Cinema: Grand Hotel Budapest

Grand Hotel Budapest di Wes Anderson è stato candidato a 9 premi Oscar 2015, ma ne ha portati a casa solo 4, tra i quali migliori costumi all'italiana Milena Canonero. Attraverso il racconto dell'amicizia gentile tra Gustave e Zero, tra eredità, carcere e delitti, si sviluppa il ricordo della vita al Grand Hotel Budapest, un tempo prestigioso, ma poi decaduto.

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Grand Hotel Budapest di Wes Anderson è stato candidato a ben 9 premi Oscar 2015, tra i quali miglior film, io l’ho trovato gradevole, ma non particolarmente brillante; di Oscar 2015, infatti, ne ha portati a casa solo 4, tra i quali migliori costumi all’italiana Milena Canonero, ma non miglior film, né migliori attori.

E’ la storia di un’amicizia gentile tra Monsieur Gustave H, concierge di mezz’età, e Zero Moustafa, giovanissimo facchino, entrambi al servizio dei clienti del Grand Hotel Budapest.

Grand Hotel Budapest racconta l’amicizia tra Gustave e Zero attraverso una storia di eredità con delitto ambientata nel 1932, ma raccontata da Zero nel 1968.

Grand Hotel Budapest non è un film noioso, tutt’altro, è anche un film d’avventura ed è anche un film “giallo”, oltre ad essere un film drammatico.

Il Grand Hotel Budapest rappresentato ha il fascino delle cose antiche, una volta prestigiose, eleganti, ma poi decadute ed il film riesce a trasmettere quel sentimento di malinconia, ma non tristezza, come per tutti i ricordi cari, preziosi che, pur appartenendo ad un’altra epoca, rimangono nel cuore con affetto.

Il pregio del film Grand Hotel Budapest è quello di dare la percezione dell’universalità di questo sentimento, cioè verso tutto ciò che ci è caro e che non esiste più, ma rimane nei nostri cuori, con quell’amore che non è passione, non è rimpianto, non è rammarico, con quell’amore che potremmo chiamare amore gentile.

Vorrei sottolineare il prezioso e perfetto lavoro sui costumi di scena dell’italiana Milena Canonero, che le ha dato l’Oscar 2015 per i Migliori Costumi; Milena Canonero raggiunge così quota 4 Oscar (1976, 1982, 2007, 2015). Gli Oscar 2015 sono andati anche a Adam Stockhausen per la migliore sceneggiatura, ad Alexandre Desplat per la migliore colonna sonora e a Frances Hannon e Mark Coulier per miglior trucco e acconciatura.

Nessuno degli attori principali ha avuto la candidatura agli Oscar 2015 e mi sembra giusto; Ralph Fiennes, nei panni di Gustave, l’ho trovato un po’ sotto tono, sempre con la stessa mimica, sia nella gioia, che nel dolore, che nella paura; Tony Revolori, nei panni del giovane Mustafa, ha fatto del suo meglio, ma l’ho trovato poco espressivo; è andata meglio con il vecchio Mustafa, interpretato da F. Murray Abraham, con quel velo di malinconica tenerezza.

Complessivamente, un film da vedere.

Cinzia Malaguti