mussolini; un giornalista da strapazzo, protagonista del romanzo, mette in discussione che il cadavere esposto al pubblico a Piazzale Loreto fosse veramente quello di Mussolini come si credeva, bensì il suo sosia, mentre il Benito sarebbe fuggito in Argentina con la complicità e la copertura del Vaticano. Naturalmente non è vero, ma qui si vuole dimostrare come sia facile produrre e diffondere notizie false, quando l’obiettivo è solo lo scoop, la notizia, la vendita di qualche numero in più o l’attenzione di qualche committente.

La macchina del fango. E’ raccontato, in forma romanzata, anche il meccanismo della “macchina del fango”, ossia il gettare un’ombra di sospetto (fango) su un giudice ficcanaso o su un informatore scomodo; per controbattere un’accusa non è necessario provare il contrario, basta delegittimare l’accusatore.

C’è poi l’effetto Schadenfreude, parola tedesca che sta per godimento per la sfortuna altrui; questo sentimento viene sfruttato ed alimentato dalla comunicazione di massa che va subito ad intervistare le vittime per aumentare le vendite e pilotare il messaggio: “alla gente s’inumidiscono gli occhi e sono tutti soddisfatti”.

Nella comunicazione di massa, anche una bufala può fare danni perché prima di avere dimostrato che è tale, la notizia si è già diffusa a macchia d’olio. Nel romanzo una bufala assume liperbole dell’omicidio.

Morale della favola? Non accontentarsi della notizia così come ci viene data e prestare attenzione alle trappole del giornalismo.

Numero Zero non è una lettura facile, ma Umberto Eco è un maestro della comunicazione e con lui c’è sempre qualcosa da imparare, come lo stile narrativo, l’uso appropriato dei vocaboli, l’intreccio dei personaggi e delle loro storie, l’arte affabulatoria e qui anche le trappole del giornalismo.

Cinzia Malaguti

 

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