Sicilia verso il commissariamento?

In Sicilia la sanità pubblica è la principale industria ed assorbe ben il 50% dei flussi economici del bilancio regionale, gestiti in maniera poco chiara. Dalle dimissioni di Lucia Borsellino lasciata sola contro il potere occulto della Sanità siciliana, all'allarme della Corte dei Conti per il deficit di bilancio fuori controllo, un breve racconto tra le difficoltà della Sicilia, la nostra Grecia.

940

In Sicilia la sanità pubblica e sovvenzionata è la principale industria dell’isola ed assorbe ben il 50% dei flussi economici del bilancio regionale, gestiti in maniera poco chiara.

L’Assessore alla Salute, Lucia Borsellino, si è recentemente dimessa dal suo incarico perché impossibilitata a portare avanti da sola un progetto di legalità in un settore dove si concentrano molti interessi mafiosi. Lucia Borsellino ha cercato di introdurre nuovi criteri di competenza e di trasparenza negli affidamenti e nella selezione dei vertici delle Aziende sanitarie provinciali, ottenendone ostilità, offese ed isolamento. Nemmeno il Presidente della Regione Rosario Crocetta, che pur l’ha voluta in quell’incarico, ha saputo sostenerla ed appoggiarla, aggiungendo così anche la delusione ai sentimenti vissuti.

Di antimafia si riempiono tutti la bocca al punto che finirà per diventare una parola vuota di senso, questo è l’effetto dell’antimafia di facciata; più grande è l’enfasi, l’uso eccessivo, smodato o retorico della parola “antimafia” più c’è da sospettare che sia solo di facciata. D’altra parte, Salvatore Cuffaro, ex-Presidente, vinse una competizione elettorale dicendo che “la mafia fa schifo” e poi è stato condannato per aver favorito Cosa Nostra. Anche Rosario Crocetta, l’attuale Presidente della Regione, ha parlato di rivoluzione contro la mafia, ma non è riuscito ad impedire le dimissioni di una “giusta” come la figlia del magistrato ucciso dalla mafia qualche anno fa.

Fabrizio Ferrandelli, dimissionario esponente della maggioranza del governo Crocetta, intervistato da L’Espresso, ha affermato che “Nessuna delle riforme annunciate, dai rifiuti alla ripubblicizzazione dell’acqua fino all’abolizione delle Province, è stata realizzata. E rischiamo di perdere un miliardo e 700 milioni di fondi europei perché non hanno saputo spenderli”.

A discolpa del Presidente c’è il fatto che l’intreccio d’interessi mafiosi è molto profondo e radicato, cosicché non possono certo bastare pochi mesi a cambiare una situazione incancrenita da decenni di malgoverno, ma almeno qualche segnale lo deve dare, qualche incoraggiamento lo deve dare ai suoi assessori più integerrimi, come Lucia Borsellino. Lucia Borsellino ha invece dovuto buttare la spugna.

Gli interessi mafiosi annidati, soprattutto nella Sanità, hanno fatto aumentare la spesa pubblica, al punto che il deficit regionale si aggira intorno agli otto miliardi di euro (stima di fine 2015).

Non crediate che il problema sia solo siciliano perché il deficit siciliano potrebbe avere ripercussioni sulla solidità finanziaria nazionale. La Corte dei Conti ha, infatti, messo in allarme il governo centrale, ritenendo “necessario ed improcrastinabile sottoporre il bilancio regionale ad un piano triennale di rientro concordato con il governo centrale”, parlando di “grave emergenza e progressivo deterioramento dei conti” (Fonte: L’Espresso, n 30). Anche l’Italia ha così … la sua Grecia!

Tutto questo apre la strada ad un eventuale commissariamento della regione; significa che viene nominato dal governo centrale un Commissario con il compito di mettere a posto i conti e che rimarrà in carica per un tempo determinato, comunque fino all’elezione di un nuovo Presidente. Lo sapremo presto!

Cinzia Malaguti

Leggi anche “La verità di Lucia Borsellino: così Crocetta mi ha tradito“, da Repubblica.it