Mantova e Sabbioneta

Mantova e Sabbioneta hanno l'importante riconoscimento Unesco quali testimonianze del Rinascimento Italiano. A Mantova imperdibile è la visita al Palazzo Ducale e alla Camera degli Sposi, ma vi invito anche a conoscerla attraverso una mini-crociera nei suoi laghi e nel suo fiume, il Mincio. A Sabbioneta vi porto a scoprire le bellezze giunte fino a noi di quella che fu la città ideale di Vespasiano Gonzaga.

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Mantova, Piazza Sordello, a destra ingresso Palazzo Ducale

Mantova e Sabbioneta sorgono nella bassa Pianura Padana ed hanno l’importante riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco per la testimonianza eccezionale delle realizzazioni urbane, architettoniche ed artistiche del Rinascimento italiano. Il racconto che segue è il frutto di due giornate di visita in questi territori degli antichi Gonzaga.

Mantova, panoramica
Sabbioneta, cinta muraria a stella
Sabbioneta, cinta muraria a stella

CHI ERANO I GONZAGA

Le origini dei Gonzaga sono umili, erano semplici contadini, poi diventarono proprietari terrieri, grazie a cessioni dei monaci benedettini, poi signori della città di Mantova, grazie ad un colpo di stato. Originari di Gonzaga, essi governarono a Mantova per ben 400 anni, in qualità di feudatari di Casa d’Asburgo. Era il 1328 quando Luigi Gonzaga prese il potere con un colpo di stato, destituendo Rinaldo Bonacolsi; era il 1707 quando Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers fu destituito dall’imperatore asburgico con l’accusa di tradimento per i contatti avuti con i rivali francesi; successivamente, governarono direttamente gli austriaci fino all’arrivo dei francesi di Napoleone. Nei 400 anni di governo della città, i Gonzaga ebbero modo di accrescere il loro potere e le loro ricchezze grazie alle loro abilità diplomatiche ed ai matrimoni combinati (con gli Este, i Visconti, i Medici, i Malatesta, gli Asburgo, per citare alcuni nomi); erano inoltre abili condottieri ed allevatori di cavalli.

Mantova venne abbellita per accrescere il prestigio della famiglia e venne chiamato a corte uno dei migliori pittori dell’epoca, Andrea Mantegnaautore di bellissimi affreschi nel Palazzo Ducale, come quelli della Stanza degli Sposi. Arrivarono a Mantova anche  Leon Battista Alberti che progettò la Basilica di Sant’Andrea e Giulio Romano che realizzò le meraviglie di Palazzo Te, residenza estiva dei Gonzaga.

Mantova e Sabbioneta, entrambe espressione del sogno della dinastia dei Gonzaga, rappresentano le due principali forme urbanistiche del Rinascimento: la trasformazione di una città esistente, Mantova, e la città di nuova fondazione, Sabbioneta, voluta da Vespasiano Gonzaga.

Mantova, cortile interno del complesso ducale
Mantova, cortile interno del complesso ducale
Sabbioneta, Palazzo Giardino
Sabbioneta, Palazzo Giardino

MANTOVA

Il sogno dei Gonzaga s’incarna ancora oggi nel Palazzo Ducale, nel Palazzo Te, nel disegno urbanistico policentrico, tra piazze e percorsi urbani.

Mantova, Palazzo Ducale
Mantova, Palazzo Ducale

Il complesso monumentale di Palazzo Ducale si estende da Piazza Sordello al Lago di Mezzo, nella sorprendente architettura fatta di palazzi, gallerie, giardini e piazze collegati tra loro e perfettamente percorribili al loro interno, come una città nella città, frutto di quattrocento anni di storia con i Gonzaga. E’ sorprendente attraversare quello che sembra essere un ingresso al palazzo per trovarsi invece davanti una piazza, collegata ad un’altra piazza attraverso un’altra uscita, palazzi collegati tra di loro, in un tutt’uno fino al Castello di San Giorgio, in faccia al Lago di Mezzo.

Mantova, Castello e Lago
Mantova, Castello di San Giorgio
Mantova, Castello di San Giorgio, scalinata
Mantova, Castello di San Giorgio, scalinata

La visita del Palazzo Ducale e della Camera degli Sposi nel Castello è imperdibile per comprendere il sogno di bellezza artistica e di prestigio europeo che caratterizzò il governo dei Gonzaga.

