Capanne celtiche e Cristo dell’Alpe sono due attrazioni che s’incontrano sul versante sud-occidentale del Monte Cimone, la montagna più alta dell’Appennino Modenese. Siamo nel territorio di Fiumalbo, ma per raggiungere queste bellezze storiche e naturalistiche dobbiamo arrivare a Doccia del Cimone e poi seguire l’apposito sentiero CAI 489 che, dai 1377 mt di altitudine di Doccia, arriva ai 1630 mt del Cristo dell’Alpe; questa è la via più breve (circa 3 ore e mezza tra andata e ritorno) e che richiede solo un minimo di preparazione fisica.


Arrivati con l’auto al parcheggio di Doccia del Cimone (1377 mt di altitudine), in prossimità dell’Agriturismo Alpe di Sara, intraprendiamo il sentiero che sale a lato dell’Agriturismo. Il sentiero diventa presto una mulattiera immersa nel bosco e, dopo pochi minuti, incontriamo una Capanna celtica integra (insomma, risistemata) e, poco più avanti, un’altra diroccata con solo una parete rimasta in piedi.

Le Capanne celtiche di Doccia del Cimone sono la testimonianza della presenza in queste terre (in particolare nei Comuni di Fiumalbo e Pievepelago) di popolazioni celtiche provenienti dal nord Europa nel IV secolo a.C. circa. Queste particolari abitazioni celtiche sono costruzioni in sasso caratterizzate da un tetto in paglia con curiosi gradoni e disposte seguendo il pendio. Le capanne celtiche erano così strutturate su due piani e disposte seguendo il pendio, in modo da sfruttare il livello del terreno per accedere al piano superiore dove si trovava il fienile; al piano inferiore, lo spazio serviva – invece – da ricovero, sia per gli uomini che per gli animali.

Dopo qualche immancabile fotografia alle Capanne celtiche, proseguiamo sul sentiero che, da mulattiera nel bosco di faggi, diventa un ampio percorso prativo che costeggia un fresco torrente e raggiunge un impressionante Muraglione (1514 mt di altitudine). Foto anche qui e poi via, ci aspettano ancora un paio di salite prima di raggiungere il Cristo dell’Alpe a 1630 metri di altitudine.

Cristo dell’Alpe è un pianale d’origine glaciale caratterizzato da una veduta panoramica strepitosa e vicina sulla cima del Monte Cimone e dalla presenza di un Cippo. Il cippo del Cristo dell’Alpe è un monumento in pietra arenaria sormontato da una croce, con l’immagine di Gesù ed una iscrizione che è una supplica alla protezione di Dio per i viandanti, i pastori e le sorgenti d’acqua. Curiosa la presenza a lato di due simboli del territorio scolpiti nella roccia: un volto, cioè una marcolfa d’antica tradizione celtica, ed una margherita (sì, quella che troviamo negli stampi delle tigelle modenesi).

Il pianale del Cristo dell’Alpe mostra tutta la bellezza di questa parte di Appennino. Davanti a noi, oltre alla vetta del Monte Cimone, riconoscibile per le antenne collocate in cima, osserviamo il tondeggiante Cimoncino, l’Abetone e, girando il capo, anche il Monte Giovo e il Monte Rondinaio, le montagne che abbracciano il Lago Santo Modenese.

Dopo tanta bellezza, ci spingiamo oltre per altri 150 metri per dissetarci con la fresca acqua potabile della provvidenziale Fonte di Rossano. Volendo proseguire, si raggiunge la vetta del Monte Cimone (2165 metri di altitudine), ma occorrerebbe ancora almeno 1 ora e mezza di salita impegnativa e, allora, rientriamo alla base ripercorrendo a ritroso lo stesso sentiero dell’andata, così per poter scattare ancora qualche foto alle Capanne celtiche.
Capanne celtiche e Cristo dell’Alpe. Per arrivare alla Croce dell’Alpe dall’Agriturismo Alpe di Sara, considerate 2 ore all’andata (con soste di riposo e foto) e un’ora e mezzo al ritorno, totale 3 ore e mezza.
Buona vita!
Cinzia Malaguti
