Lampade dalle bucce d’arancia

Lampade dalle bucce d’arancia è il risultato della creatività di una startup milanese che ha adottato in pieno il modello di economia circolare, oramai divenuto indispensabile per la salvaguardia del pianeta che abitiamo, quindi per la nostra sopravvivenza. Non è l’unico esempio di oggetti creativi e funzionali che designers innovativi hanno realizzato dai rifiuti e dagli scarti industriali, tuttavia la lampada da tavolo Ohmie The Orange Lamp, della Krill Design, è anche davvero bella.



Krill Design, con le sue lampade dalle bucce d’arancia, propone un modello di Green Economy che unisce l’esigenza di riciclare gli scarti e la creazione del nuovo, facendo leva su Economia Circolare, Innovazione, Tecnologia e Creatività. Due o tre bucce d’arancia essiccate e tritate e una base biopolimerica hanno prodotto un materiale vellutato e robusto, 100% naturale e compostabile, con il quale sono state realizzate delle bellissime lampade da tavolo.

lampade dalle bucce d'arancia
Ohmie The Orange Lamp
lampade dalle bucce d'arancia
Ohmie The Orange Lamp

Il progetto di creare lampade dalle bucce d’arancia si sviluppa e prende forma attraverso una campagna di Reward crowdfunding su Kickstarter, lanciata nell’estate 2021. Il Reward crowdfunding è una raccolta fondi simile ad una pre-vendita; tuttavia, a differenza delle vendite anticipate usuali, l’investitore è totalmente coinvolto diventando essenziale per l’avvio della messa in produzione del prodotto; insomma, senza la fiducia di un numero sufficiente d’investitori nella realizzazione del prodotto, questo non potrebbe nascere e la raccolta dei fondi viene fatta tramite Internet.



Lampade dalle bucce d’arancia trovo sia un’idea fantastica che ha dato origine ad un prodotto di design molto bello ed ecocompatibile. Dalle bucce d’arancia, la Krill Design ha realizzato anche vassoi e glacette. E’, inoltre, attivo un progetto di creazione di oggetti di arredo con sviluppo di biomateriale da scarti di caffè.

Avanti così! Un po’ alla volta arriviamo a sostituire l’inquinante plastica con prodotti di riciclo e biocompatibili.

Buona vita!

Cinzia Malaguti