Palazzo Ducale, soffitto sala dello zodiaco
Palazzo Ducale, soffitto sala dello zodiaco
Mantova, Camera degli Sposi, Castello di San Giorgio, L'oculo di Andrea Mantegna
Mantova, Camera degli Sposi, Castello di San Giorgio, L’oculo di Andrea Mantegna

La Camera degli Sposi fu dipinta da Andrea Mantegna a partire dal 1465 e finita dopo 9 anni; le sole due pareti esposte alla luce naturale sono completamente affrescate, una rappresenta Ludovico III, la moglie Barbara di Brandeburgo (nipote dell’imperatore austriaco) con la corte, riuniti per la nomina cardinalizia del figlio, mentre l’altra rappresenta un paesaggio laziale e un incontro ecclesiastico, probabilmente un omaggio al papa. Molto bello anche il soffitto (l’oculo) con figure che sembra guardino all’interno della stanza ed un pavone, simbolo della bellezza visiva; da notare anche le decorazioni delle volte che sembrano in rilievo, ma è solo un’illusione ottica, perché sono piatte. La Camera degli Sposi non era utilizzata come camera da letto, bensì era lo studiolo di Ludovico III Gonzaga.

Mantova, Camera degli Sposi, Castello San Giorgio, La corte di Ludovico III Gonzaga, Andrea Mantegna
Mantova, Camera degli Sposi, Castello San Giorgio, La corte di Ludovico III Gonzaga, Andrea Mantegna (fonte foto Wikipedia)

La visita degli interni del Palazzo Ducale vi porterà ad ammirare numerose stanze abilmente decorate ed affrescate; troverete la sala degli arcieri con una bellissima pala d’altare di Rubens, la meravigliosa galleria degli specchi, usata come sala da ballo, affrescata con lunette rappresentanti le virtù a cui si ispiravano i Gonzaga; anche nella galleria degli specchi troverete un’altra illusione ottica: camminate guardando la lunetta della dea con l’anello (immortalità) e noterete che il braccio pare cambiare posizione.

Palazzo Ducale, interno
Palazzo Ducale, interno

 

Palazzo Ducale, galleria degli specchi
Palazzo Ducale, galleria degli specchi
Palazzo Ducale, sala del labirinto
Palazzo Ducale, sala del labirinto

Troverete la sala del labirinto con il bellissimo soffitto in legno dorato, la galleria dei fiumi con grandi figure mitologiche rappresentanti sei fiumi, la sala dello zodiaco con le pareti decorate dai francesi post-Gonzaga e le superlative stanze degli arazzi, tessuti a Bruxelles e su disegni di Raffaello, rappresentanti allegorie e miti, un ciclo di arazzi tra i più antichi e preziosi. All’inizio del percorso di visita o prima di uscire, date un’occhiata al dipinto di Domenico Morone, La cacciata dei Bonacolsi: raffigura piazza Sordello durante il colpo di stato dei Gonzaga del 1328.

Palazzo Ducale, decorazioni interne
Palazzo Ducale, decorazioni interne
Palazzo Ducale, decorazioni interne di una sala
Palazzo Ducale, decorazioni interne di una sala
Palazzo Ducale, sala degli arazzi
Palazzo Ducale, sala degli arazzi

L’intreccio dei percorsi urbani è pure molto interessante: dall’antica e centrale Piazza Sordello, con il complesso ducale ed il Duomo, del quale si noteranno i diversi stili architettonici (romanico il campanile, gotico di fianco, classico in facciata), si passa in piazza Broletto e poi in piazza Erbe, delimitata dalle case-bottega porticate, con il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio, la medievale Rotonda di San Lorenzo.

Il Duomo
Il Duomo di Mantova
Mantova, Piazza Sordello
Mantova, Piazza Sordello

La Rotonda di San Lorenzo risale al 1082 ed è la chiesa più antica di Mantova, caratteristica per la base circolare; l’interno è molto sobrio ed essenziale, al primo piano si trova il matroneo, loggiato riservato alle donne. Uscendo dalla Rotonda di San Lorenzo, date un’occhiata a sinistra dove si trova la Casa del Mercante del 1455, con rilievi in terracotta e marmi, ricorda tanto i palazzi veneziani.

