Le due soluzioni allo stress nocivo

Lo stress è parte della nostra natura, non è sempre negativo, ma quello negativo può fare danni. Vediamo allora di conoscere da vicino questo “animale ambiguo” e di capire come possiamo domarlo.

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Lo stress è parte della nostra natura, non è sempre negativo, ma quello negativo può fare danni. Vediamo allora di conoscere da vicino questo “animale ambiguo” e di capire come possiamo domarlo.

Lo stress può essere acuto o cronico.

Lo stress acuto (eustress) è costruttivo ed adattivo, ci dà l’adrenalina necessaria prima di una gara sportiva o di un esame oppure ci mette in condizioni di difenderci da un pericolo per la nostra incolumità. Lo stress acuto si attiva e si abbassa velocemente, dandoci il tempo di riprenderci.

Lo stress cronico (distress), invece, permane a lungo ed è il frutto di una situazione problematica che si subisce per lunghi periodi e con grande intensità. Lo stress cronico si attiva, persiste nel tempo, continua a togliere energia a tutti i nostri processi vitali e non dà al corpo il tempo di rigenerarsi.

La chiave del benessere e della guarigione dallo stress nocivo è nel diminuire il tempo di permanenza nello stress cronico, decidendo di agire. E’ il rimanere fermi ai blocchi di partenza, nel dubbio, rimuginando, che provoca la malattia.

Henri Laborit ha, infatti, dimostrato che non è l’evento stressante a farci ammalare, ma l’impossibilità di reagire ad esso:

  • se possiamo fuggire non ci ammaliamo,
  • se possiamo combattere non ci ammaliamo,
  • se non possiamo né fuggire né combattere, siamo nell’inibizione dell’azione e ci ammaliamo.

In fatto di stress, noi esseri umani abbiamo un insidioso difetto, rispetto agli animali: oltre allo stress fisico, viviamo intensamente anche lo stress emotivo e psicologico; oltretutto siamo bravi nel rimanere in allerta per paura che ciò che ci ha spaventati una volta possa succedere di nuovo, facendo diventare reale un pericolo che è solo percepito. Un pericolo vero o immaginario, per il nostro cervello è ugualmente reale e stimola il corpo allo stesso modo.

Il pensiero interferisce con il corpo e le sue funzioni in questo modo: quando una persona si trova di fronte ad una situazione drammatica che la sovrasta, per la quale la mente non riesce a trovare una via d’uscita, allora è il corpo che interviene e reagisce per cercare di sopravvivere al pericolo incombente nel solo modo che conosce, cioè aumentando o diminuendo le sue funzioni.

Lo stress può fare ammalare noi “poveri” esseri umani in tre modi:

  • un forte trauma o choc, inatteso, vissuto in solitudine, può portare ad uno stress fortissimo e ingestibile che può aprire le porte alla malattia;
  • un conflitto inconscio, una situazione emotivamente difficile su cui si continua a rimuginare, può diventare troppo stressante da sostenere;
  • vivere lontani dai propri bisogni autentici o dai propri valori, alla lunga crea situazioni di conflitto e di tensione emotiva difficili da gestire.

La guarigione può avvenire con due tipi di soluzione:

  • soluzione pratica: significa cambiare ciò che ci crea troppo stress, ma non è sempre possibile;
  • soluzione di non attaccamento: è la strada dell’accettazione e del perdono; Alessandro Quadernucci, nel suo Scegli di cambiare, porta un efficace esempio. “Ho delle difficoltà con un collega nel mio ambiente di lavoro: cerco di capire le ragioni del suo comportamento, comprendo che ha una serie di problemi e di limitazioni e questo tramuta la rabbia che provo in una comprensione più profonda della sua sofferenza; capisco anche di dovermi tutelare ed evito di essere continuamente a contatto con lui (soluzione pratica)”.

Il perdono è la forza guaritrice più grande, ma è anche la più difficile da raggiungere, quella per la quale occorre più tempo. L’accettazione significa che quella persona va bene così com’è, non per come dovrebbe essere. Accettazione e perdono sono la saggia soluzione per superare l’effetto stressante della rabbia e del dolore della ferita, attraverso una visione meno centrata su sé stessi. Ricordiamoci inoltre che le minacce e le paure che percepiamo, il più delle volte non sono reali, ma sono prodotti della mente.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia: A. Quadernucci, Scegli di cambiare, Milano, Tecniche Nuove, 2015