Italo Calvino

I tratti più importanti della letteratura di Italo Calvino sono la ricchezza di stili e la leggerezza, intesa come volontà precisa di togliere peso alle cose del mondo attraverso la fantasia e la brevità. I suoi romanzi alternano uno stile fantastico, dove la fantasia è un modo indiretto di esprimere la realtà, ad uno più direttamente realista. L’atto di guardare, di esplorare la realtà, è il senso predominante nella letteratura di Italo Calvino.

Italo Calvino, lo scrittore del Novecento forse più famoso nel mondo, nacque a Santiago de Las Vegas, Cuba, nel 1923. Nel 1925, la famiglia tornò in Italia, a Sanremo; nel 1944 Italo Calvino si unì alle formazioni partigiane e dopo la liberazione andò a vivere a Torino dove entrò in contatto con il gruppo della casa editrice Einaudi.

Il primo libro di Italo Calvino venne pubblicato nel 1947 con il titolo I sentieri dei nidi di ragnoè un romanzo d’ambiente partigiano, ma tutto ammantato di una dimensione fiabesca perché la prospettiva del racconto è quella di un adolescente; è un monello di strada che finisce casualmente in montagna tra i partigiani, un ragazzo che vive in mezzo agli adulti e non li capisce. I sentieri dei nidi di ragno è una parodia della incomunicabilità generazionale.

Il visconte dimezzato uscì nel 1952; anch’esso narra con il punto di vista di un ragazzo, il nipote del visconte che, colpito da una palla di cannone, ritornò a casa dimezzato, prima una metà, il gramo (meschino), poi l’altra metà, il buono; le due metà alla fine si ricompongono. Con Il visconte dimezzato, Italo Calvino affronta ancora il tema del conflitto generazionale, ma qui aggiunge anche l’idea dell’inevitabile parzialità della vita, a volte siamo buoni e a volte siamo cattivi.

Nel 1956, Einaudi gli commissionò la ricerca e la riscrittura delle favole della tradizione italiana che accettò volentieri perché gli piaceva giocare con la fantasia attraverso la quale dire la verità; uscì così Le fiabe italiane.

Nel 1957 venne pubblicato Il barone rampante, il racconto di un ragazzo che sta sugli alberi; questo romanzo uscì l’anno dopo i fatti d’Ungheria che segnarono il suo distacco dal PCI; il romanzo è la parodia di questo distacco, un distacco dalla realtà, ma che contiene anche il desiderio di poter continuare ad agire sulla realtà stessa.

Nel 1959, la pubblicazione di Il cavaliere inesistente sottolinea, con tono dissacrante ed ironico, l’attrazione di Italo Calvino in quel periodo per il mondo cavalleresco; protagonista del romanzo è un cavaliere vuoto sotto l’armatura, parodia dell’alienazione della civiltà di massa.

A questo periodo dove prevale la narrazione di tipo fantastico, seguirono libri di un realismo più diretto, come La speculazione edilizia (1963), La nuvola di smog e La formica argentina (1965).  Questo cambio di registro narrativo si verificò più volte nel corso degli anni, ma sempre con un filo d’unione: la brevità, la semplicità, l’alleggerimento dei temi complessi.

La giornata di uno scrutatore (1963) è la punta di diamante del suo stile breve; qui affronta la riflessione sulla natura umana. Nello stesso anno pubblicò il Marcovaldo, una raccolta di venti novelle, alcune delle quali già uscite sul quotidiano L’Unità.

Con Le cosmicomiche (1965) iniziò il Calvino postmoderno; la letteratura divenne un gioco delle possibilità narrative, dove sperimentare l’uso di linguaggi diversi; in Le cosmicomiche introdusse una narrazione fatta di domande e risposte che conducono in una sorta di labirinto, probabilmente emblema del suo senso di smarrimento di quel periodo.

Nell’estate del 1967 si trasferì da Roma a Parigi dove rimase fino al 1980 e dove frequentò alcuni scrittori francesi, da cui trasse gli aspetti più umoristici ed i riferimenti cosmologici. Le città invisibili (1972) è considerato il capolavoro di Italo Calvino: leggero, poetico e misterioso; città personalizzate con nomi di donna contro una realtà di città anonime, questo è il libro più utopico di Italo Calvino.

Nel 1975, sulle pagine del Corriere nacque il personaggio di Palomar, mentre il romanzo omonimo uscì nel 1983; Palomar è praticamente la controfigura di Calvino.

Se una notte d’inverno un viaggiatore fu pubblicato nel 1979; è un romanzo sulla lettura e sui lettori; è composto da dieci inizi di romanzi, dieci incipit; è il libro dei possibili seguiti, un modo per vivere tante vite contemporaneamente. Meraviglioso!

Nell’estate del 1985 lavorò ad un ciclo di lezioni che avrebbe dovuto tenere negli Stati Uniti, all’Università di Harvard; quel lavoro è il contenuto del romanzo postumo Lezioni americane, un autoritratto dello scrittore. Italo Calvino morì nel settembre del 1985, a causa dei postumi di un ictus.

Ho sempre amato lo stile narrativo di Italo Calvino, la sua capacità di usare la fantasia e l’ironia semplice per raccontare la realtà, portandoci in una dimensione fantastica dove tutto appare più leggero.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario I grandi della letteratura italiana – Italo Calvino su Rai Play

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