Dopo i fatti di Colonia quale integrazione possibile

La notte di Capodanno 2016 a Colonia molestatori e violentatori hanno potuto agire indisturbati contro centinaia di donne; stando a quanto riportato dai notiziari, le testimonianze affermano che erano per lo più arabi e, secondo le autorità, tra di loro c'erano richiedenti asilo. E' davvero così? C'è chi rema contro l'integrazione e ci sono le divisioni ed i conflitti tra i paesi europei in uno scenario che, invece, richiederebbe capacità strategiche

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La notte di Capodanno 2016 a Colonia molte donne sono state molestate e sottoposte alla violenza da gruppi di maschi che, stando alle testimonianze, erano per lo più arabi e, secondo le autorità, tra di loro c’erano richiedenti asilo.

Le violenze sulle donne erano organizzate, ma da chi? Davvero questi immigrati sono tanto stupidi da mettere a rischio la loro permanenza nel paese e rendere inutile la fatica per arrivarci, con atti di sessismo? E’ vero che le azioni di gruppo deresponsabilizzano il singolo, come ci racconta la sociologia, ma qui credo ci sia dell’altro. E’ accertato che le violenze ci sono state, ma io non credo sia tutto frutto del sacco di immigrati che hanno solo da perderci. Credo che bisogna buttare un occhio anche verso quei gruppi tedeschi di estremisti che vogliono contrastare l’immigrazione e che, con fatti di questo tipo, ottengono sentimenti di chiusura verso l’immigrazione, quindi i loro scopi. Probabilmente qualche immigrato un po’ brillo o sessista ha innescato la miccia, poi accesa e nutrita da altri. D’altra parte, sfido chiunque a distinguere con precisione, in una gelida notte d’inverno quando le persone sono tutte coperte, incappucciate e insciarpate, quale sia un arabo e quale un tedesco, se entrambi se ne stanno zitti. Poi, è incredibile che tante persone abbiano potuto agire indisturbate dalle forze dell’ordine e dagli altri cittadini. Insomma, v’invito ad usare il vostro senso critico. Perché se la sono presa con le donne oppure perché hanno usato le donne? Perché il sessismo di chi viene da fuori si è incontrato, forse, con i residui di quello nostrano e … l’occasione ha fatto l’uomo ladro.

manifestazione dopo i fatti di Colonia

Il fenomeno dell’emigrazione islamica con tutti i problemi che si porta dietro è, comunque, una realtà. Uno di questi problemi è l’idea del ruolo della donna. Uno dei capisaldi dell’islamismo radicale è la riduzione della donna allo stato di schiavitù, che porta alcuni paesi arabi a relegare la donna tra le quattro mura di casa, a lasciarla uscire solo in presenza maschile, a coprirla dalla testa ai piedi, a vietarle la guida dell’auto e altre limitazioni della libertà individuale. Medioevo! Sulla questione del velo ho ascoltato alcuni dibattiti televisivi dove le intervistate di religione musulmana invocavano di aver scelto liberamente l’uso del velo. Si può parlare di libertà se avessero scelto di mettere il velo in alternativa a litigare con i propri famigliari? Insomma, anche qui ci sarebbe da scendere un po’ più in profondità.

Cosa servirebbe? L’Europa si sta ancora occupando dell’emergenza ed è pericolosamente disunita e conflittuale. Servirebbe invece una strategia unitaria e capace di collegare emergenza e prospettive per il futuro alla luce di alcuni dati così ben illustrati nel saggio di Massimo Livi Bacci, Il pianeta stretto. Vediamoli. Un secolo fa, l’Europa era un quarto della popolazione mondiale, ora è il 10%; la popolazione africana era un quarto di quella europea, ora è il doppio, con un crescita che si arresterà solo verso la fine di questo secolo; metà della popolazione africana è composta da persone con meno di 20 anni; la popolazione attiva nei paesi meno sviluppati crescerà del 50% al 2050, mentre nei paesi più sviluppati diminuirà del 30%; la differenza di reddito tra i più ricchi ed i più poveri del nostro pianeta è cresciuta dai 25.000 dollari del 1980 ai 40.000 di oggi; il totale dei residenti di nazionalità o provenienza estera è passato dai 100 milioni nel 1980 agli oltre 230 milioni attuali, ammontando ormai al 11% della popolazione complessiva nei paesi più sviluppati. Pertanto, tante persone giovani, attive, ma povere, continueranno ad emigrare verso paesi più sviluppati e se sono cresciuti in ambienti islamici radicali porteranno con sé anche il retaggio medioevale di una cultura sessista.

Cinzia Malaguti

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