Perdonare fa bene alla salute

Negli ultimi trent'anni, molte ricerche hanno confermato il potere curativo del perdono. Chi è meno indulgente tende a soffrire più spesso di depressione o ad avere livelli di pressione sanguigna più alti a causa del risentimento e della rabbia. Dunque perdonare fa bene tanto al benessere psichico quanto a quello fisico e, buona nuova, si può imparare a perdonare.

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Negli ultimi trent’anni, molte ricerche hanno confermato il potere curativo del perdono. Chi è meno indulgente tende a soffrire più spesso di depressione o ad avere livelli di pressione sanguigna più alti a causa del risentimento e della rabbia. Dunque perdonare fa bene tanto al benessere psichico quanto a quello fisico.

Molti ricercatori credono che la scarsa propensione a perdonare, prolungata nel tempo, attivi il sistema nervoso simpatico a causa dello stress cronico e dell’irritazione, aumentando così la pressione sanguigna con effetti nocivi sulla salute del cuore. Dunque perdonare fa bene alla salute perché scaccia i sentimenti negativi.

Perdonare però non è facile, specialmente quando riguarda i colpevoli di gesti gravi, ma l’opportunità di perdonare, anche in questi casi, è confermata da un piccolo studio di Christine Bogar dell’Università del South Alabama e di Diana Hulse-Killacky dell’Università di New Orleans. Le due ricercatrici hanno parlato a dieci donne che, durante l’infanzia, avevano subito abusi sessuali, ma che poi hanno condotto una vita felice. Tutte affermavano che era stato utile archiviare quel capitolo nero della loro vita; per nove donne, perdonare aveva costituito un passo importante; alcune ci erano riuscite senza aver ricevuto richieste di perdono dal violentatore, altre solo dopo il suo pentimento.

Perdonare però non è facile, specialmente quando il torto subito ci sembra grande ed aneliamo vendetta, oppure quando non riceviamo manifestazioni di pentimento. Se non riusciamo a perdonare, almeno cerchiamo di chiudere con il passato, per liberarci del risentimento e, di conseguenza, favorire salute e benessere. Difficile?

Perdonare però si può imparare. I ricercatori della clinica Charité di Berlino raccomandano la “terapia della saggezza” che fa leva sull’empatia e sul cambio di prospettiva. In pratica, si deve cercare di mettersi nei panni dell’offendente per comprendere i suoi turbamenti ed i suoi problemi che hanno generato, spesso inconsapevolmente, l’offesa e ricordare che anche l’offeso, in passato, è stato perdonato da qualcuno.

Conclusioni. Smorzare sentimenti di vendetta, rabbia e risentimenti non significa giustificare il torto subito, ma cambiare l’effetto che esso ha su di noi, per il nostro benessere psichico e fisico.

Cinzia Malaguti

Fonte:

A. Hofmann, Ti perdono oppure no?, Roma, Mente & Cervello, Le Scienze, novembre 2015