Rotonda di San Lorenzo, interno
Rotonda di San Lorenzo, matroneo
Casa del Mercante
Casa del Mercante

Da piazza Erbe si giunge infine in piazza Mantegna, su cui s’affaccia l’albertina (costruita su progetto di Leon Battista Alberti tra il 1472 e il 1494) Basilica di Sant’Andrea, sommo esempio dell’architettura rinascimentale italiana; entrate all’interno della Basilica di Sant’Andrea perché gli affreschi che ammirerete sono di gran pregio; la Basilica rimase a lungo senza cupola che venne costruita solo nel Settecento.

Basilica di Sant'Andrea, interno
Basilica di Sant’Andrea, interno
Basilica di Sant'Andrea, interno
Basilica di Sant’Andrea, interno

Palazzo Te fu la residenza estiva dei Gonzaga. Decorato da Giulio Romano, pittore ed architetto, allievo di Raffaello, tra il 1525 e il 1535, Palazzo Te ospita meraviglie del Manierismo, come gli affreschi della Camera dei Giganti o della Camera di Amore e Psiche.

Mantova, Palazzo Te (fonte foto Wikipedia)
Mantova, Palazzo Te (fonte foto Wikipedia)

Non dimenticatevi poi che Mantova è fin dalle origini città d’acqua, circondata dai laghi formati dal Mincio, sulle cui sponde, oggi panchine, percorsi pedonali e da bicicletta, gite in barca, consentono di scoprire e ammirare Mantova ed il suo skyline da un altro punto di vista.

Mantova, panoramica dal Lago inferiore
Mantova, panoramica dal Lago inferiore
Mantova, Mincio, distesa fiori di Loto
Mantova, Mincio, distesa fiori di Loto

Gite in barca. Sono diverse le motonavi che accompagnano i turisti ad apprezzare Mantova attraverso gite e mini-crociere, per osservare la città dalle acque dei suoi Laghi e per conoscere l’importanza del suo fiume, il Mincio, nell’equilibrio socio-ambientale della città. Io ho fatto la mini-crociera di 5 ore con la Motonave Andes Negrini: partenza alle ore 10 dal Lago Inferiore con ritorno verso le ore 15,00, guida turistica a bordo, navigazione sul fiume Mincio, conca di navigazione ed arrivo sul fiume Po, dopo aver sostato per circa 15 minuti nella vasca di chiusa di Governolo, l’ascensore fluviale che permette di superare il dislivello tra Mincio e Po, da 1,5 metri fino a 3 metri; una bella esperienza di navigazione in un fiume, il Mincio, tra i più pescosi (si contano 186 specie di pesci), con argini pieni di ricca vegetazione, con lagune dove è facile scorgere aironi cinerini e dove hanno trovato la loro casa anche gli orientali fiori di loto. Durante la navigazione potrete osservare anche la Torre Galliano, dove morì Giovanni delle Bande Nere ed il luogo dove sorgeva l’antico villaggio di Andes dove visse Virgilio.

Mantova, navigazione sul fiume Mincio
Mantova, navigazione sul fiume Mincio
Mantova, ingresso nella vasca di chiusa verso il Po
Mantova, ingresso nella vasca di chiusa verso il Po
Mantova, confluenza del Mincio nel Po
Mantova, confluenza del Mincio nel Po

Bene, fatto questo, non vi resta che entrare in uno dei tanti ristoranti mantovani per assaggiare i suoi tortelli di zucca, il cui sapore vi stupirà, senza dimenticare di assaggiare la torta Sbrisolona, il dolce tipico mantovano, nato alla corte dei Gonzaga nel 1350.

SABBIONETA

Sabbioneta, cinta muraria a stella
Sabbioneta, cinta muraria a stella

Sabbioneta dista circa 33 Km da Mantova, direzione Sud. Sabbioneta rappresenta la costruzione di una città completamente nuova, secondo la visione moderna e funzionale del Rinascimento, uno dei migliori esempi di città ideale in Europa. Questo è il motivo per cui  anche Sabbioneta ha avuto l’importante riconoscimento dell’Unesco.

Sabbioneta fu elevata a residenza principesca da Vespasiano Gonzaga Colonna (1531 – 1591), appartenente ad un ramo secondario della famiglia. Edificata secondo i principi della “città ideale“, Sabbioneta doveva rappresentare l’essenza della città perfetta, una sorta di piccola Atene, centro di arte e cultura.

