Cos’è il Populismo

Il populismo: definizione e forme

Una pregnante definizione affermata da Samuel Huntington inquadra il Populismo come una tendenza unilaterale a esaltare la solitudine di un capo che si rapporta da vicino alla massa senza avvalersi di momenti istituzionali e partitici di mediazione.

Questa pretesa di accorciare ogni distanza, impoverisce il ruolo di mediazione dei partiti politici e innesca un processo di erosione sotterranea dei sistemi politici contemporanei.

Due forme di populismo oggi convergono nelle culture di destra:

  • quello di stampo etnico-identitario, che inventa radici comunitarie minacciate dalle culture altre per chiamare alla mobilitazione intensa;
  • quello d’impronta aziendalistico-mediatica, che identifica nel capo un oggetto di culto cui tributare acclamazione ed obbedienza.

 

Il populismo: le origini

Se la conseguenza del populismo è crisi del sistema dei partiti, quale ne è l’origine?

  • l’antipolitica, che coinvolge tutti i sistemi politici occidentali e che ha le sue radici nella metamorfosi della democrazia dei partiti di integrazione in democrazia elettorale dei media e del denaro.

In Italia il passaggio avviene in concomitanza con il tracollo storico dei partiti, cosicché l’irruzione di partiti del denaro e dei media non trova anticorpi nella società civile, nella separazione dei poteri, nell’autonomia funzionale delle istituzioni. Altrove i contraccolpi sono attutiti dalla solidità delle culture civiche, dalla robustezza degli impianti istituzionali ed amministrativi, dalla persistenza dei partiti. In Italia, l’assenza di forme nuove della politica dopo il collasso dei partiti ha dato luogo ad un lungo processo di erosione dei partiti che ha condotto alla simbiosi crescente tra ceti politici e affari.

In termini tecnici il populismo evoca uno scenario entro cui il capo si rapporta al popolo senza avvalersi di strumenti di organizzazione e può muoversi come decisore supremo non circondato da pesanti istituzioni che facciano da mediazione.

Sotto il profilo istituzionale, il berlusconismo ha comportato forti elementi di populismo e di ostilità alle mediazioni, alle garanzie e al controllo.

Il M5S, per il suo rifiuto di ogni forma di mediazione politica ed il suo totale affidamento al popolo iscritto della rete, è populismo perché abdica ad un ruolo di mediazione e di guida proprio della politica.

 

Populismo e leaderismo

Populismo e leaderismo sono due facce della stessa medaglia.

Il populista diffonde la cultura dell’accerchiamento e vede nelle agenzie della mediazione l’ostacolo alla spontaneità delle relazioni tra il capo e la gente.

Il leaderismo è la risposta fragile alla caduta delle mediazioni ed è al tempo stesso l’ostacolo alla ricostruzione di partiti sbeffeggiati in nome dell’usura della polarità destra/sinistra.

 

Per battere il populismo

Per battere il populismo incalzante la ricetta c’è: forti partiti strutturati, soggetti radicati e con identità.

Per salvare la politica come discorso pubblico occorre rimotivare la rappresentanza politica e sociale.

In questo senso, in Italia, Matteo Renzi sta facendo un buon lavoro ed un po’ di leaderismo, nella situazione italiana di grave perdita di credibilità dei partiti, è un male necessario, se a basso dosaggio.

 

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

M. Prospero, La Costituzione tra populismo e leaderismo, Franco Angeli Editore

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