Eccellenze alimentari di Bologna di ieri e di oggi

Forse non tutti sanno che molte delle eccellenze alimentari che hanno fatto la storia dei prodotti Made in Italy sono nati a Bologna. Alcuni di essi sono stati superati dal tempo e non esistono più, altri sono passati di mano, altri sono ancora vivi e vegeti. Tutti comunque hanno una storia curiosa che voglio raccontarvi: dall’Amaro Montenegro al brandy Vecchia Romagna, dall’Idrolitina alle Pasticche del Re Sole, dalla mortadella in scatola al cremino Fiat Majani.



Bologna tra Ottocento e Novecento conosce un momento di grande fermento creativo, tra industrializzazione e tradizione. E’ a Bologna che nel 1879 nasce il primo Caffè-Chantant in Sala Borsa (Piazza del Nettuno), un bar con intrattenimento musicale ed è a Bologna che viene aperto nel 1911 il primo Albergo Diurno italiano, un locale dotato di bagni e docce (si pensi che a quell’epoca non esisteva ancora nelle case il bagno e ci si arrangiava con tinozze e catinelle). Si può dire che la famiglia Cobianchi non mancava di creatività, tant’è che, se Cleopatro Cobianchi inventò l’Albergo Diurno (chiuso solo negli anni ’90 del Novecento), il fratello Stanislao non fu da meno ed a lui è legata la storia dell’Amaro Montenegro. Stanislao Cobianchi scappò di casa ed andò a vivere in Montenegro dove scoprì le proprietà di alcune piante, ritornò poi in Italia, ma si trasferì in Piemonte dove esistevano diverse distillerie, lì imparò l’arte e, ritornato a Bologna, iniziò a fare esperimenti per produrre la sua bevanda con le erbe del Montenegro; il primo esperimento dell’Amaro Montenegro risale al 1885 e presto divenne una delle bevande più richieste. Amaro Montenegro è ancora uno degli amari più amati ed esportati in tutto il mondo, lo stabilimento di produzione si trova a Zola Predosa (Bologna).

Insegna ex Albergo Diurno Cobianchi
Amaro Buton, pubblicità d’epoca

Rimaniamo sempre in tema di bevande e vediamo come nacque il brandy Vecchia Romagna. In Via d’Azeglio, dove oggi c’è una Libreria Mondadori, è esistita – almeno fino al 1915 – una rinomata pasticceria, la Pasticceria Rovinazzi (dal suo laboratorio uscirono specialità come la Torta Margherita!); ancora oggi potrete ammirare le belle decorazioni liberty dell’antica pasticceria. Sul retro – già nell’Ottocento – venne allestita una distilleria del francese Jean Buton i cui preparati avevano già ricevuto molti premi a livello internazionale. Nel 1863 la Gio. Buton & C. di Bologna lanciò il suo Elixir Coca Buton a base di coca boliviana; in un opuscolo promozionale del 1876 si legge che l’azienda ne fabbricava annualmente e ne smerciava “molte migliaia di litri”. Sul finire del XIX secolo l’atteggiamento nei confronti della coca e dei suoi derivati cambiò, si cominciò a temere la sua dipendenza, il suo uso venne descritto come un vizio e larghi strati della popolazione smisero di acquistare bevande contenenti coca; non fu così – però – per Elixir Coca Buton perché la percentuale di principio attivo era così bassa da stare di gran lunga al di sotto delle percentuali consentite nei prodotti farmaceutici. Nel 1940 Coppi e Barali furono immortalati davanti ad una bottiglia di Elixir Coca Buton. Uno degli altri prodotti di casa Buton, l’Amaro Felsina, aveva addirittura come testimonials pubblicitario un cardinale. Dopo la seconda guerra mondiale i gusti del pubblico cambiarono, salirono alla ribalta distillati dal gusto più secco (brandy, gin, vodka, whisky) ed i liquori dolci di un tempo persero progressivamente terreno. I Rovinazzi rilevarono la distilleria Buton contigua alla loro pasticceria, poi passata al marchese Filippo Sassoli de’ Bianchi che aveva ereditato la società dalla consorte Maria Rovinazzi; fu grazie al contributo innovativo del nuovo proprietario che nacque il brandy Vecchia Romagna, nel 1939, ancora in produzione.