Edificata tra il 1556 ed il 1591, fu Vespasiano Gonzaga, condottiero e principe illuminato, a volere Sabbioneta come modello di città rinascimentale. Sabbioneta è un piccolo gioiello che conserva ancora intatta l’originaria struttura urbanistica: cinta muraria a stella, nobili residenze signorili, assetto urbano imperniato su un asse mediano su cui s’incardinano 34 isolati ortogonali tra loro.

Da visitare sono il Palazzo Giardino, il Palazzo Ducale, il Teatro all’Antica, la Chiesa dell’Incoronata.

Sabbioneta, Palazzo Giardino, Sala degli Specchi
Sabbioneta, Palazzo Giardino, Sala degli Specchi
Sabbioneta, Palazzo Giardino, affreschi e decorazioni
Sabbioneta, Palazzo Giardino, affreschi e decorazioni

Il Palazzo Giardino si trova in piazza d’Armi, fu la villa destinata allo studio ed al riposo del duca Vespasiano, che lo fece decorare da Bernardino Campi tra il 1582 ed il 1587 con un ricco apparato di affreschi e stucchi di gusto manierista; molto bella la Sala degli specchi, adibita alle feste di corte, però degli antichi specchi e tele se ne persero le tracce nel Settecento, ma la sala è molto bella per le decorazioni campestri, i colori allegri, gli stucchi incantevoli; il vero pezzo forte del Palazzo Giardino è però la Galleria: è una lunga stanza illuminata e decorata con figure allegoriche e di paesaggio, non è una vera galleria perché su un lato è cieca, cioè non collega due stanze, essa era il luogo d’esposizione dei reperti archeologici e d’arte che Vespasiano, grande collezionista, raccolse durante i suoi viaggi e che mostrava ai suoi ospiti in Galleria.

Sabbioneta, Palazzo Giardino, la Galleria
Sabbioneta, Palazzo Giardino, la Galleria
Sabbioneta, Palazzo Giardino, la Galleria
Sabbioneta, Palazzo Giardino, la Galleria

Di grande interesse e bellezza è anche il Teatro all’Antica o Teatro Olimpico, progettato dall’architetto Vincenzo Scamozzi, allievo di Andrea Palladio. Il Teatro è costruito e decorato in modo da dare l’impressione di un teatro all’aperto, un’altra illusione ottica gonzaghesca, davvero originale.

Sabbioneta, Teatro all'Antica, interno
Sabbioneta, Teatro all’Antica, interno
Sabbioneta, Teatro all'Antica, interno
Sabbioneta, Teatro all’Antica, interno

Il Palazzo Ducale si trova in piazza Ducale e fu il primo palazzo costruito nella città ideale di Vespasiano Gonzaga, un tempo sua residenza e palazzo del governo, ora sede espositiva. Gran parte dell’antico contenuto è andato distrutto, soprattutto durante l’invasione delle truppe napoleoniche, per cui oggi si presenta spoglio e con rare tracce degli antichi affreschi, ma merita ugualmente la visita per i pregevoli soffitti lignei in noce e cedro, di cui alcuni dorati; molto belli sono i soffitti lignei dorati e stemmati delle sale di rappresentanza del piano seminterrato. Interessante è anche, al primo piano, la serie di statue equestri, tra le quali quella di Vespasiano, in armatura e con i simboli del potere.

Sabbioneta, Palazzo Ducale
Sabbioneta, Palazzo Ducale
Sabbioneta, Palazzo Ducale, interno
Sabbioneta, Palazzo Ducale, soffitto in legno di cedro

Alle spalle del Palazzo Ducale si erge la Chiesa dell’Incoronata; questa Chiesa è interessante per il corpo ottagonale e perché custodisce il mausoleo ducale con la statua bronzea di Vespasiano Gonzaga; ammirerete poi le decorazioni della cupola, tali da farla sembrare molto più alta di quella che è in realtà.

Sabbioneta, Chiesa dell'Incoronata
Sabbioneta, Chiesa dell’Incoronata
Chiesa dell'Incoronata
Chiesa dell’Incoronata
Sabbioneta, Chiesa dell'Incoronata, interno cupola
Sabbioneta, Chiesa dell’Incoronata, interno cupola

Terminata la visita all’interno delle mura, giunte a noi praticamente intatte, fatevi un giro con l’auto all’esterno delle mura, per osservare la città da un altro punto di vista, molto suggestivo.

Sabbioneta, cinta muraria a stella
Sabbioneta, cinta muraria a stella

Arrivederci Mantova e Sabbioneta!

Cinzia Malaguti