Valsavarenche è situata nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso ed è una delle vallate più autentiche e selvagge della Valle d’Aosta; l’altra è la vicina Valle di Rhemes. Valsavarenche è immersa in una natura incontaminata, offre percorsi accessibili a tutti, storici rifugi d’alta quota e piccoli borghi ricchi di fascino alpino.

Il sentiero di fondovalle da Pont
Il punto di partenza ideale per esplorare la vallata a piedi è la frazione di Pont (1960 metri di altitudine), dotata di ampio parcheggio. Da qui si snoda il tranquillo sentiero di fondovalle che segue il corso del torrente Savara e raggiunge il Rifugio Tétras Lyre (2026 metri) in soli 15-20 minuti di cammino. Dal rifugio Tétras Lyre è possibile proseguire salendo ai 2732 metri del Rifugio Vittorio Emanuele.
Questo sentiero di fondovalle è un percorso pianeggiante e adatto a tutti, immerso tra pascoli verdi e boschi di larici con, sullo sfondo, l’imperioso gruppo del Gran Paradiso. E’, inoltre, un luogo perfetto per l’avvistamento della fauna selvatica; non è raro, di mattina presto o verso sera, scorgere stambecchi e camosci, mentre puoi trovare marmotte a poca distanza dal tracciato anche di giorno e anche a bordo strada mentre arrivi al parcheggio di Pont.


L’ascesa al Rifugio Vittorio Emanuele II
Per chi cerca un’esperienza ad alta quota, dal Rifugio Tétras Lyre, parte il sentiero che conduce al Rifugio Vittorio Emanuele II, prima salendo in mezzo al bosco, poi su mulattiera reale, fino ai 2732 metri di altitudine del rifugio, con un dislivello totale di circa 700 metri di costante salita, ma non esposta e percorribile in circa 2,30- 3 ore (solo andata).
L’arrivo: il rifugio è caratterizzato dalla sua iconica cupola metallica ed è affacciato su un laghetto glaciale, ai piedi del ghiacciaio del Gran Paradiso; rappresenta la base principale per la scalata all’unica cima oltre i 4000 metri interamente in territorio italiano.


Sosta e cultura a Dégioz
Scendendo lungo la valle in auto si incontra Dégioz (1540 metri), capoluogo e centro principale della Valsavarenche.
Punti d’interesse: piccoli vicoli tradizionali, architetture in pietra e legno e un’atmosfera d’altri tempi; nella vicina frazione Revenaud si trova un alpeggio con vendita di ottima fontina (ben segnato sulla strada provinciale “vendita formaggi”).


Che si tratti di una passeggiata rilassante lungo il torrente, di un’escursione verso i rifugi storici o di una sosta culturale tra le case di montagna, la Valsavarenche regala un contatto diretto e genuino con la natura alpina.
Buona vita!
Cinzia Malaguti
