Conoscere Firenze: David a confronto

Dal David di Michelangelo al David di Donatello e al David del Verrocchio, scopriamo i capolavori di tre artisti che trovarono ispirazione nella Firenze Rinascimentale. Essi rappresentano una personale interpretazione del giovane David narrato nella Bibbia, ma racchiudono anche valori civici e politici. Vederli dal vivo è un'esperienza indimenticabile di rara bellezza.

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David di Michelangelo, Galleria dell'Accademia, Firenze

Dal David di Michelangelo, custodito alla Galleria dell’Accademia, al David di Donatello e al David del Verrocchio, conservati al Museo Nazionale del Bargello, scopriamo i capolavori di tre artisti che trovarono ispirazione nella Firenze Rinascimentale, contribuendo a renderla centrale. Essi rappresentano una personale interpretazione del giovane David, l’eroe narrato nella Bibbia che difese il suo popolo dal gigante Golia. Vederli dal vivo è un’esperienza indimenticabile di rara bellezza.

Il tema della lotta tra David, il giovane pastore e futuro re d’Israele, e il gigante Golia fu uno dei più popolari dell’arte medievale e nel Rinascimento assunse valori simbolici di umiltà e coraggio. Per queste ragioni i maggiori artisti dell’epoca si cimentarono nella rappresentazione di David, in particolare: Michelangelo, Donatello, Verrocchio; essi ci hanno lasciato sculture meravigliose per bellezza e maestria.

Il David di Donatello

Donatello (1386 – 1466) fu il primo artista a rappresentare David in figura nuda e isolata da un contesto architettonico ed il suo David è certamente la sua opera più nota. Fu realizzato verso il 1440, su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici che lo fece collocare al centro del cortile di Palazzo Medici; dopo la cacciata della Signoria da Firenze nel 1494, il David fu requisito e posto nel cortile di Palazzo Vecchio, come eroe civico della Repubblica Fiorentina. Oggi è custodito nel Museo Nazionale del Bargello a Firenze.

David di Donatello, Museo del Bargello, Firenze
David di Donatello, Museo del Bargello, Firenze

Il David di Donatello è in bronzo, è alto 1,58 metri e fu innovativo nel modo di rappresentare David, non più re barbuto, scrittore e musico, ma adolescente con portamento orgoglioso, nudo, con in testa un cappello toscano e con i piedi sopra la testa di Golia, appena sconfitto. Il valore simbolico non manca: la nudità dell’adolescente pastore allude simbolicamente all’umiltà e al coraggio che sconfiggono la superbia e la forza bruta di Golia.

Il David di Donatello fu un punto di riferimento per i successivi David rinascimentali che ripresero la sua sensualità ed adottarono anche la sua caratteristica posa (mano sul fianco, gamba piegata, leggera inclinazione).

David di Donatello, Museo del Bargello, Firenze
David di Donatello, Museo del Bargello, Firenze

Info per vedere il David di Donatello.  Il capolavoro di Donatello è esposto al Museo Nazionale del Bargello, via del Proconsolo 4, Firenze; aperto tutti i giorni, ad esclusione del lunedì, dalle 8,15 alle 17.  Nel Salone di Donatello si trovano anche altre sculture pregevoli dell’artista fiorentino.

Museo Nazionale del Bargello, scalinata cortile interno, Firenze
Museo Nazionale del Bargello, scalinata cortile interno, Firenze

Il David del Verrocchio

Il David del Verrocchio è alto 1,25 metri ed anch’esso è esposto al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, nel Salone di Donatello, dove si trova il David di Donatello, a cui si ispira, ma da cui si distingue.

Il David del Verrocchio fu realizzato, sempre in bronzo, nel 1473 da Andrea del Verrocchio (1436 – 1488), quindi trent’anni dopo quello di Donatello. Andrea del Verrocchio fu maestro di Leonardo e di Botticelli; egli seguì l’idea di Donatello per quanto riguarda l’età adolescenziale e l’atteggiamento trionfante sulla testa di Golia, ma gli diede una connotazione ancora più altera ed un’anatomia più fragile e androgina.

Il David del Verrocchio, diversamente da quello di Donatello, è vestito; la nudità di David è coperta con una tunica corta e una corazza; nel suo insieme è una figura quasi infantile, ma eroica. La statua del Verrocchio fu considerata dai contemporanei una metafora delle virtù civiche che si attribuivano alla città-Stato di Firenze: più piccola di altre, come Milano e Roma, ma forte ed eroica nella sua resistenza contro i nemici; questo valore metaforico, pur presente anche nel David di Donatello, ha qui un effetto più accentuato, probabilmente grazie al vestimento e alla corazza.

