Il Patrimonio della Umanità in Emilia Romagna

In questo viaggio ti porto a scoprire i siti Patrimonio della Umanità in Emilia Romagna. Sono luoghi di grande valore storico, artistico, architettonico, naturale riconosciuti da UNESCO, ma conoscerai anche quelli che la Regione ha candidato per un prossimo riconoscimento, affinché anch’essi vengano protetti e valorizzati. Ti parlerò, dunque, di Ferrara, Ravenna e Modena, ma anche di Parma, di Bologna e del carsismo in Emilia Romagna.



Ferrara, Castello Estense

Ferrara, città del Rinascimento e il suo delta del Po

A Ferrara è stato conferito il titolo di città del Rinascimento, grazie al complesso di splendidi edifici realizzati durante il governo della famiglia Este. Gli Este furono una delle più antiche famiglie principesche italiane e governarono Ferrara tra il XIII e il XV secolo. In questo arco di tempo, nella città lavorarono numerosi artisti illustri, come Piero della Francesca, Bellini, Pisanello e Mantegna. Anche poeti come Torquato Tasso e Ludovico Ariosto diedero importanti contributi al clima intellettuale di Ferrara. Il concetto umanistico di città ideale prese vita qui nei quartieri costruiti dal 1492 in poi da Biagio Rossetti secondo i nuovi principi della prospettiva; il completamento di questo progetto ha segnato la nascita dell’urbanistica moderna ed ha influenzato il suo successivo sviluppo. Queste sono le ragioni per cui Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po sono stati inseriti da UNESCO nel Patrimonio dell’Umanità.



La Cattedrale di San Giorgio, la cui costruzione iniziò nel 1135, documenta le epoche storiche attraversate dalla città; è in stile romanico e venne completata nel XVII secolo. La grandiosa facciata è a tre cuspidi e presenta una ricca decorazione scultorea con opere di Nicholaus, forse allievo di Wiligelmo; interessante è il delicato contrasto tra la parte inferiore, con archi Romanici, e la zona superiore, con archi acuti in stile Gotico; nel 1570 un violento terremoto devastò gli interni, rifatti successivamente in stile Barocco.

Cattedrale di Ferrara

Di fronte alla Cattedrale sorge il Palazzo Comunale, edificato a partire dal XIII secolo e collegato al Castello Estense tramite la Via Coperta, un edificio posto su cinque arcate. Il Castello Estense risale al XIII secolo e fu la residenza degli Este; è una fortezza a pianta quadrata circondata da un fossato e all’interno sono presenti pregevoli affreschi.

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Ferrara, il Castello Estense

Tra gli splendidi edifici realizzati durante il governo della famiglia Este, sono degni di nota la Palazzina di Marfisa d’Este, la Casa Romei, il Palazzo Costabili, il Palazzo dei Diamanti (sede di importanti mostre temporanee), il Palazzo Massari, la Chiesa di San Cristoforo alla Certosa e quella di Santa Maria in Vado.

Ferrara, Palazzina Marfisa d’Este
Ferrara, Casa Romei

Nel Delta del Po, tra il XIV ed il XVI secolo, la famiglia Este realizzò ampi progetti di bonifica di aree paludose, la costruzione di nuovi corsi d’acqua, di strade, di terreni agricoli e di una rete di residenze nobili, conosciute come Delizie Estensi; il tutto si configura in un progetto di integrazione e di continuità tra la città e la campagna circostante. Le Delizie Estensi erano residenze estive o luoghi di svago e caccia, collocate nella campagna tra Ferrara ed il Delta del Po; alcune sono arrivate fino a noi e sono visitabili, come quelle del Verginese e di Belriguardo ed il Castello di Mesola. Nella zona del Delta del Po si trova anche l’Abbazia di Pomposa. Il Delta del Po ha subito molte modifiche nel corso dei secoli, in parte per opera dell’uomo ed in parte per effetto dei sedimenti portati dal fiume; è sempre uno spettacolo scoprirlo a bordo di una motobarca.