Pasticceria Rovinazzi, foto d’epoca
Decorazione liberty locale ex pasticceria Rovinazzi, oggi Mondadori



La Birreria Ronzani è un nome storico per la città di Bologna e la sua birra pregiata fu soprannominata “Oro del Reno” perché la produzione sfruttava l’acqua del fiume Reno; il primo stabilimento era in via Lame a Bologna, poi con l’espansione dell’attività fu trasferito a Casalecchio di Reno. La birra Ronzani nacque nell’Ottocento e conobbe una fase di grande successo ed espansione grazie, soprattutto, alla coltivazione diretta della materia prima; nel 1959 venne acquistata dalla Birra Wuhrer ed il nome Ronzani scomparve. Nel centro storico di Bologna c’era un caffè birreria dei Ronzani ai cui tavoli pare sia nata l’idea di fondare la squadra del Bologna Calcio; era ubicato nell’antico Palazzo Lambertini, all’inizio di via Rizzoli, poi distrutto – tra il 1910 e il 1912 – durante le demolizioni richieste dal nuovo piano regolatore generale; il palazzo aveva anche subito un incendio. Di recente gli eredi Ronzani hanno recuperato il marchio ed il materiale storico ed hanno ricominciato a produrre la birra Ronzani; dal 2009, infatti, la produzione avviene in maniera artigianale alle pendici del Monte Nerone (sul confine umbro-marchigiano), utilizzando acqua di fonte purissima e materie prime altamente selezionate.

Caffè birreria Ronzani, foto d’epoca
Birra Ronzani, pubblicità d’epoca

Il cavaliere Arturo Gazzoni fu un imprenditore bolognese molto creativo e con un fiuto incredibile per la pubblicità; iniziò con un ristorante in via Rizzoli, ma poi ebbe un’idea geniale. Era il 1907 e a quel tempo viaggi e cure termali andavano alla grande, così pensò che poteva avere successo la produzione di una polverina che portasse l’acqua termale nelle case; fu così che nacque l’Idrolitina, una soluzione di bicarbonato di sodio che rendeva frizzante l’acqua da bere e fu subito un gran successo, grazie anche al suo talento pubblicitario. Gazzoni inventò anche la pasticca del Re Sole, pubblicizzata come ideale contro la tosse. Entrambe sono ancora in produzione.

Bustina Idrolitina Gazzoni



Pasticca Re Sole, pubblicità d’epoca

La Mortadella è uno dei simboli della Bologna gastronomica e le sue origini sono antiche; pensate che esisteva una corporazione di Salaroli con sede nel centro storico che aveva il compito di verificare che i produttori rispettassero le rigorose tecniche di produzione previste per la tutela del prodotto. Il nome “mortadella” pare derivi da “mortaio” perché la carne veniva pestata in un mortaio, ma non si esclude che possa derivare da “mirto”, un insaporitore usato prima del sale. La Mortadella di Bologna iniziò ad essere esportata all’estero grazie ad un accorgimento che ne preservava la freschezza; fu il produttore Nanni ad inventare il concetto del trasporto della mortadella in scatola, affettata e sigillata.

Targa sede Salaroli

Majani è un nome storico nella produzione di cioccolato. Era il 1796 quando Teresa Majani aprì un piccolo negozio di cose dolci vicino alla Basilica di San Petronio a Bologna. Nel Settecento, il cioccolato veniva consumato in tazza, liquido, non esisteva ancora il cioccolato solido  e furono proprio i Majani a dare un impulso straordinario all’idea del cioccolato solido; il successo fu clamoroso e la Ditta Majani ricevette numerosi premi. Nel 1878 divenne fornitrice ufficiale di Casa Savoia e nel 1911 la FIAT le propose una collaborazione in occasione di un lancio pubblicitario; fu  così che nacque il Cremino Fiat a 4 strati, 4  come il nome dell’auto che pubblicizzava. Agli inizi del ‘900, Majani aveva un negozio con bar e intrattenimento su via Indipendenza; era un luogo tra i più sciccosi della città ed il palazzo che l’ospitava venne chiamato “seggiola viennese” per l’architettura liberty del balcone al primo piano, ancora oggi ammirabile percorrendo la via che dalla stazione dei treni porta in piazza Maggiore; la palazzina Majani di via Indipendenza fu poi venduta. Il Cremino Fiat è ancora in produzione, insieme con altre specialità di Casa Majani; lo stabilimento si trova oggi a Crespellano, vicino a Bologna, mentre un fornito negozio Majani si trova in via de’ Carbonesi 5, nel centro storico di Bologna.



Bologna, negozio Majani

Buon appetito con le specialità gastronomiche bolognesi!

Cinzia Malaguti

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