David del Verrocchio, Museo del Bargello, Firenze
David del Verrocchio, Museo del Bargello, Firenze

L’opera fu commissionata da Piero de’ Medici, padre di Lorenzo il Magnifico, probabilmente dopo una congiura che aveva tentato di spodestarlo, nel 1466. Nel 1476, i figli di Piero, Lorenzo e Giuliano, vendettero il David al governo della città che, in quanto eroe civico e simbolo cittadino, lo collocò all’ingresso della sala dei Priori a Palazzo Vecchio. Per adattarlo alla nuova sistemazione, fu chiesto al Verrocchio di spostare nella posizione attuale la testa di Golia, che in origine era posta accanto al piede destro di David. Dal 1476 fino al XVII secolo, la statua rimase in quella collocazione in Palazzo Vecchio, sopra la colonna terminante con il capitello marmoreo scolpito con gli stemmi della città, che tuttora conserva. Un recente restauro ha consentito di recuperare parte delle dorature originarie.

Due cenni sul Museo Nazionale del Bargello a Firenze che ospita anche il David del Verrocchio. Il Museo Nazionale del Bargello raccoglie diverse opere d’arte e di vario genere; oltre al Salone di Donatello di cui vi ho parlato, meritano attenzione la sala delle maioliche e quella degli avori, le bellissime terracotte invetriate e la sala dei bronzetti.

Terracotta invetriata di Giovanni della Robbia, ca 1521, Museo del Bargello, Firenze
Terracotta invetriata di Giovanni della Robbia, ca 1521, Museo del Bargello, Firenze
Bronzetto Ercole ed il Centauro, Giambologna, Museo del Bargello, Firenze
Bronzetto Ercole ed il Centauro, Giambologna, Museo del Bargello, Firenze

Il David di Michelangelo

Era il 1501 quando Michelangelo Buonarroti firmò un contratto per scolpire su marmo una statua di David, ma la storia del David di Michelangelo iniziò circa quarant’anni prima. Quando Michelangelo accettò l’incarico di costruire una statua monumentale da porre all’esterno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, altri avevano rinunciato; Agostino di Duccio aveva, addirittura, iniziato, ma poi considerò l’impresa superiore alle sue forze ed abbandonò nel laboratorio della Cattedrale il blocco di marmo lavorato a metà. Quando, dunque, Michelangelo iniziò l’opera, il blocco di marmo era già stato parzialmente lavorato.

David di Michelangelo, Galleria dell'Accademia, Firenze
David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze

Michelangelo aveva 26 anni quando, nel settembre del 1501, iniziò il lavoro; l’artista non voleva essere disturbato durante l’avanzamento dei lavori e nemmeno che l’opera venisse vista prima del suo termine, così costruì un recinto di tavole di vari metri d’altezza che nascondesse il blocco di marmo. Michelangelo trascorse ventuno mesi sul ponteggio scalpellando il blocco di marmo, senza l’aiuto di assistenti, dedicando gran parte delle sue giornate al suo lavoro, con una dedizione completa. Il 23 giugno del 1503, quando la statua era quasi finita, la struttura che la nascondeva venne smontata e l’opera fu mostrata ai fiorentini che ne rimasero sbalorditi.

David di Michelangelo, Galleria dell'Accademia, Firenze
David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze

Il David di Michelangelo rompe con le precedenti rappresentazioni di Donatello e del Verrocchio: il marmo di Michelangelo trasforma l’adolescente della Bibbia in un gigante. Il David di Michelangelo è un uomo atletico nella pienezza della vita, non l’adolescente rappresentato da Donatello e dal Verrocchio, ma cambia anche il momento rappresentato. Mentre Donatello e Verrocchio hanno scolpito un adolescente vittorioso su Golia, Michelangelo ha rappresentato il momento precedente lo scontro, nell’atto di preparazione al duello.

Il David di Michelangelo è alto 5,17 metri e pesa 5572 chili, ma ciò che più impressiona sono due caratteristiche: la definizione perfetta di ogni muscolo, osso, tendine e l’espressività della figura. La perfezione legata al primo aspetto è probabilmente frutto della dissezione di cadaveri che Michelangelo praticava per conoscere nei dettagli l’anatomia umana. Un talento incredibile viene anche dall’espressività data alla figura del David, rappresentato nel momento in cui è concentrato e pronto per iniziare il duello; la figura ha un aspetto contenuto e di attesa, con un corpo in tensione sul punto di lanciarsi nella lotta; allora, lo sguardo, la postura, la posizione delle gambe, ma anche le vene in rilievo nelle mani e braccia per la tensione, trasmettono un’energia che pare strano provenire da un blocco di marmo; questo è puro talento artistico.

