Bardi, il suo Castello e la Val di Taro

Bardi si trova sull'appenino parmense, dista da Parma 70 km ca. e da Chiavari 78 km ca; su uno sperone roccioso si trova il suo imponente castello medievale che copre interamente la sua sommità e ne segue le irregolari forme. La visita al Castello di Bardi offre tracce di storia e viste spettacolari sulla vallata, ma anche leggende su fantasmi e pietre psicoattive.

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Castello di Bardi

Bardi si trova sull’appenino parmense, dista da Parma 70 km ca. e dal mar Ligure di Chiavari 78 km ca; su uno sperone roccioso si trova il suo imponente castello medievale che copre interamente la sua sommità e ne segue le irregolari forme. Circondato da accoglienti montagne che disegnano delicati profili, addolciti dallo scorrere del fiume Ceno e, scollinando, del fiume Taro, la zona delle montagne parmensi, dove si trovano Bardi e Borgo Val di Taro, offre scenari affascinanti che, in autunno, assumono colori caldi e dorati.

Castello di Bardi
Val di Taro, paesaggio autunnale

Bardi si trova a 625 m. di altitudine, piccolo borgo dominato dal castello costruito, a partire dal IX secolo, su uno sperone di diaspro rosso. Da sobrio e minimale luogo di ritiro e rifugio contro le invasioni degli Ungari, il castello diventò – nell’arco di quattro secoli – lussuosa residenza principesca dei Landi, divenuti marchesi, grazie ad un’astuta diplomazia e ad un’attenta politica dei matrimoni, tattiche che – peraltro – contraddistinguono tutte le potenti signorie rinascimentali. L’assenza di eredi maschi, portò alla vendita del castello, nel 1682, ai Farnese, storici rivali dei Landi, finalmente impossessatisi del quel ambito castello. Da quel momento, il castello di Bardi smise di essere luogo centrale di potere (i Farnese risiedevano a Parma) e, meno di un secolo dopo, anche i Farnesi si estinsero per mancanza di eredi maschi ed il castello passò da una mano all’altra, a seconda degli equilibri ballerini del periodo. Con l’Unità d’Italia la fortezza divenne carcere militare, successivamente fu sede di uffici pubblici, fino agli anni ’80 del Novecento. Negli ultimi decenni il Castello di Bardi è stato oggetto di restauri conservativi e di valorizzazione che ne hanno permesso l’apertura al pubblico.

Castello di Bardi, ingresso

La visita al Castello di Bardi offre tracce di storia e viste spettacolari sulla vallata, ma anche leggende su fantasmi e pietre psicoattive.

Castello di Bardi, piazza interna
Castello di Bardi, veduta panoramica sulla vallata

La storia d’armi e di signori ha tracce nella sala con gli strumenti delle torture ai prigionieri, nei lunghi camminamenti di ronda, nell’austerità delle stanze e nella vastità dei luoghi con tanto di piazza interna; non aspettatevi mobili signorili o decorazioni preziose perché tutto ciò che ricordava ai Farnese i loro rivali Landi, fu distrutto o cancellato e per i Farnese, che qui non abitavano, il castello era solo un possedimento. La visita offre scorci panoramici molto suggestivi sulla vallata ed in autunno lo spettacolo di colori è assicurato.

Castello di Bardi, camminatoio interno
Castello di Bardi, decorazioni stanze signorili

Il Castello di Bardi è noto anche per la leggenda del fantasma di Moroello che vagherebbe per il castello in cerca di pace per la sua anima; la storia è quella dell’amore tra Moroello, comandante delle truppe, e Soleste, la figlia del castellano; l’epoca è tra il XV ed il XVI secolo; si narra che Moroello, di ritorno da una battaglia in cui sconfisse il nemico e grazie alla quale intendeva chiedere la mano di Soleste, si mise sulla via del ritorno trionfante con le armature e le insegne dei nemici, in segno di vittoria; Soleste, che era solita salire sul mastio per avvistare l’innamorato, vedendo le armature del nemico, pensò al peggio e si gettò dalla torre; quando Moroello arrivò al castello, appresa la notizia, fece altrettanto e la sua anima in pena vagherebbe ancora per il castello. L’altra leggenda riguarda il diaspro rosso, la pietra di quarzo su cui è costruito il castello; secondo alcune credenze, questa pietra emanerebbe energia positiva e stabilizzatrice.

Castello di Bardi, camminamento di ronda

Come avrete capito, i motivi per visitare il castello di Bardi sono tanti e ce n’è per tutti i gusti. A proposito di gusti, questa volta nel vero senso della parola, qui si mangia davvero bene, d’altra parte siamo nella provincia di Parma, riconosciuta città creativa per la gastronomia dall’Unesco. Volete l’indirizzo di una ottima trattoria? Eccovi accontentati: Trattoria Val Noveglia, Loc. Noveglia, 151, Bardi (Pr), tel. 0525.77143, chiuso il martedì.

Appennino parmense in autunno
Borgo Val di Taro, funghi porcini Igp

A circa 30 chilometri da Bardi, si trova Borgo Val di Taro, dove si celebra il prodotto tipico del territorio, il fungo porcino, con una rinomata sagra o fiera che si tiene nel mese di settembre.

Buone visite e buon appetito!

Cinzia Malaguti