Finale Emilia ieri e oggi

Finale Emilia, in provincia di Modena, lega la propria millenaria storia al fiume Panaro. Il Panaro ora scorre fuori dal centro abitato, ma un tempo scorreva nel centro storico e favoriva trasporti e commerci.  Le attività mercantili propiziarono l’insediamento di una borghesia e di una nobiltà che molto investì nella costruzione di nuove residenze in città. Queste settecentesche residenze nobiliari fanno ancora bella mostra in città e ricordano gli antichi splendori.

Finale Emilia quando era attraversata dal Panaro

Finale Emilia fu luogo amato dagli Estensi, i signori rinascimentali di Modena, che ne fecero la loro residenza estiva e che soprannominarono Piccola Venezia. Lambita dal fiume Panaro, Finale Emilia era una tappa importante nel percorso fluviale che collegava Modena a Ferrara, Comacchio e Venezia. I commerci le diedero ricchezza e la borghesia vi fece costruire palazzi signorili. I palazzi testimoniano che Finale Emilia è stato uno dei pochi centri minori della regione che ha vissuto pienamente l’alta stagione architettonica del XVIII secolo, a riprova del ruolo geografico ed economico che ha storicamente svolto.

Finale Emilia quando era attraversata dal Panaro

Finale Emilia dista circa 42 chilometri da Modena; dopo aver visitato le bellezze storico-architettoniche di Modena e le sue eccellenze moderne, v’invito a visitare questo piccolo e tranquillo borgo e le sue tracce d’antichi splendori. Vi segnalo alcuni palazzi e la loro storia, ringraziando il FAI per la fonte.

Palazzo Nannini-Spinelli. Si trova in Corso Cavour 36 ed è della fine del Settecento. E’ costituito da un corpo principale con un’entrata su Corso Cavour e un’entrata di servizio, al lato opposto, sull’attuale Corso Matteotti. Il corpo principale è formato da tre piani ed è unito sul lato sud a edifici di servizio come scuderie, legnaie, lavanderie e rimesse, tutte raccolte attorno ad un bel giardino interno. Dopo l’Unità d’Italia, l’edificio apparteneva ad un israelita, commerciante di grano, che finì in bancarotta e fu acquistato da Bartolo Nannini, proprietario agricolo bondenese, intenzionato a trasferirsi con la famiglia a Finale Emilia. In seguito la proprietà passò ad Alberta Nannini che, nel 1947, sposò l’avvocato modenese Piero Spinelli. La coppia fissò qui la propria dimora e apportò alcune modifiche ed ammodernamenti. Una parte del palazzo è però conservata a memoria storica, a museo, con gli arredi d’epoca.

Finale Emilia, Palazzo Nannini Spinelli durante la visita FAI di Primavera

Palazzo Finetti. Si trova in Corso Cavour 15. L’elegante corpo residenziale settecentesco ha all’interno un grande giardino ornato da fontana. Di fronte si trova la barchessa di servizio che era un deposito di barche, in quanto sul lato opposto a quello visibile dal giardino, la proprietà era bagnata dal Panaro. La facciata della barchessa, rivolta verso la villa, è intonacata e di elegante fattura. Quando il fiume nel centro storico venne tombato, per motivi economici ed igienici, la barchessa venne adibita a stalla, a ricovero di carrozze ed abitazione del custode.

Finale Emilia, Palazzo Finetti, barchessa

Palazzo Borsari, ora Rossi. Si trova in via Frassoni 11. E’ uno dei più noti e citati palazzi di Finale Emilia per la sua imponenza e decorazioni esterne, in controtendenza rispetto agli stili dell’epoca che preferivano proiettare all’interno il lusso nobiliare; qui, invece, il lusso è anche all’esterno, con eleganti coronamenti a timpano e a lunetta, poggianti su peducci lavorati a riccio e a foglia d’acanto. Al plastico movimento della facciata principale, si contrappone il severo e scarno prospetto verso i giardini: un ampio spazio con serre ed edifici rustici con accesso secondario da corso Matteotti. All’interno, l’organizzazione degli spazi si articola in ampie sale di rappresentanza, dove la decorazione era affidata soprattutto agli stucchi in forma di volute e motivi floreali. Un importante scalone a tre rampe, originariamente scandito da un incedere di statue, porta al piano nobile.

Finale Emilia, Palazzo Borsari

Palazzo Bresciani-Rodriguez. Si trova in via Saffi 11/3. E’ insieme a Palazzo Borsari uno dei più noti e citati palazzi di Finale Emilia. La fondazione dell’edificio si colloca verosimilmente tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento, coerentemente con la commistione stilistica rilevabile dal basamento a scarpa e dai coronamenti delle finestre, ormai settecenteschi. Ad un restauro del 1846 si devono le fasciature in pietra sui portali e lo zoccolo sporgente dal fitto disegno a bugnato. All’interno, un elegante vano scala ha uno scaloncino a tre rampe sovrastato dallo stemma di famiglia e un fondale con la bella statua di Diana in stucco di fattura tardosettecentesca. Nel palazzo i lavori continuarono per tutto il XVIII secolo e oltre, come attesta la decorazione della loggia al piano nobile, di gusto neoclassico, scandita da una partitura architettonico-decorativa che la ricopre per intero, fungendo da cornice alle scene e alle immagini mitologiche.

Finale Emilia, Palazzo Bresciani-Rodriguez

Di palazzi signorili a Finale Emilia ce ne sono altri e passeggiando per il centro storico avrete modo di notarli; quelli segnalati sono solo rappresentativi di un’epoca, il Settecento, in cui questo borgo modenese aveva un ruolo economico importante nello scacchiere delle vie del commercio.

Cinzia Malaguti

Un pensiero riguardo “Finale Emilia ieri e oggi

I commenti sono chiusi