Trento, la città fortezza come la definirono gli austriaci quando faceva parte dell’Impero Asburgico. Trento passò a quello che era il Regno d’Italia con la fine della Prima guerra mondiale. Trento fu sede del Principato Vescovile che influenzò la vita politica e cittadina per ben otto secoli. Il Castello del Buonconsiglio era la residenza dei principi-vescovi ed è una visita imperdibile in questa elegante città. Anche la bella e quadrata Piazza del Duomo con la sua Cattedrale ed il contorno di palazzi storici ed affrescati è un plus a Trento.

Trento è una città elegante che si sviluppa su una delle colline alle porte delle Dolomiti, sulla direttrice del Brennero. Fu il Principato Vescovile a segnare la storia della città, nell’ambito germanico, per otto secoli, con maggiore o minore autonomia a seconda delle situazioni e dei personaggi, con il susseguirsi di 51 principi-vescovi, spesso scelti dal potere imperiale asburgico. Il Principato Vescovile venne soppresso da Napoleone nel 1803, quindi parliamo di una influenza che durò dal XI al XIX secolo.

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Piazza del Duomo
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Castello del Buonconsiglio
Palazzo Quetta – Alberti Colico

IL PALAZZO DEL BUONCONSIGLIO

Simbolo del potere vescovile che fu a Trento è il Castello del Buonconsiglio. Il Castello del Buonconsiglio che oggi possiamo ammirare è il risultato di una plurisecolare aggregazione edilizia con inizio nel XIII secolo e fine nel XVIII secolo, a partire da una struttura prettamente difensiva di gusto romanico a cui ne venne affiancata una più residenziale di gusto rinascimentale. Molto bello è anche il giardino all’italiana con le sue siepi geometriche ed il suo pergolato.

Visitare il Castello del Buonconsiglio è un viaggio nel tempo dove l’impressione finale è di una residenza imponente e lussuosa, signorile ed aristocratica, principesca, insomma veramente poco a che fare con la vera vita religiosa, ad esempio di San Francesco.

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Castelvecchio
Castelvecchio, corte interna a loggiati sovrapposti

La visita al Castello del Buonconsiglio inizia dall’edificio più antico, Castelvecchio, che risale alla prima metà del Duecento. Costruito a ridosso delle mura cittadine, su di un dosso roccioso da cui si domina la città, rivela ancora nella sua facciata la sua originaria destinazione militare e difensiva. Nel tempo subì importanti modifiche che ne ingentilirono progressivamente le forme severe, trasformandolo in un’elegante residenza. Alla seconda metà del Quattrocento risale la costruzione della raffinata loggia in stile gotico veneziano e la corte interna a loggiati sovrapposti, di un certo effetto scenico.

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Magno Palazzo, il Loggiato
Loggiato, affreschi

Il Magno Palazzo fu la residenza signorile voluta dal principe-vescovo Bernardo Cles. Il Magno Palazzo è collegato al Castelvecchio da un corridoio, chiamato L’andito a la chapela, con il soffitto decorato con rappresentazione del copricapo cardinalizio in un volo di putti alati; la decorazione di questo ambiente (XVI secolo), e di alcuni tra i più prestigiosi della residenza, fu affidata a Dosso Dossi, uno fra i più celebri artisti del tempo, pittore di corte a Ferrara. Nelle lunette, in collaborazione con il fratello Battista, egli realizzò la serie di Divinità dell’Olimpo, dichiarando la piena adesione del principe alla cultura umanista. L’ingresso al Magno Palazzo si apre in un cortile interno caratterizzato da un bel Loggiato frontale con pareti affrescate da Gerolamo Romanino con scene bibliche, storiche e mitologiche.

L’andito a la chapela
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Sala Grande

Dal Loggiato del Magno Palazzo si sale per arrivare alla Sala Grande. La Sala Grande è l’ambiente più ampio e solenne del palazzo ed era destinato ai ricevimenti e alle feste. La Sala Grande ha un ricco soffitto a cassettoni lignei ed un fregio pittorico dei fratelli Dossi che celebra le gioie del principe: stemmi e insegne sono portati in trionfo da cortei di putti; è presente anche un imponente camino in marmo sostenuto da una coppia di satiri. Di fianco alla Sala Grande c’è la Sala degli specchi decorata con stucchi dorati di ispirazione rococò che ospitavano le tele di Francesco Fontebasso, poi sostituite dagli specchi.

