Edward Hopper

Edward Hopper è stato un pittore americano, nato nel 1882 e morto nel 1962, che non aderì ai movimenti artistici del cubismo e del surrealismo del Novecento, preferendo rimanere fedele agli ideali dell’impressionismo e del realismo.

I dipinti di Edward Hopper sono impressioni della realtà che dipinge come fossero scatti fotografici, dove i contorni non sono sfumati come nell’impressionismo, ma precisi e ben definiti come in un’immagine fotografica che coglie l’attimo. Hopper, però, non riproduceva esattamente ciò che vedeva, ma reinterpretava la realtà osservandola dal suo punto di vista. Dei suoi dipinti Hopper diceva: “Non dipingo quello che vedo, ma quello che provo“.

Le Bistro, Edward Hopper
Le Bistro (1909), Edward Hopper

L’impronta dell’impressionismo si nota nei suoi primi dipinti: paesaggi che rimangono sfumati sullo sfondo. I suoi primi dipinti coincidono con il periodo del suo soggiorno a Parigi e all’influenza di Monet. Il realismo rappresenta la fase più matura dell’artista, quella americana: case isolate, fitti boschi sullo sfondo, persone pensierose, una rappresentazione della vita americana contemporanea.

Summer Interior, Edward Hopper
Summer Interior (1909), Edward Hopper

Ciò che di più colpisce nei dipinti di Edward Hopper sono i colori, un maestro nell’uso sapiente dei colori, soprattutto nel sapere dare luce ai paesaggi ed agli oggetti raffigurati, un modo per uscire, o forse per illuminare, la solitudine rappresentata.

New York Interior, Edward Hopper
New York Interior (1921), Edward Hopper

Edward Hopper preparava scrupolosamente i suoi dipinti con i disegni, carboncini o gessetti, davvero straordinari, forse anche più interessanti dei dipinti che hanno ispirato.

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Lighthouse hill, disegno preparatorio, Edward Hopper
Lighthouse hill, Edward Hopper
Lighthouse hill (1927), Edward Hopper

Nelle opere di Edward Hopper sono spesso presenti figure femminili sempre assorte nei loro pensieri o con lo sguardo perso nel vuoto o nella lettura e, a volte, raffigurate seminude ai raggi del sole: donne in attesa e inaccessibili.

Un’ottima occasione per conoscere Edward Hopper è la mostra allestita a Bologna, a Palazzo Fava, fino al 24 luglio 2016. L’esposizione copre l’intero arco temporale della produzione dell’artista americano, dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni ’50 e ’60, attraverso circa 60 opere prestate per l’occasione dal Whitney Museum of American Art di New York. Sono esposti celebri capolavori: South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York interior (1921), Le Bistro or The Wine Shop (1909), Summer Interior (1909). Prestito eccezionale è il grande quadro intitolato Soir Bleu (ha una lunghezza di circa due metri), simbolo della solitudine, opera realizzata da Hopper nel 1914 a Parigi.

Edward Hopper, dipinto
Second Story Sunlight (1960) di Edward Hopper
Mostra Hopper Bologna, effetti speciali
Mostra Hopper Bologna, effetti speciali

L’esposizione Edward Hopper di Bologna è dislocata su due piani, nell’ultimo piano c’è un divertente gioco: la possibilità di farsi fotografare … all’interno dell’immagine di uno dei dipinti. Ci sono anche due postazioni interattive- touch screen che danno la possibilità di sfogliare il libro dei suoi schizzi.

La mostra Edward Hopper è allestita a Bologna, Palazzo Fava, Via Manzoni 2, fino al 26 luglio 2016. Orari: dal lunedì alla domenica: dalle 10 alle 20 (la biglietteria chiude un’ora prima). L’ingresso è di 13 euro con audioguida compresa.  Esposizione imperdibile!

Cinzia Malaguti

 

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