Cinema: La teoria del tutto

"La teoria del tutto" racconta il dramma umano ed il coraggio dello scienziato paralitico britannico Stephen Hawking, conosciuto per la sua teoria dei buchi neri, sull'origine dell'universo. Costretto all'immobilità sin dalla giovane età, è un esempio di coraggio e positività. L'interpretazione di Eddie Redmayne è superlativa, Oscar 2015 quale miglior attore protagonista.

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La teoria del tutto racconta il dramma umano ed il coraggio dello scienziato paralitico britannico Stephen Hawking, conosciuto per la sua teoria dei buchi neri, sull’origine dell’universo.

Stephen Hawking, fisico, matematico, cosmologo ed astrofisico, comincia a perdere le sue funzionalità muscolari, a causa da una malattia dei motoneuroni, durante il periodo universitario (inizia il college a 17 anni).  Il disturbo neurologico di cui è affetto lo porta ad una progressiva atrofizzazione dei muscoli con perdita della capacità di muoversi e di parlare. Pur costretto all’immobilità, riesce a portare avanti le sue ricerche, sorretto da una mente non colpita dalla malattia e da strumenti d’interfaccia appositamente studiati per lui. Un tecnico di Cambridge costruisce per lui un sintetizzatore vocale che trasforma in suono ciò che Stephen scrive su apposito computer; successivamente, con l’avanzare della malattia, viene messo a punto un sistema di riconoscimento facciale, perfezionato poi con un lettore dei movimenti oculari.

Stephen Hawking voleva dimostrare, con una semplice equazione, che il tempo ha avuto un inizio e la sua teoria dei buchi neri ne è espressione.

Da bravo scienziato, il suo rapporto con la religione è chiaro nelle sue parole: “quello a cui uno crede è irrilevante in fisica“, “la cosmologia è la religione degli atei intelligenti“.

Stephen Hawking, nonostante la malattia, si è sposato ed ha avuto tre figli, si è separato e poi si è risposato.

La teoria del tutto è un film che fa emergere il dramma personale, l’intelligenza ed il coraggio di questo scienziato, con un’interpretazione di Eddie Redmayne, nei panni di Stephen Hawking, a dir poco superlativa, che gli ha permesso di conquistare l’Oscar 2015 quale miglior attore protagonista.

Vorrei terminare questa recensione con la frase più significativa del film:

Lei ha detto di non credere in Dio, ha una filosofia che l’aiuta?”

Finché c’è vita c’è sempre qualcosa che uno può fare con successo. Finché c’è vita c’è speranza“.

Questa frase detta da un uomo paralizzato, che non muove nulla, non può parlare e comunica attraverso una macchina, assume un valore particolare, tutt’altro che banale. Andate a vedere questo film, aiuta ad essere più positivi.

Cinzia Malaguti