Ella Fitzgerald, la regina del jazz

Prima di Ella Fitzgerald, la musica jazz era associata ai bassifondi, al vizio, alla miseria, alla criminalità, nessuno avrebbe portato la madre o la moglie ad un concerto jazz; con Ella tutto cambiò, il jazz acquisì una certa rispettabilità ed anche il cosiddetto pubblico per bene cominciò a frequentare le sale dove si cantava e suonava musica jazz. Ella è rimasta sulla ribalta internazionale per oltre 50 anni ed ha vinto 13 Grammy, il corrispondente musicale degli Oscar, ma la sua vita professionale dovette fare i conti con il razzismo americano di quegli anni del Novecento.

Ella Fitzgerald in giovane età

 

 

 

 

Ella Fitzgerald nacque nel 1917 e crebbe in un ambiente modesto; all’età di 15 anni, dopo la morte della madre, fu costretta a fuggire dal patrigno violento; visse per qualche tempo sulle strade di Harlem, a New York, ma a 17 anni ci fu la svolta della sua vita; venne scoperta da Chick Webb, batterista e leader di una jazz band di successo, cominciò a cantare in pubblico ed il suo talento cominciò a farsi sentire; dopo la morte prematura di Chick Webb, prese il suo posto quale leader del gruppo. Alla fine degli anni ’40, avvenne un altro decisivo incontro, quello con Norman Granz, manager e produttore, la cui collaborazione durò per ben 40 anni. Norman capì subito chi aveva davanti: Ella era talento, etica professionale, integrità artistica, approccio geniale al canto jazz. Ella cominciò a girare il mondo con la sua voce e la sua musica, ospite fissa della band itinerante Jazz and Philharmonic che annoverava i migliori musicisti. Importante fu l’amicizia professionale con Louis Armstrong.

Ella Fitzgerald durante la discriminazione razziale

 

 

 

 

Gli anni ’50 furono molto difficili a causa del clima razzista e anche Ella fu oggetto di discriminazione. Nel 1955 fu arrestata, con un banale pretesto, dopo un concerto a Houston in Texas; un anno prima, mentre era diretta a Sidney, in Australia, venne fatta scendere dall’aereo, nello scalo di Honolulu, per cedere il posto ad un passeggero bianco, aspettò ben tre giorni prima di poter riprendere il suo viaggio, Norman fece causa alla compagnia aerea ed ottenne un rimborso; nel 1955, Marilyn Monroe prese le sue difese quando il jazz club Mocambo si rifiutò di farla cantare a causa del colore della sua pelle, Marilyn usò il suo ascendente, promettendo al proprietario la sua presenza in prima fila a tutti i concerti di Ella. A differenza di tanti altri afroamericani, Ella non si fece mai prendere dall’amarezza e dal rancore.

Ella Fitzgerald e Marilyn Monroe

Tra gli anni ’60-’70, il repertorio di Ella si fece più pop-swing, cantando anche canzoni politicamente impegnate; cominciò ad esporsi politicamente anche fuori dalla scena musicale, divenne più combattiva, si schierò per la presidenza di John F. Kennedy e successivamente per Robert Kennedy; dopo l’assassinio di Martin Luter King, per reazione, scrisse una canzone a lui dedicata. Ella era sempre in tournée in tutto il mondo, viveva per la musica e l’unico cruccio che ha avuto è stato quello di aver passato poco tempo con il figlio adottato ai tempi del matrimonio con Ray Brown. Negli ultimi anni della sua vita, ebbe notevoli problemi di salute, vedeva e camminava a malapena, a causa del diabete, ma non rinunciò a cantare, Ella viveva per la musica. Ella Fitzgerald morì nel 1996 nella sua casa di Beverly Hills.

Ella Fitzgerald
Ella Fitzgerald

Ella Fitgerald sapeva cantare ad orecchio, metteva tutta sé stessa nel canto ed i suoi vocalizzi erano strepitosi ed inimitabili. Il suo talento per l’improvvisazione fu immenso. Per Ella Fitzgerald il jazz era un modo di comunicare, di far sorridere le persone, la sua voce era un potente strumento musicale, dotata di un’estensione eccezionale. Timida e riservata, non amava feste e banchetti, ma sul palco esprimeva tutta sé stessa. Ella ha vissuto per la sua musica. Ascoltarla è sempre un piacere!

Cinzia Malaguti

Videografia: Video documentario La voce di Ella Fitzgerald di Katja Duregger

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