Vladimir di Kiev e la fine del paganesimo in Rus’

Verso la fine del IX secolo sorse il più antico stato organizzato slavo-orientale: la Rus’ di Kiev. La Rus’ era uno stato medioevale monarchico, localizzato in parte del territorio delle odierne Ucraina, Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia orientali e con capitale Kiev, per lungo tempo.

La Rus’ di Kiev fu uno stato pagano fino all’arrivo al trono di Vladimir I che, nel 988, si convertì al cristianesimo, distrusse gli idoli pagani a Kiev e ordinò il battesimo collettivo di tutta la popolazione nel fiume Dnepr.

Il territorio dell'antica Rus'
Il territorio dell’antica Rus’

La conversione al cristianesimo di Vladimir I fu il risultato di una ricerca spirituale e culturale che lo portò ad incontrare rappresentanti delle principali religioni monoteistiche, ma andiamo per gradi.

Vladimir I nacque nel 955, figlio illegittimo del principe Sviatoslav I e di Malusa, la cameriera di sua nonna Ol’ga. Grazie alla raccomandazione dello zio materno  Dobrynja, Sviatoslav nomina Vladimir principe di Novgorod. Vladimir era un uomo ambizioso e così non tardò ad affrontare una lotta fratricida per strappare al fratellastro Jaropolk il trono di Kiev. Dopo essersi impadronito del trono del fratellastro, ne violentò la vedova, Predslava, che diede alla luce Svjatopolk il quale, dopo la morte di Vladimir, intraprese a sua volta una lotta fratricida per la successione. Le lotte fratricide erano di casa nella Vladimir family!

Vladimir I di Kiev
Vladimir I di Kiev

Nell’anno 988, Vladimir conquistò la città di Chersoneso, nella penisola di Crimea, che faceva parte dell’impero bizantino.

Nel contempo, la vita molto materialista di Vladimir cominciava a dargli noia; il sovrano di Kiev praticava la poligamia, aveva avuto figli da cinque donne diverse, aveva parecchie concubine e portava nella sua residenza donne sposate e fanciulle, come racconta Cronaca degli anni passati di Nestore l’Annalista, la fonte più antica sugli slavi orientali. Stanco di quella vita, in Vladimir cominciò a maturare il bisogno di ricerca spirituale che lo portò ad incontrare rappresentanti di varie religioni per poter scegliere quale abbracciare e ad inviare emissari nelle loro varie capitali per ulteriori indagini. Gli inviati a Costantinopoli tornarono entusiasti della cristianità bizantina, conquistati dai loro riti e dalle architetture religiose, portando così Vladimir verso la scelta finale. La fede musulmana fu respinta perché Vladimir non apprezzò il divieto di bere alcol, considerato un diritto per i russi, oltre a quello di mangiare maiale.

Il battesimo di Vladimir I di Kiev in un dipinto di Viktor Vasnecov
Il battesimo di Vladimir I di Kiev in un dipinto di Viktor Vasnecov

Mosso dal suo nuovo fervore religioso, Vladimir propose all’imperatore d’Oriente Basilio II, la restituzione di Chersoneso in cambio della concessione della mano della sorella Anna Porfirogenita. La proposta di matrimonio fu accettata con la condizione che il sovrano si convertisse al cristianesimo. Affare fatto!

Con la conversione al cristianesimo e la cristianizzazione forzata del suo regno, a Vladimir fu perdonata la sua precedente condotta.

Vladimir nell'atto di distruggere le statue dei pagani
Vladimir nell’atto di distruggere le statue dei pagani

Dopo la conversione, Vladimir promosse la costruzione di chiese a Kiev e in tutto il suo regno e di scuole per istruire i bambini alle Sacre Scritture.

Vladimir I morì a Berestovo, vicino a Kiev, il 15 luglio del 1015; gli succedette il figlio Jaroslav I, dopo aspre lotte fratricide, ma il suo divenne un periodo di prosperità e fioritura culturale.

Vladimir e la moglie Anna furono sepolti nella Chiesa delle Decime a Kiev che nel 1935 fu distrutta per volontà delle autorità sovietiche.

Kiev, Cattedrale di San Vladimir
Kiev, Cattedrale di San Vladimir

A memoria della conversione al Cristianesimo della Rus’ di Kiev e del ruolo di Vladimir nella storia della Chiesa ortodossa slava, a Kiev fu eretta, dal 1859 al 1882, la Cattedrale di San Vladimir, che ancora oggi possiamo ammirare.

Cinzia Malaguti

 

 

 

 

Fonte:

Storica NG nr. 83

R. Bartlett, Storia della Russia, Milano, Mondadori, 2007

N. l’Annalista, Cronache degli anni passati, Milano, Edizioni San Paolo, 2005

 

 

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