Il Cinquecento a Firenze

Michelangelo, Giambologna, Pontormo, Donatello, Bronzino, Rosso Fiorentino, sono tra i nomi più prestigiosi del Cinquecento a Firenze, un periodo che vide il consolidarsi del mecenatismo artistico che tanto aveva a cuore l’arte e gli artisti, stimolati nella loro personale e ricercata maniera espressiva; allo stile armonioso del Cinquecento ne seguì uno più teatrale e seducente, voluto dalla Controriforma ecclesiastica. Una bella mostra a Palazzo Strozzi, Firenze, espone significativi capolavori del Cinquecento fiorentino, fino al 21 gennaio 2018.

Venus Fiorenza (1571-1572) di Giambologna

L’arte del Cinquecento fu l’età della maniera (manierismo), uno stile dettato dal personalismo nella rappresentazione pittorica di scene, anche e soprattutto religiose, decisamente raffinato, autoreferenziale e decorativo; il manierismo vide, negli artisti che lavoravano a Firenze, gli esponenti più eccentrici. Ne seguì uno stile, quello del Seicento, meno liberale e volto alla fascinazione dottrinale, voluto dalla Chiesa cattolica della Controriforma.

Deposizione di Cristo (1521), Rosso Fiorentino

Un esempio molto significativo del Cinquecento a Firenze, ci viene dato dall’interpretazione della Deposizione di Cristo, dove Rosso Fiorentino, Pontormo e Branzino, dipingono la loro personale visione dell’evento, in tre diverse e ben distinte pale d’altare. Nella Deposizione dalla croce (1521) di Rosso Fiorentino, il tema della morte di Cristo è sviluppato con una pittura arcaizzante e visionaria; le figure si muovono contro un fondo azzurro astratto che si adegua ai cieli che erano stati affrescati in una cappella a Volterra, sua originaria destinazione; il dipinto si trova abitualmente (quando non è in giro per mostre temporanee) nella Pinacoteca di Volterra.

Deposizione (1528), Pontormo

Nella Deposizione (1525-1528) del Pontormo, l’artista fissa il momento del distacco tra Madre e Figlio: il corpo di Cristo non viene trasferito nella tomba, che al pari della croce non appare nel dipinto, ma calato sull’altare; il dipinto si trova abitualmente nella Chiesa di Santa Felicita a Firenze.

Cristo deposto (1543) del Bronzino

In Cristo deposto (1543-1545 ca) del Bronzino, il corpo di Cristo viene esibito quale offerta eucaristica per la salvezza comune; la pala venne realizzata su commissione del duca Cosimo de’ Medici per la cappella di Eleonora di Toledo in Palazzo Vecchio, ma fu poi donata al segretario dell’imperatore francese Carlo V che la pose nella propria cappella funeraria a Besancon; il dipinto si trova abitualmente al Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie a Besancon (Francia).

Amore e Psiche (1589) di Jacopo Zucchi

La libertà espressiva del Cinquecento a Firenze spazia dal sacro al profano e allora troviamo opere allegoriche come quella seducente del mito profano di Amore e Psiche (1589) di Jacopo Zucchi, conservata abitualmente alla Galleria Borghese, Roma e quella di Venere e Amore (1575-1580) di Alessandro Allori, conservata alla Galleria degli Uffizi a Firenze; troviamo sculture meravigliose, come la Venere Fiorenza (1571-1572) del Giambologna.

Il Cinquecento a Firenze, mostra Palazzo Strozzi
La Virtù (1577-1578 ca) di Jacopo Ligozzi

 

 

 

 

 

La mostra Il Cinquecento a Firenze, Palazzo Strozzi, espone le opere che ho descritto ed altre interessanti di quel periodo artistico che si colloca tra l’armonioso realismo rinascimentale e l’ammaliante barocco; fino al 21 gennaio 2018 si possono ammirare, in una volta sola, opere di grande pregio e valore di grandi artisti che a Firenze trovarono ispirazione e libertà espressiva.

 

Cinzia Malaguti

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