Caterina de Medici – I Medici, una regina al potere

Caterina de' Medici divenne regina di Francia nel 1547 quale consorte di Enrico II; la sua vita a corte non fu facile, ma seppe muoversi con grande intelligenza, mantenendo il potere per quasi trent'anni, tra cospirazioni, congiure e guerre di religione. Il romanzo di Matteo Strukul "I Medici, una regina al potere" delinea un ritratto di Caterina de' Medici diviso in due fasi.

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Tomba di Caterina de Medici ed Enrico II, Basilica di Saint-Denis, Parigi

Il terzo romanzo della trilogia sui Medici è centrato sulla figura di Caterina de Medici (1519-1589), sposa di Enrico II (1519-1559) di Francia, figlio di Francesco I. Il bisnonno paterno di Caterina de Medici era Lorenzo Il Magnifico. Il romanzo di Matteo Strukul su Caterina de Medici, come i precedenti su Cosimo de Medici e Lorenzo il Magnifico, è molto curato nelle sue fonti storiche, con solo qualche lieve e ininfluente digressione per esigenze drammaturgiche.

I Medici, una regina al potere, copertina romanzo di Matteo Strukul
I Medici – Una regina al potere, copertina romanzo di Matteo Strukul

La narrazione di I Medici – Una regina al potere si svolge interamente in Francia; essa parte dal momento in cui il fratello maggiore di Enrico, Francesco, delfino di Francia, viene trovato morto dopo aver bevuto acqua ghiacciata durante un incontro sportivo con il conte di Montecuccoli, poi accusato di averlo avvelenato.

Enrico, come il defunto fratello, portava nel cuore la ferita del tradimento prodottasi a seguito della decisione del padre di lasciare i due figli, ancora ragazzi, in ostaggio dell’imperatore d’Asburgo a Madrid, per poter far ritorno in Francia; tre anni di prigionia a causa di un tradimento paterno lasciarono segni nel carattere del futuro re di Francia. Enrico II, infatti, fu uomo fragile di carattere e ombroso, manovrato dalla sua ambiziosa amante Diana de Poitiers, di vent’anni più anziana di lui e della stessa Caterina; pur tuttavia fu guerriero valoroso, quasi a voler sfidare con ciò le sue ombre.

Caterina de Medici, dipinto di Clouet, 1555
Caterina de Medici, dipinto di Francois Clouet, 1555

Caterina de Medici governò la Francia per circa trent’anni, in un arco temporale dominato dalle guerre di religione che, pertanto, rappresentano lo sfondo storico della narrazione. La chiesa cattolica e quella protestante alimentarono nel Cinquecento, in tutta Europa, gli istinti più bassi e vili, trasformando gli uomini in fanatici, in belve assetate di sangue, dove anche i fratelli erano pronti a farsi a pezzi quando divisi da credo religioso e le donne venivano bruciate nelle pubbliche piazze quando giudicate eretiche. Al culmine degli orrori delle guerre di religione c’è la strage della notte di San Bartolomeo a Parigi (1572).

Caterina de Medici fu donna molto intelligente ed equilibrata che seppe ben gestire rapporti di corte e di potere, oltre a far buon viso a cattiva sorte a Diana de Poitiers, amante ufficiale del re consorte, donna ambiziosa e senza scrupoli, molto influente e fervente cattolica. Diana convinse Enrico II a mettere ripetutamente incinta Caterina (prima di rado frequentava il suo letto), al solo scopo di tenerla lontano dai luoghi di comando e, quindi, agire e manipolare indisturbata. Caterina ebbe il primo figlio dopo undici anni dal matrimonio con Enrico II, ma poi ne sfornò uno dopo l’altro fino a dieci. Durante la sua vita a corte si circondò di astrologi, in particolare risalta nel romanzo la figura di Michel de Nostredamus, medico affascinante dedito alle arti occulte e le cui famose profezie trovarono spazio nella letteratura dell’epoca. Caterina si servì dei suoi servigi e delle sue profezie con lo scopo di prepararsi a contrastare ogni eventualità nefasta, ringraziandolo per averla messa in guardia.

