Il Patrimonio della Umanità in Liguria

In questo viaggio ti porto a scoprire i siti Patrimonio della Umanità in Liguria. Sono luoghi di grande valore storico, artistico, architettonico, naturale riconosciuti da UNESCO, ma conoscerai anche quelli che le due Regioni hanno candidato per un prossimo riconoscimento, affinché anch’essi vengano protetti e valorizzati. Ti parlerò, dunque, delle Strade Nuove e del sistema dei Palazzi dei Rolli di Genova, di Portovenere, delle Cinque Terre e delle isole Palmaria, Tino e Tinetto, ma anche dei giardini botanici Hanbury.



Porto Venere, Cinque Terre e isole Palmaria, Tino e Tinetto

La zona a nord di Porto Venere, con i borghi delle Cinque Terre e le isole Palmaria, Tino e Tinetto, rappresenta una delle aree più incantevoli e una delle principali attrattive turistiche della Riviera ligure di levante. Questa è la ragione per cui Porto Venere, le Cinque Terre e le isole Palmaria, Tino e Tinetto sono stati inseriti nella lista del Patrimonio della Umanità in Liguria.

Portovenere, veduta dalla Chiesa di San Pietro

Quello delle Cinque Terre è uno spettacolare tratto di costa della Riviera di Levante, punteggiato da cinque borghi: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Un tempo, gli abitanti di questo territorio aspro e accidentato si spostavano tramite sentieri e scalinate e ancora oggi non vi sono collegamenti diretti tra questi luoghi. Vernazza è il borgo più suggestivo e la sua Chiesa di Santa Margherita d’Antiochia è del XIV secolo, dotata di una ottagonale torre campanaria; significativo è anche il Castello dei Doria, con la sua massiccia torre cilindrica. Il borgo di Manarola fu fondato durante il XII secolo ed è arroccato su un ripido promontorio; deve forse il suo nome a un’antica “magna roea“, una grande ruota di mulino al suo interno. Riomaggiore, il più orientale dei borghi delle Cinque Terre, è caratterizzato da pittoresche stradine e vivaci colori delle case; suoi edifici di rilievo sono la Chiesa di San Giovanni Battista, del XIV secolo, e il castello.

patrimonio della umanità in liguria
Cinque Terre, Vernazza

A Porto Venere, borgo marino di grande bellezza, sorge la Collegiata di San Lorenzo, che alle originarie forme romaniche unisce successivi elementi gotici e rinascimentali. Posta sugli scogli a strapiombo sul mare vi è la piccola Chiesa di San Pietro, edificata nel 1277 in stile gotico genovese sopra un precedente edificio del VI secolo. Sull’altura che domina Porto Venere sorge il Castello Doria, fortezza difensiva del XII secolo.

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Portovenere

La più grande delle tre isole inserite nella lista Unesco, Palmaria, offre un ricco habitat naturale. Le isole Tino e Tinetto conservano rispettivamente i resti di un monastero e di una chiesa, entrambi dell’XI secolo.

Per la tua visita a Porto Venere leggi anche Golfo dei Poeti: Lerici e Porto Venere. Per la tua visita alle Cinque Terre leggi anche Cinque Terre: gioiello italiano.

Isola Palmaria vista da Portovenere



Genova: le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli

Al culmine del successo della Repubblica di Genova, tra il XIV e il XVII secolo, furono realizzati , lungo le cosiddette Strade Nuove, magnifici palazzi e dimore nobiliari, che con la loro eleganza rappresentavano la grandezza di Genova. I 42 palazzi della città ligure inseriti nella lista Unesco costituiscono il primo esempio in Europa di progettazione urbanistica con un disegno unitario, realizzata dalle autorità cittadine per rispondere alle esigenze di rappresentanza. Questo è il motivo per cui le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli a Genova sono stati riconosciuti Patrimonio della Umanità in Liguria.

Nel 1551 ebbe inizio la costruzione delle Strade Nuove, destinate a ospitare le residenze delle famiglie aristocratiche della città. Qui sorsero ville e palazzi in stile Rinascimentale e Barocco, le dimore lussuose e prestigiose delle alte cariche politiche e delle classi agiate. Il nuovo ordinamento urbano fu un successo, tanto che agli inizi del XVII secolo il quartiere venne ampliato. Alla prima Strada Nuova, l’odierna via Garibaldi, si aggiunsero quindi le attuali vie Balbi, Cairoli, Lomellini e San Luca, lungo le quali sorsero palazzi di grande eleganza e raffinatezza. Nel 1576 un decreto stabilì che i proprietari dovessero ospitare i personaggi illustri in visita di Stato a Genova, facendo così nascere i primi “rolli”, i registri dove erano elencate le dimore delle famiglie aristocratiche che offrivano accoglienza alle alte personalità.

Tra i Rolli più belli e prestigiosi: Palazzo Rosso, Palazzo Tobia-Pallavicino e Palazzo Doria-Tursi in via Garibaldi. In via Balbi si trova il Palazzo Reale, o Palazzo Stefano Balbi, che sorse nel 1643 e fu ampliato tra il 1682 e il 1685; uno dei suoi elementi di maggior richiamo è la Galleria degli Specchi, prodigioso insieme di illuminazione, affreschi e sculture, tra le quali vi è Il ratto di Proserpina, opera di Valerio Castello.

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Genova



Candidatura: Giardini botanici Hanbury

I Giardini botanici Hanbury si trovano in località La Mortola, nel comune di Ventimiglia (Imperia) e sono giardini botanici paesaggistici e terrazzati del XIX secolo con piante di diverse zone climatiche. La location è suggestiva e panoramica con i giardini che dalla collina scendono al mare su terrazzamenti.

Giardini botanici di Hanbury

I Giardini botanici Hanbury sono gestiti dall’Università degli studi di Genova e si estendono su una superficie di circa 18 ettari. Circa la metà è coltivata a giardino e la parte rimanente è occupata da una vegetazione seminaturale con prevalenza di Pinus Halepensis. La protezione offerta della montagne e la felice esposizione hanno consentito l’acclimatazione di piante provenienti da tutto il mondo.

Thomas Hanbury, dopo aver realizzato notevoli fortune in Cina con il commercio di spezie, tè e seta, trovandosi in Riviera per cura, acquistò il Podere. Lo sviluppo architettonico dei Giardini è indissolubilmente legato alla figura di Ludovico Winter che fu inviato da un grande vivaista a lavorare alle dipendenze di Thomas Hanbury. Importanti mutamenti ebbero luogo tra il 1925 ed il 1939 ad opera di Dorothy Hanbury, nuora del fondatore. Dopo aver subito gravi danni durante la guerra, tutto il complesso fu acquistato dallo Stato Italiano nel 1960. A seguito di una pressante richiesta internazionale, nel 1987 è stato affidato all’Università degli Studi di Genova.

Giardini botanici di Hanbury

Buone visite e buona vita!

Cinzia Malaguti

Bibliografia: National Geographic, Patrimonio dell’Umanità, Milano, RBA Italia, 2015