L’Ultima cena di Leonardo

Ci mise quattro anni Leonardo da Vinci a dipingere l’Ultima cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Era il 1494 quando Leonardo ricevette l’incarico da Ludovico Sforza duca di Milano e lo eseguì seguendo una tecnica nuova, diversa dall’affresco, purtroppo causa della sua fragilità.

La nuova tecnica utilizzata da Leonardo consisteva nel dipingere non direttamente sul gesso umido, bensì su uno strato di biacca (carbonato di piombo) steso sul gesso che gli permetteva di dipingere più lentamente. Leonardo era infatti altalenante nella sua attività pittorica; egli alternava intere giornate passate a dipingere con altre in cui si limitava a riflettere sul lavoro fatto e da farsi o limitate a poche pennellate, inconciliabili con una pittura a fresco che richiede tempi brevi prima che la parete secchi. Purtroppo, questa tecnica si rivelò molto sensibile a determinate condizioni atmosferiche, soprattutto all’umidità eccessiva; fu così che nel giro di pochi anni i colori originali si alterarono e il dipinto cominciò a sgretolarsi. Furono eseguiti negli anni diversi restauri inefficienti, inoltre durante la campagna di Napoleone del 1796, il locale fu addirittura impiegato come stalla.  Fu solo all’inizio del secolo scorso che venne condotto il primo restauro su base scientifica, teso a fissare le parti che si staccavano, mantenendo tutti i ritocchi fatti fino a quel momento. Nel 1943 una bomba alleata distrusse quasi completamente Santa Maria delle Grazie, ma i muri del refettorio rimasero in piedi, quasi miracolosamente, cosicché l’opera di Leonardo si salvò.

Ultima cena di Leonardo da Vinci, ricostruzione dei personaggi raffigurati
Ultima cena di Leonardo da Vinci, ricostruzione dei personaggi raffigurati

L’Ultima cena di Leonardo che oggi possiamo ammirare nella ricostruita Chiesa convento Santa Maria delle Grazie è il frutto di un restauro integrale, compiuto tra il 1978 ed il 1999, che riuscì a recuperare frammenti degli originali colori e delle espressioni dei personaggi, deformati dai numerosi ritocchi con colla e stucco a cui era stato sottoposto nel corso del tempo. 21 anni di pregevoli restauri conservativi diretti da Pinin Brambilla Barcilon.

L’Ultima cena di Leonardo è un capolavoro d’arte, la raffigurazione poetica dell’ultima cena di Gesù Cristo, di quasi 9 metri di larghezza per 4,6 di altezza, nel momento in cui annuncia “in verità vi dico: uno di voi mi tradirà” (Vangelo di Giovanni, XIII); l’espressività del dipinto è sublime, è poesia dove a parlare sono le espressioni dei volti e la gestualità delle mani; è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Le visite sono limitate a gruppi di 25 persone per un tempo massimo di 15 minuti. La prenotazione è obbligatoria sul sito www.cenacolovinciano.org.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

S. Bramly, Leonardo da Vinci, Milano, Mondadori, 1990

P. Brambilla Barcilon, La mia vita con Leonardo, Milano, Electa, 2015

Storica NG nr. 93

Ludovico Sforza Il Moro su Wikipedia

 

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