Lago di Ridracoli è un frastagliato e ampio bacino d’acqua cristallina incastonato tra le faggete più imponenti e fitte d’Europa. Il lago di Ridracoli, alimentato dalle acque pure del fiume Bidente, sorge nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, rappresentando uno straordinario punto d’incontro tra l’ingegneria umana, la tutela ambientale e la divulgazione scientifica.

Diversamente dalla maggior parte delle dighe, quella di Ridracoli ha come scopo primario la raccolta e distribuzione dell’acqua in tutto il territorio romagnolo, secondaria è la produzione di energia elettrica. Si calcola che circa il 50% dell’acqua che arriva nei rubinetti delle case in Romagna, provenga dal Lago di Ridracoli. Fu costruita alla fine degli anni Settanta in un territorio dove non c’erano case o villaggi da espropriare, quindi senza creare particolari disagi.

Il polmone verde del Parco

La diga si erge a circa 557 metri di altitudine, circondata da una coltre boschiva che domina il paesaggio con una fittezza quasi alpina. L’area circostante è il regno incontrastato di:

  • Faggi secolari: Alberi monumentali che d’autunno tingono le pendici di tonalità calde e rugginose, mentre in estate creano una volta verde capace di filtrare la luce in giochi d’ombra suggestivi.
  • Abeti bianchi storici: Testimoni delle antiche cure silvane dei monaci di Camaldoli, che qui gestivano i boschi secoli fa per ricavare il legname destinato agli arsenali marittimi.
  • Castagneti monumentali: Testimonianza dell’economia rurale di un tempo, oggi integrati in un habitat protetto dove la biodiversità floreale e faunistica è rimasta intatta.

Un ecosistema di altissimo valore faunistico

La fittezza degli alberi e l’isolamento della valle creano l’habitat ideale per una fauna selvatica tra le più ricche dell’Appennino settentrionale. I boschi che circondano il lago ospitano popolazioni stabili di:

  • Ungulati: Cervi, caprioli e daini che trovano rifugio tra la vegetazione e scendono talvolta a bere lungo le sponde.
  • Lupi appenninici: Predatori chiave che presidiano l’ecosistema forestale, ristabilendo gli equilibri naturali.
  • Avifauna protetta: L’aquila reale, il falco pellegrino e numerose specie di picchi che nidificano nei tronchi cavi degli alberi più vecchi.

Idro: il Museo dell’Acqua e della Diga

Inserito in questo contesto naturalistico di eccezionale bellezza sorge Idro – Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, un polo museale interattivo che funge da chiave di lettura per comprendere il legame profondo tra l’uomo, la montagna e la risorsa idrica.

Il museo si sviluppa su più piani offrendo un percorso immersivo e tecnologico:

  • La scoperta della risorsa: Attraverso sale multimediali, plastici interattivi e postazioni di realtà virtuale, i visitatori possono esplorare il ciclo dell’acqua e scoprire la storia geologica del territorio.
  • Il racconto del bosco e dell’ingegneria: Sezioni dedicate spiegano come la grande diga ad arco-gravità (alta oltre 100 metri) si inserisca nell’ecosistema del Parco senza snaturarlo, garantendo l’approvvigionamento idrico a gran parte della Romagna.
  • Il ponte tra passato e futuro: Idro documenta anche la memoria storica della valle, l’antico lavoro dei boscaioli e la gestione secolare delle foreste casentinesi da parte degli ordini monastici.

L’equilibrio tra risorsa idrica e natura

La diga e il museo non rappresentano corpi estranei, ma si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante. L’invaso riflette le sagome scure delle montagne e dei boschi fitti, creando un contrasto visivo potentissimo tra l’azzurro profondo dell’acqua e il verde cupo delle chiome.

Esplorare Ridracoli e visitare Idro significa immergersi in un’esperienza totale: un viaggio che unisce la contemplazione di un Appennino selvaggio, antico e gelosamente custodito, alla consapevolezza tecnologica ed ecologica di una delle risorse più preziose del nostro territorio.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

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