I figli di Caterina ed Enrico furono cagionevoli di salute e morirono giovani, ma giovani venivano sposati per creare alleanze, prima che fosse troppo tardi; è il caso di Francesco II, il primogenito, che sposò Maria Stuarda, regina di Scozia, all’età di quattordici anni, Maria ne aveva sedici.  Il matrimonio fu, addirittura, combinato quando Federico aveva solo quattro anni; Maria venne educata presso la corte francese e crebbe con le sorelle di Federico, Elisabetta, Claudia e Margot.

Caterina de Medici in abiti vedovili e i figli, 1561 circa
Caterina de Medici in abiti vedovili e i figli, 1561 circa

Il regno di Francia, durante la guida di Enrico II e non solo, fu oggetto di cospirazioni e congiure volute da Francesco di Guisa, duca e condottiero francese, fanatico religioso e promotore delle guerre contro i protestanti. La sua influenza sulle politiche del regno fu notevole grazie alle sue vittorie sul campo contro i nemici imperiali, ma anche grazie alle trame dell’amante del re e alle continue gravidanze di Caterina che la tenevano lontana dalla politica. Enrico II fece promulgare degli editti contro i protestanti e la libertà di culto che prevedevano anche la loro morte, esacerbando gli animi e portando la Francia verso le guerre di religione; alla sua morte, a nulla valse l’editto – ormai tardivo – del figlio e successore Francesco II che, su consiglio di Caterina, regina madre, intendeva riportare la pace interna al regno. Ai tumulti della popolazione si aggiunse la cospirazione ordita da Luigi e Antonio di Borbone con l’intenzione di riprendersi il trono di Francia che ritenevano usurpato dal troppo potere dei Guisa. I Borbone, ramo cadetto dell’antichissima dinastia dei Capetingi – come i Valois di cui faceva parte Enrico II – sono una delle più importanti ed antiche case regnanti d’Europa e suoi membri reggono tuttora i troni di Spagna e Lussemburgo. Enrico di Borbone succederà ad Enrico III, figlio di Enrico II e di Caterina de’ Medici ed ultimo re della dinastia Valois.

Grande risalto viene dato agli orrori del fanatismo religioso, alimentate dalla durezza usata dai capi militari del re nel reprimere i riformati che, anziché essere un deterrente, aveva finito per fomentare un fanatismo, da entrambe le parti, difficile da estirpare. Caterina de Medici, per salvare il regno ed i figli, aveva finito per cospirare a sua volta contro i capi ugonotti e, per impedire, vendette si fece promotrice delle epurazioni che sfociarono negli orrori della notte di San Bartolomeo.

Il massacro di San Bartolomeo (dettaglio) dipinto di Dubois, 1576 circa
Il massacro di San Bartolomeo (dettaglio) dipinto di Dubois, 1576 circa

Dal romanzo di Matteo Strukul escono due ritratti di Caterina de Medici: prima e dopo la morte dell’amato marito e re Enrico II. Prima della morte di Enrico II, Caterina era una figura di secondo, anzi terzo, piano alla corte di Francia, lontana dalle stanze del potere e dedita ad organizzare feste mondane e a partorire figli. Dopo la morte di Enrico II, Caterina diventa molto influente nelle scelte politiche, prima come reggente dei figli minorenni, poi come indispensabile consigliera; le sue iniziative politiche furono governate dall’unica scelta di proteggere i figli e la corona dei Valois.

Dopo la morte di Enrico III, ultimo re della dinastia Valois, divenne re di Francia Enrico IV di Borbone, già Enrico III di Navarra, consorte di Margherita (Margot), figlia di Caterina de’ Medici ed Enrico II di Valois; Enrico di Borbone dovette convertirsi alla religione cattolica per sopravvivere dopo la strage degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo.

Cinzia Malaguti

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