L’uomo e i fiumi

Le città più antiche si sono tutte sviluppate intorno a fiumi perché ci forniscono gli elementi essenziali per la vita: acqua dolce, cibo, vie di comunicazione. La vita umana non si è sviluppata solo intorno a fiumi pacifici e temperati, ma ha dovuto e deve fare i conti con fiumi che possono straripare, gelarsi o scomparire, costringendo l’uomo a correre dei rischi. Ecco alcune storie di esseri umani che sopravvivono nell’habitat più imprevedibile del mondo.

Il Mekong è il fiume più grande del sud-est asiatico, nel periodo dei monsoni va in piena e la sua portata aumenta di 20 volte. Tra la Cambogia ed il Laos, forma le rapide più estese del mondo, le cascate di Khone; in questa zona, i pesci che migrano restano intrappolati in attesa di risalire le rapide, un posto quindi perfetto per pescare, ma anche estremamente pericoloso, tuttavia c’è che rischia la vita per poter sfamare la sua famiglia.

Cascate di Khone, sud-est asiatico
Fiume Mekong, cascate di Khone, pescatore

Non è solo la forza dell’acqua a rendere pericolosi i fiumi, ma anche la loro imprevedibilità, i loro imprevedibili cambiamenti di stato. Interpretare correttamente un fiume può significate la differenza tra la vita e la morte, come succede nella Valle dello Zanskar, ai margini del Tibet, nel cuore dell’Himalaya; in inverno, per portare i figli a scuola, può essere necessario percorrere il fiume gelato e se si sbaglia a mettere i piedi, si finisce nell’acqua gelata, dove si sopravvive solo pochissimi minuti.

Valle dello Zanskar, in cammino sul fiume gelato
Valle dello Zanskar, in cammino sul fiume gelato

Ad Ottawa, in Canada, il disgelo trasforma il fiume Rideau nel nemico pubblico numero 1; i blocchi di ghiaccio che navigano durante il disgelo rischiano di creare una diga che potrebbe provocare un allagamento devastante; le guardie canadesi intervengono spaccando con la dinamite, in maniera controllata, per far defluire le acque.

Ottawa, Canada, inverno
Ottawa, Canada, durante il disgelo

I fiumi più grandi del mondo sono i più pericolosi per gli esseri umani perché, quando sono in piena, il loro aumento di portata può causare morte e distruzione. Spesso tutto avviene senza preavviso, cosicché si può solo tentare di fuggire; è il caso del Bangladesh dove, quando il Gange e i suoi affluenti straripano, decine di milioni di persone possono restare senza casa; il fiume in piena si porta via interi pezzi di terra abitata.

Inondazioni del Gange in Bangladesh
Inondazioni del Gange in Bangladesh

In America del Sud è il Rio delle Amazzoni che, con le sue inondazioni, trasforma le case su terra in case sull’acqua; per sopravvivere gli abitanti dei villaggi pescano le tartarughe, ma senza esagerare, per permetterne la riproduzione e nutrirsi anche l’anno successivo. Sul Rio delle Amazzoni, nel periodo della piena (giugno), il livello del fiume sale anche di 7 metri e per raggiungere la terra più vicina occorre remare anche fino a sei ore, tanto sono estese le inondazioni di questo grande fiume sudamericano.

Rio delle Amazzoni, villaggio prima della piena
Rio delle Amazzoni, villaggio dopo la piena
Rio delle Amazzoni, vita durante la piena
Rio delle Amazzoni durante la piena

Alcune creature che abitano i fiumi sono una minaccia diretta per gli esseri umani, come in Africa dove il fiume Zambesi ospita coccodrilli ed ippopotami, tra gli animali più pericolosi del continente. Per poter pescare, gli abitanti dei villaggi devono spingersi dove nessun animale pericoloso osa avventurarsi, cioè dove la corrente del fiume è più forte, dove rapide e cascate, come le Cascate Vittoria, rendono precaria non solo la pesca, ma anche la vita stessa dei pescatori.

Coccodrillo nel fiume Zambesi, Africa
Pescatori in prossimità delle Cascate Vittoria
Pescatori alle Cascate Vittoria
Pescatori alle Cascate Vittoria

C’è un caso in cui il fiume non permette all’uomo di sopravvivere, quando è in secca. Quando un fiume è in secca scompaiono con esso tutte le forme di vita, ma qualcuno ha trovato il modo di farsi aiutare dalla natura selvaggia per trovare, nonostante tutto, acqua. Nel Kenya del nord a volte non piove per otto mesi, allora gli uomini del villaggio si affidano agli elefanti per sapere dove si trova la falda freatica più vicina alla superficie; gli elefanti, infatti, escono di notte e, con il loro olfatto molto sviluppato, riescono a trovare le falde d’acqua sottoterra; dopo aver bevuto, gli elefanti rabdomanti depositano gli escrementi, agli uomini basta seguirne la traccia per trovare l’acqua.

Fiume in secca nel Kenya del nord

In Mali alcuni villaggi sono costruiti con il fango di un affluente del fiume Niger, il loro problema è proteggere le loro case dalle piogge, cosicché ogni anno devono ripassarle con un intonaco fatto di riso fermentato e fango.

Mali, fiume in secca e case di fango
Mali, moschea e case di fango

Nell’India nord-est, una cultura ha trovato il modo di gestire i suoi fiumi impetuosi. Nel Meghalaya, a quasi 2000 metri di quota, c’è il luogo più umido e piovoso della terra: in un anno sono caduti 25 metri di pioggia, durante il monsone estivo, un record mondiale. Qui alcuni abitanti ingegnosi hanno costruito e mantengono i ponti vivi, necessari per superare i fiumi e i torrenti pieni d’acqua; i ponti vivi sono ponti costruiti con le radici aggrovigliate del fico strangolatore. Meraviglioso!

Meghalaya, India del nord
Meghalaya, ponti vivi
Meghalaya, ponti vivi
Meghalaya, ponti vivi

I fiumi possono darci tanto, ma anche portarci via tutto, saremo sempre in balia della loro natura selvaggia; tuttavia, il bisogno aguzza l’ingegno, così l’essere umano, con la sua intelligenza ed adattabilità, riesce a vivere anche nell’habitat più imprevedibile del mondo.

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentario Human Planet – Fiumi della BBC su Rai Play

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