Il campo di Fossoli, luogo della memoria

Il Campo di Fossoli si trova vicino a Carpi ed è stato un campo di concentramento, tra il 1942 ed il 1944. Fu un campo di transito, in attesa della deportazione per lo sterminio, di ebrei e prigionieri politici. Le attuali condizioni del sito sono frutto di una serie di stratificazioni d’uso, nel dopoguerra. Il campo di Fossoli è un luogo della memoria, per non dimenticare gli orrori alimentati dall’odio. Per amare ancora di più la pace e la democrazia.

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I 12 del Patrimonio culturale immateriale in Italia

Il Patrimonio culturale immateriale è un patrimonio vivente fatto di pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze ed abilità di persone che le hanno ereditate di generazione in generazione e che le hanno adattate al mondo in cui vivono. Queste pratiche danno un senso di identità e di continuità alle comunità. UNESCO ha riconosciuto in Italia ben 12 elementi culturali da salvaguardare. Vediamoli uno a uno.

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I fiori di Loto

I fiori di Loto crescono nel fango, ma emanano sempre un sottile profumo avvolgente; per questo motivo, nelle tradizioni orientali, il Loto è un simbolo di purezza. Si contano almeno 100 specie di fiori di Loto nel mondo e molteplici sono gli usi del fiore e dei suoi semi. In Italia, possiamo visitare la Città del Loto.

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La effimera strada di ghiaccio canadese

La strada di ghiaccio è aperta solo due mesi all’anno e solo quando la temperatura non sale sopra i -25° C.. E’ una strada effimera di circa 200 km sul fiume Mackenzie e che prosegue sul mare di Beaufort per collegare Inuvik all’isolato villaggio di Tuktoyaktuk nei mesi in cui la temperatura può arrivare anche a -50°. Siamo nel nord-ovest canadese, ai confini con l’Oceano Artico.

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Antropocene e la mostra multimediale a Bologna

Con il termine di Antropocene si indica l’attuale epoca geologica, nella quale l’essere umano è la causa primaria di un cambiamento permanente del pianeta. Alla Fondazione MAST di Bologna, una mostra multimediale documenta lo sfruttamento intensivo della Terra negli ultimi decenni; è un importante momento di riflessione attraverso le fotografie di Edward Burtynsky e i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier.

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