Antonio Ligabue a Ferrara

Antonio Ligabue a Ferrara. Fino al 27 giugno 2021, è allestita a Palazzo dei Diamanti una raccolta di opere dell’artista emiliano vissuto agli inizi del Novecento. Le opere esposte esprimono con drammaticità il suo particolare punto di vista sulla Vita. Molto belli i dipinti di tigri ritratte in movimento e delle quali rappresenta la forza e la vitalità, caratteristiche a cui lui ansimava. La mostra su Ligabue e tutte le belle mostre che periodicamente sono allestite a Palazzo dei Diamanti, sono un’ottima occasione per visitare o rivisitare la bella città di Ferrara e coniugare arte e prelibata gastronomia.

Ferrara, Castello Estense, simbolo della città



Antonio Ligabue (1899-1965) è stato uno degli artisti più originali del Novecento, capace di esprimere la forza della sua interiorità in maniera semplice e genuina. Nato a Zurigo, dopo un’infanzia ed adolescenza difficili viene espulso dalla Svizzera ed arriva a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo, nel 1919. Anche nella cittadina della bassa padana la sua vita resta durissima, segnata da ostilità, incomprensioni e continui ricoveri in ospedali psichiatrici. Ligabue, però, resiste, trovando nella pratica artistica quel “luogo sicuro” che non ha mai avuto. La pittura e la scultura diventano così il mezzo per trasformare le difficoltà in opportunità e per dar voce ai suoi pensieri.

antonio ligabue
Antonio Ligabue, autoritratti
Antonio Ligabue, cani da guardia

Pittore di animali” è la definizione che Ligabue dà di sé già nel 1928; effettivamente agli animali dedicò una parte fondamentale della sua produzione artistica. Ligabue amava raffigurare tigri, leoni, leopardi, iene, volpi nell’atto di piombare sulla preda, ma a volte anche in posizione statica. Il pittore prima li studiava sui libri, li ammirava al circo o al cinema, poi li disegnava e dipingeva, identificandosi con loro a tal punto da imitarne gli atteggiamenti. Gli animali selvaggi erano per lui simbolo di forza, di energia, emblemi di un desiderio di libertà, di riscatto in cui si riconosceva. A Ligabue piaceva anche fare ritratti ed autoritratti che componeva a partire dagli occhi, come a cercare di coglierne l’anima.

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Antonio Ligabue, Volpe in fuga
Antonio Ligabue, testa di tigre

La mostra al Palazzo dei Diamanti a Ferrara (fino al 27 giugno 2021) documenta tutta l’attività di Ligabue attraverso oltre cento opere, tra dipinti, disegni, sculture, alcune mai esposte prima. Nel percorso emergono i temi fondamentali della sua ricerca: dal diario intimo degli autoritratti ai paesaggi del cuore, dai ritratti alle nature morte, dagli animali selvaggi a quelli domestici, dai paesaggi agresti alle scene di caccia e alle tormente di neve. Un racconto che pone l’accento sulla singolarità della sua poetica e rivela la forza naturale, pura, istintiva del suo genio.

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Antonio Ligabue, Tormenta di neve



Antonio Ligabue, quando era in vita era solo il “matto” del paese; egli vendeva i suoi quadri, oggi di valore inestimabile, per un pezzo di pane; la sua storia di vita, in questo senso, è simile a quella di Van Gogh.

Salamina con purè, piatto tipico ferrarese

Arte e gastronomia. La mostra di Antonio Ligabue, così come tutte le belle mostre che vengono allestite a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, sono un’ottima occasione per visitare questa bella città ricca di storia, arte e … gastronomia. Non ti sarà difficile trovare una buona osteria dove assaggiare i piatti tipici ferraresi, in primis i cappellacci di zucca al ragù e la salamina con puré. Io ho pranzato con grande soddisfazione all’Hostaria Savonarola in Piazza Savonarola, proprio di fronte al Castello Estense; questo ristorante dispone di un porticato ampio e fresco.

Buona vita!

Cinzia Malaguti

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