Alle origini del nazismo: capire per prevenire

Un'interessante ricerca sul campo ci aiuta a comprendere le ragioni che hanno portato all'ascesa del nazismo, facendo emergere quanto vulnerabili siamo anche oggi.

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Campo di sterminio di Auschwitz, ingresso

Il nazismo si sviluppa in Germania a partire dalla classe media, solo marginalmente toccata dalla crisi economica, in una società in cui le divisioni sociali erano molto nette e discriminanti.

E’ stato fatto un gran lavoro di ricerca sul campo, a cura di William Sheridan Allen, che ha analizzato e raccolto documenti ed interviste sulle dinamiche che hanno dato origine allo sviluppo del nazismo in Germania. La ricerca è stata compiuta su una città a campione della Germania centrale, un microcosmo che ha permesso uno studio preciso e dettagliato, reso possibile grazie ad una borsa di studio concessa al ricercatore dalla Repubblica Federale Tedesca.

La ricerca ha individuato alcune componenti determinanti l’ascesa del nazismo:

  • la netta divisione sociale secondo linee classiste;
  • la grande depressione economica e la disoccupazione;
  • la paura delle classi medie e borghesi d’impoverirsi;
  • l’eccesso di patriottismo;
  • l’immobilismo e gli errori politici dei socialisti della SPD.

Divisione sociale

La divisione sociale era netta tra le classi, pure le organizzazioni del tempo libero erano classiste, cioè c’era ad esempio il club di pesca degli operai e quello della classe media. L’operaio disoccupato faceva paura alla borghesia che lo vedeva bighellonare imbruttito e nervoso. Dopo l’ascesa al potere di Hitler, le organizzazioni sociali classiste vennero distrutte, ma in senso peggiorativo; impedendo qualsiasi tipo di legame sociale, la popolazione fu ridotta allo stato di atomi singoli, non collegati socialmente, una massa che i nazisti potevano muovere come volevano. La divisione classista determinò l’esacerbazione di sentimenti di rivalsa e risentimenti sociali che spiegano la violenza di molti capi nazisti.

Depressione economica

Di fronte alla crisi economica avanzante, i cittadini furono inclini ad accettare cose che li avrebbero indignati o lasciati indifferenti in altre circostanze. La percezione d’’immobilismo politico dei socialisti al potere fece crescere l’impazienza di superare la depressione con la mano forte.

Paura della classe media e borghese

Fu la paura di perdere quanto conquistato duramente dopo la prima guerra ad alimentare il seme del totalitarismo. <<Anche gli uomini d’affari le cui aziende andavano bene, si preoccupavano della situazione generale in Germania; le banche, che pur non incontravano difficoltà nell’esigere i prestiti, cominciarono a ridurre tutte le assegnazioni di credito. Erano solo gli operai ad essere colpiti direttamente, ma il resto dei cittadini, ossessionati dalle facce tese dei disoccupati, si chiedevano: <<sarò io il prossimo?>>, <<quando finirà?>> e, poiché risposte chiare non ce n’erano, la disperazione crebbe.>> sottolinea William Sheridan Allen.

In questa situazione di paura cominciò a farsi sentire la voce dei nazisti che affascinarono il ceto medio con l’agilità organizzativa, la propaganda, il patriottismo.

Eccesso di patriottismo

L’eccesso di patriottismo esistente nella società nel periodo prehitleriano fu il grande cuneo morale che permise la penetrazione del nazismo.

Immobilismo ed errori politici dei socialisti della SPD

La SPD, partito al governo, appariva incapace di operare cambiamenti economici fondamentali, troppo fossilizzata nel tentativo di conservare la fedeltà della classe lavoratrice.

I socialisti non tentarono mai seriamente di trovare un accordo con la classe media e frequentemente offesero la sensibilità della borghesia per la loro miopia e la loro superficiale aggressività.

Conclusioni

Dalla ricerca di William Sheridan Allen risulta che mancò la capacità di capire realmente cosa fosse il nazismo; mancò la comprensione vera di quello a cui la città sarebbe andata incontro quando Hitler avesse conquistato il potere.

I cinque fattori che ho illustrato sono alla base di questa cecità e ci dovrebbero insegnare che il seme del totalitarismo non è scomparso, ma possiamo evitare di coltivarlo alimentando paure; contemporaneamente dobbiamo però alimentare il seme dell’integrazione e della fiducia nel futuro.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

Sheridan Allen, Come si diventa nazisti, Torino, Einaudi Editore