Delizia del Verginese
Escursione nel Delta del Po ferrarese

I monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna

A Ravenna si trovano alcuni dei monumenti più antichi dell’Occidente, oltre a magnifici mosaici di epoca bizantina e paleocristiana. Ravenna fu capitale per tre volte: dell’Impero romano d’Occidente (402-476), del Regno degli Ostrogoti (493-553) e, dal 568 al 751, dell’Esarcato bizantino, fino alla sua caduta sotto l’offensiva dei Longobardi. La testimonianza dei suoi monumenti paleocristiani e bizantini le ha valso il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità. All’epoca bizantina di Ravenna risalgono alcune delle testimonianze maggiormente significative relative al primo Cristianesimo che le hanno valso il riconoscimento di UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità.



I mosaici più antichi si trovano nel Mausoleo di Galla Placidia che risale al V secolo ed è dedicato alla sorella dell’imperatore Onorio. Questo mausoleo è ornato di magnifici mosaici, le lunette della volta presentano coppie di Santi e Apostoli, la lunetta sopra l’ingresso raffigura il Buon Pastore, mentre sopra una finestra coperta da una lastra di alabastro fa bella mostra un mosaico di cervi alla fonte.

Mausoleo Galla Placidia

La Basilica di San Vitale, consacrata nel 547, presenta una meravigliosa decorazione musiva, con i due celebri pannelli raffiguranti il corteo dell’imperatore Giustiniano e della moglie Teodora. I suoi mosaici costituiscono una delle migliori testimonianze dell’arte bizantina.

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Basilica di San Vitale

Agli inizi del VI secolo, il re ostrogoto Teodorico fece costruire il Battistero degli Ariani, sulla cui cupola è raffigurata la scena del battesimo di Cristo. Il Battistero Neoniano (o degli Ortodossi) conserva mosaici dai vividi colori e bassorilievi di chiara influenza bizantina; anche la cupola del Battistero Neoniano è decorata con mosaici raffiguranti il battesimo di Cristo.

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Battistero degli Ariani
Battistero Neoniano

Sempre del VI secolo è la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo con i suoi meravigliosi e coloratissimi mosaici. Fu costruita nel 505 per volere del re ostrogoto Teodorico il Grande che la destinò inizialmente al culto ariano; la splendida navata centrale è delimitata da 12 colonne per lato, sormontate da coloratissimi mosaici raffiguranti le processioni di Santi Martiri e Sante Vergini e termina con l’abside emisferico.

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Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

Il Mausoleo di Teodorico, costruito verso il 520, presenta una pianta decagonale e una cupola che nella forma richiama una corona regale.

Mausoleo di Teodorico

Fuori dal centro urbano si trova la Basilica di Sant’Apollinare in Classe che fu consacrata nel 549 e custodisce le ossa del santo a cui è dedicata. La Basilica di Sant’Apollinare in Classe ha la navata centrale delimitata da 24 colonne in marmo che termina nell’abside decorata con Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, che prega per i suoi fedeli simboleggiati da agnelli.

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Basilica Sant’Apollinare in Classe
Basilica di Sant’Apollinare in Classe, interno

La Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande a Modena

La Cattedrale di San Gimignano, la Torre Civica e Piazza Grande sono state inserite nella lista dei beni del Patrimonio della Umanità come parte dell’eccezionale complesso urbano della città di Modena.



Nel cuore della città di Modena, Piazza Grande, si erge la Cattedrale di San Gimignano. Questa bella Cattedrale, capolavoro del Romanico, fu costruita a partire dal 1099 e consacrata nel 1184, nel luogo dove esisteva una chiesa che custodiva i resti del santo patrono della città; il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all’architetto Lanfranco, come testimonia una lapide all’esterno dell’abside maggiore. La magnifica facciata è ornata da rilievi e sculture, opere di Wiligelmo; il rosone è stato realizzato dai Maestri Campionesi, ai quali si deve anche la splendida Porta Regia, sul lato meridionale, con il gioco cromatico dei suoi preziosi marmi rosati che spicca sulla candida parete della Cattedrale. All’interno, l’abside è decorato con affreschi in stile bizantino.

Cattedrale di Modena

A fianco dell’abside della Cattedrale di San Gimignano si alza, agile e slanciata, la Torre Civica, detta Ghirlandina; essa fu edificata come torre campanaria della Cattedrale, ma fin dalle sue origini ha assolto importanti funzioni civiche, scandendo con il suono delle sue campane la vita quotidiana della città.

