Castello di Fenis, gioiello della Valle d’Aosta, nasconde un segreto meraviglioso: non è stato costruito per fare la guerra, ma per sbalordire!

Il Castello di Fenis non si erge su un picco roccioso inaccessibile per fermare l’avanzata di un esercito, sorge su una lieve collina prativa, circondato da un bosco di castagni. Eppure, con la sua spettacolare doppia cinta muraria traforata da feritoie, le sue torri di guardia cilindriche e i suoi camminamenti di ronda, incarna l’immaginario perfetto di castello medievale. La sua vera forza non era la guerra, ma la propaganda: il Castello di Fenis fu una straordinaria macchina di rappresentazione del potere.

La fortificazione delle meraviglie

Costruito e ampliato tra il XIII e il XV secolo dalla potente famiglia Challant, il Castello di Fenis venne concepito per stupire. Chiunque percorresse la via Francigena e si avvicinasse alla corte, rimaneva abbagliato dalla complessa architettura scenografica:

  • Esterno bellico: torrette d’angolo, feritoie, imponenti mura e porte difensive pensati per proiettare un’immagine di invincibilità;
  • Cuore residenziale: superato il guscio difensivo, la rigida pietra lascia il passo alla raffinatezza del cortile interno, vero gioiello del tardo gotico alpino;
  • Affreschi, santi e draghi: la magia del castello si concentra nel cortile centrale, dominato da una scalinata semicircolare in pietra. Qui, su commissione di Bonifacio I di Challant, intorno al 1414, la bottega del maestro Giacomo Jaquerio, trasformò le pareti in un libro d’arte a cielo aperto. Saint Georges che uccide il drago per liberare la principessa, accoglie i visitatori dall’alto della scalinata. Tutt’intorno, sulle pareti che affacciano sui balconi, una galleria di saggi e filosofi dell’antichità stringe tra le mani cartigli srotolati con proverbi e massime di saggezza in francese antico.

All’interno, tra enormi camini in pietra e soffitti a cassettoni, le sale raccontano la vita quotidiana, gli sfarzi e la diplomazia di una delle dinastie più influenti delle Alpi.

Dimenticato per secoli e ridotto a stalla nel corso dell’Ottocento, il Castello è stato salvato e restaurato dall’Architetto Alfredo D’Andrade, tornando ad essere il monumento simbolo del Medioevo valdostano.

Guida pratica alla visita

Dove si trova: comune di Fenis.

Dove parcheggiare: parcheggio Tsanté de Bouva, situato accanto all’omonima area verde e parco giochi; da qui si raggiunge il Castello con una breve e piacevole passeggiata di circa 5-10 minuti.

Come visitarlo: la visita è solo guidata con numero contingentato; nei periodi di alta affluenza è consigliabile la prenotazione anticipata, diversamente occorre attendere il turno disponibile. La visita ha una durata di circa 40 minuti e, oltre al cortile centrale, sono visitabili solo alcune delle stanze.

Accesso cani: hanno accesso al Castello solo i cani di piccola taglia, ma in braccio o su trasportino durante tutta la durata della visita.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

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