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Torre Aquila dal giardino
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Torre Aquila, Ciclo dei Mesi

Ora si accede alla Sala dalla quale un lungo corridoio conduce alla Torre Aquila. Per visitarla è necessario acquistare un biglietto supplementare specifico. La visita alla Torre Aquila è guidata e ad orari prestabiliti. E’ nella Torre Aquila che si trova il Ciclo pittorico dei Mesi, capolavoro del Gotico internazionale, che rappresenta una raffinata immagine della vita di corte al tramonto del Medioevo (XIV secolo). Il Ciclo dei Mesi fu dipinto da Venceslao, artista d’origine boema, su commissione del principe-vescovo Georg von Liechtenstein attorno all’anno 1400. Gli affreschi documentano con straordinaria fedeltà e grande forza poetica il mondo feudale al tramonto del Medioevo. In undici riquadri – il mese di marzo è perduto – viene descritto minuziosamente sia i lavori dei contadini sia gli svaghi della nobiltà all’interno di un paesaggio continuamente mutevole nell’avvicendarsi delle stagioni.

Dopo la fine del Principato Vescovile, nel 1803, il Castello, già occupato alla fine del Settecento dalle truppe napoleoniche, cessa di essere la dimora ufficiale del vescovo di Trento. Spogliato dei suoi arredi e danneggiato, nel corso del secolo diviene sede del comando militare austriaco e trasformato in caserma. Dopo l’annessione del Trentino all’Italia, nel anni Venti del secolo scorso, si intrapresero impegnativi restauri che portarono progressivamente la residenza al suo originario splendore che possiamo ammirare oggi.

Usciti dal Palazzo, da una porticina che si affaccia sul delizioso giardino, si accede alle Carceri dove furono imprigionati Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa perché si opposero alla germanizzazione del Trentino. Cesare Battisti, nato a Trento, fu impiccato in quella che è chiamata Fossa dei Martiri, all’interno delle mura del Castello, per alto tradimento; egli era entrato nell’esercito italiano che combatteva per scacciare gli asburgici dal Trentino, pur essendo cittadino dell’Impero austro-ungarico, di cui faceva parte Trento.

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Giardino
Fossa dei Martiri

LA PIAZZA DEL DUOMO ED I PALAZZI STORICI DI TRENTO

La bella e quadrata Piazza del Duomo di Trento è caratterizzata dalla presenza della Cattedrale di San Vigilio, della Fontana del Nettuno, del Palazzo Pretorio e di Palazzi Storici rinascimentali con pareti esterne affrescate. Altri bei Palazzi Storici affrescati esternamente si trovano su Via Belenzani, la via che arriva in Piazza Duomo da Via Roma e Via Manci.

In Piazza Duomo possiamo ammirare gli affreschi (XVI secolo) sulle case Cazuffi-Rella. In Via Belenzani, invece, fanno bella mostra di sé gli affreschi di Palazzo Geremia (XV-XVI secolo) e quelli di Palazzo Quetta – Alberti Colico (XIV, XV e XVI secolo). All’incrocio tra Via Manci e Via San Pietro si trova un altro bel palazzo storico: Casa Zabini-Zelgher (Casa al Canton) formata da logge e loggette sovrapposte con poggioli abbelliti in ferro battuto. All’angolo tra Via del Suffragio e Via San Marco si trova il Palazzo del Monte (XVI secolo) affrescato, anche se di difficile lettura a causa del degrado della pittura. Questi ultimi due palazzi si possono ammirare facilmente percorrendo la strada che da Piazza del Duomo porta al Castello del Buonconsiglio.

Case Cazuffi-Rella
Palazzo Geremia

In Piazza Duomo si trova l’imponente Cattedrale di San Vigilio del XIII secolo. L’interno è ricco di sculture lignee, tele e decorazioni; un grande rosone, la cosiddetta Ruota della Fortuna, illumina la navata. Le prime fasi del cinquecentesco Concilio di Trento, indetto quale reazione alle dottrine protestanti (calvinista e luterana), si tennero nella Cattedrale di San Vigilio (le ultime fasi, invece, vennero ospitate nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, sempre a Trento).

Annesso alla Cattedrale, si trova il Palazzo Pretorio che fu, tra il IX e il XIII secolo, la residenza dei vescovi tridentini, prima di trasferirsi definitivamente al Castello del Buonconsiglio. E’ un bel palazzo merlato con a fianco la Torre Civica.

Al centro della piazza si trova la Fontana del Nettuno, uno dei più importanti monumenti della città del XVIII secolo. Fu edificata nel periodo dell’Illuminismo per “salute e decoro della città”.

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Cattedrale di San Vigilio
Piazza del Duomo

A Trento si trova anche un importante e ricco Museo delle Scienze, il MUSE, ospitato in una struttura progettata da Renzo Piano. E’ un moderno museo di scienze naturali disposto su ben sei piani.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

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