David di Michelangelo, Galleria dell'Accademia, Firenze
David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze

Per comprendere meglio anche il valore simbolico del David di Michelangelo occorre contestualizzarlo. Allora, abbiamo detto che l’opera venne iniziata da Michelangelo nel 1501, in quel periodo Firenze era una Repubblica, nata dopo l’espulsione, nel 1494, dei Medici, la famiglia che l’aveva governata per i sessant’anni precedenti. Nel 1494, i fiorentini cacciarono Piero II de’ Medici (figlio di Lorenzo il Magnifico) accusato di aver ceduto alle imposizioni del re francese Carlo VIII, ed instaurarono una Repubblica che resistette fino al 1512. Michelangelo si identificava molto con il nuovo regime, così al suo David volle dare anche un significato simbolico: David rappresentava il coraggio di un popolo che era riuscito a cacciare i corrotti Medici ed era pronto ad intraprendere un nuovo cammino, anche di lotta per recuperare Pisa, ceduta a Carlo VIII di Francia da Piero II de’ Medici. Un tale significato simbolico e politico doveva trovare una collocazione adeguata che non poteva essere quella inizialmente pensata dei contrafforti della Cattedrale. La decisione sulla collocazione finale fu demandata ad un comitato formato da una trentina di esperti, tra i quali anche Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli e Filippino Lippi; la maggioranza si espresse  a favore di Piazza della Signoria, accanto a Palazzo Vecchio, sede istituzionale della città, all’aperto davanti al Palazzo. Il trasferimento delle cinque tonnellate e mezzo di marmo della statua, dal laboratorio della Cattedrale alla Piazza della Signoria, fu un’impresa che durò quattro giorni ed impiegò oltre trenta uomini.

David di Michelangelo, Galleria dell'Accademia, Firenze
David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze

Il David di Michelangelo rimase in Piazza della Signoria fino al 1873, nonostante le alterne vicende politiche; da quell’anno, il David di Michelangelo si trova alla Galleria dell’Accademia, per proteggerlo dalle intemperie. Nella sede originale, nel 1910, venne collocata una copia a grandezza naturale, quale simbolo indiscusso della città e della sua storia.

Galleria dell'Accademia, Firenze, il salone con il David di Michelangelo
Galleria dell’Accademia, Firenze, il salone con il David di Michelangelo

La Galleria dell’Accademia si trova in via Ricasoli 58/60 a Firenze, a pochi passi da Piazza Duomo; è aperto tutti i giorni, ad esclusione del lunedì, dalle 8,15 alle 18,50. Consiglio vivamente di acquistare on line il biglietto, se volete evitare ore di fila, ma fatelo almeno una settimana prima della visita, per non trovare “esaurito”.

Ratto delle Sabine, Giambologna, Galleria dell'Accademia, Firenze
Ratto delle Sabine, Giambologna, Galleria dell’Accademia, Firenze

La Galleria dell’Accademia custodisce anche altre opere di grande valore artistico, soprattutto a motivo religioso; sottolineo la presenza del Ratto delle Sabine del Giambologna, opera del 1582, alta 4,10 metri, precedentemente collocata in Piazza della Signoria; importante è anche la presenza di opere di Sandro Botticelli, tra le quali Madonna con Bambino San Giovannino e due angeli del 1470 ca.

David di Michelangelo, Galleria dell'Accademia, Firenze
David di Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze

Conclusioni

Il David di Michelangelo è indubbiamente quello più affascinante, per le dimensioni monumentali, per la forza espressiva, per la fatica e la dedizione profuse dall’artista e per il bianco materiale utilizzato.

Il David di Michelangelo, il David di Donatello ed il David del Verrocchio sono tre capolavori dell’arte italiana del Rinascimento, amati ed ammirati in tutto il mondo.

Vederli dal vivo riempie il cuore e la mente di positività, perché l’essere umano ha sì tanti difetti, ma è anche capace di produrre straordinarie bellezze.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

I. Monteira, Apoteosi del Rinascimento. Il David di Michelangelo, su Storica NG nr. 99

U. Baldini, Michelangelo scultore, Milano, Rizzoli, 1973

A. Forcellino, Michelangelo. Una vita inquieta, Bari, Laterza, 2005

 

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