Per la tua visita nella città di Modena, leggi anche Visitare Modena e i suoi gioielli e Galleria Estense Modena.

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Cattedrale e Torre Ghirlandina



Patrimonio della Umanità in Emilia Romagna – CANDIDATURE

Il centro storico di Parma

Il centro storico di Parma ha tutte le credenziali per essere inserita da UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Questa elegante città emiliana è un piccolo gioiello rinascimentale e neoclassico con solide radici culturali che traggono la loro forza dalla presenza di una delle più antiche Università italiane. Antica capitale del Ducato di Parma e Piacenza, oggi sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), sede del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) per l’Italia settentrionale, Città creativa Unesco per la Gastronomia, Parma è stata anche nominata Città capitale della Cultura per l’anno 2020.

Duomo di Parma, affreschi di Correggio
Battistero, interno

Il Duomo di Parma ha la cupola ed i pennacchi affrescati dal Correggio, il Battistero è di forma ottagonale e custodisce pregevoli affreschi ed un originale ciclo scultoreo raffigurante i mesi e le stagioni; il Palazzo della Pilotta ed il Teatro Farnese, insieme con il Palazzo Ducale del Giardino, testimoniano i fasti del ducato rinascimentale dei Farnese; la Basilica di Santa Maria della Steccata conserva affreschi del Parmigianino; la Chiesa di San Giovanni Evangelista custodisce affreschi del Correggio e l’adiacente Monastero è dotato di una Biblioteca Monumentale con pregevoli decorazioni allegoriche ed ha ben quattro chiostri comunicanti e di dimensioni diverse; la Camera di San Paolo è un capolavoro di affreschi rinascimentali del Correggio. Per la tua visita a Parma leggi: Parma e i suoi luoghi da non perdere.

Basilica Santa Maria della Steccata, affreschi del Parmigianino
Biblioteca Monumentale del Monastero di San Giovanni Evangelista

I portici di Bologna

I portici, insieme alle numerose torri, sono simbolo della città di Bologna e ne rappresentano un importante patrimonio architettonico e culturale che ne ha valso la candidatura a Patrimonio dell’Umanità. I portici di Bologna misurano in lunghezza più di 38 km solo nel centro storico e raggiungono i 53 km contando quelli fuori porta.

A Bologna si trova il portico senza interruzioni più lungo nel mondo, è quello che porta al Santuario di San Luca, misura quasi 4 chilometri ed è formato da 666 arcate.

I portici a Bologna
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Bologna, portico San Luca

Il carsismo nelle evaporiti in Emilia Romagna

La fascia preappenninica che da Reggio Emilia giunge fino a Rimini è caratterizzata da fenomeni carsici, sia ipogei che epigei. Si tratta di rocce con un’elevata permeabilità che hanno dato luogo alla formazione di grotte da sedimenti minerali, chiamati evaporiti. Gli evaporiti si formano dalla deposizione di sali minerali naturalmente presenti nelle acque, a causa della evaporazione e conseguente precipitazione dei sali.

In Emilia Romagna sono 5 le zone degli affioramenti evaporitici: evaporiti triassiche dell’alta Val Secchia, Gessi Reggiani, Gessi Bolognesi, Vena del Gesso Romagnola e Gessi della Romagna Orientale. La particolarità di queste zone ne ha valso la candidatura a Patrimonio della Umanità.

Grotta di Re Tiberio, Vena del Gesso Romagnola

Alcune grotte del carsismo nelle evaporiti in Emilia Romagna sono visitabili in sicurezza. Nella Vena del Gesso Romagnola: grotta del Re Tiberio (località Borgo Rivola – Riolo Terme) e grotta della Tenaccia (Brisighella). Nei Gessi Bolognesi: grotta della Spipola (San Lazzaro di Savena) e grotta del Farneto (località Farneto – San Lazzaro di Savena). Nei Gessi della Romagna Orientale: grotte di Onferno (Gemmano – Rimini). Per le informazioni su punto di partenza, durata, difficoltà, guide, ecc. vi invito a consultare Travel Emilia Romagna.

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Grotta del Farneto, Gessi Bolognesi

Buone visite, buon trekking e buona vita!

Cinzia Malaguti

Bibliografia: National Geographic, Patrimonio dell’Umanità, Milano, RBA Italia, 2015